giovedì, 29 Febbraio 2024

“Ritratti di Matrimoni”, una mostra inedita a Matera

 Dal 12 al 16 marzo, nelle scuderie di Palazzo Malvinni Malvezzi sarà ancora una volta protagonista la fotografia di matrimonio d’autore. In occasione della Convention annuale di ANFM, unica Associazione italiana di fotografi matrimonialisti, Maurizio Beucci,...

“Come averti perso nella memoria / che la morte mi si è fatta pace / e tutte le porte hanno chiavi / rauca nel petto porto due bocche. / Mi mostro capovolta senza tempo / la linea da te a me è follia / uno spazio clandestino nel buco / sulla punta del valzer volo nuda.  / Dimmi se sono crocifissa a te / imbalsamata nel tuo dialetto / con le doglie sulle labbra foreste / è qualcosa che poco prima c’era.”

Rita Pacilio ha la capacità, con i suoi versi, di andare oltre e, leggendo le sue liriche, non si rimane indifferenti. Accade anche in Come fosse luce (Macabor), un volume diviso in una prima parte con una selezione di poesie dalla sua ventennale produzione poetica e una seconda con estratti di numerosi apporti critici sulla poetica dell’autrice.

“Allo sguardo di Pacilio nulla appare insignificante non si prescindere da nessuno, è la sua idea incarnata nei versi. – scrive Mara Venuto nella prefazione – Dunque, questo volume rappresenta un tributo dovuto a una voce significativa del panorama letterario contemporaneo, una ricognizione caldeggiata da esponenti illustri della poesia e della critica italiana, i cui contributi sono in parte presenti in questa monografia, sintetizzati e scelti fra corpose fonti. Ma soprattutto, vuole tracciare una guida per coloro che vogliono leggerla e approfondirla così da avere un’idea di insieme del suo repertorio artistico di questi ultimi vent’anni”.

Rita Pacilio (Benevento, 1963) è poeta e scrittrice. Sociologa di formazione e mediatrice familiare di professione, da oltre un ventennio si occupa di poesia, musica, narrativa, letteratura per l’infanzia, saggistica e critica letteraria. Direttrice del marchio Editoriale RPlibri è Presidente dell’Associazione Arte e Saperi. È stata tradotta in nove lingue. Sue pubblicazioni: Per la poesia: Luna, stelle e … altri pezzi di cielo – (E.S.I. 2003); Ciliegio forestiero (LietoColle 2006); Tra sbarre di tulipani (LietoColle 2008); Alle lumache di aprile (LietoColle 2010); Di ala in ala (Pacilio – Moica, LietoColle 2011); Gli imperfetti sono gente bizzarra (La Vita Felice 2012); Quel grido raggrumato (La Vita Felice 2014); Il suono per obbedienza (Marco Saya 2015); Prima di andare (La Vita Felice 2016); Al polso porto catene (RPlibri 2019); La ferita dei fulmini (GaEle Edizioni d’Arte 2019); La venatura della viola (Ladolfi 2019); Quasi madre (Pequod 2022); Di ala in ala con Claudio Moica (RPlibri 2022); Così l’anima invoca un soffio di poesia – poesie scelte (Marco Saya 2023); Come fosse luce – poesie scelte e antologia critica (Macabor Edizioni 2023); Sono io il mondo – poesie tradotte in lingua romena da Eliza Macadan (Cosmopoli 2023). Per la prosa poetica: Non camminare scalzo (Edilet 2011); L’amore casomai (La Vita Felice 2018). Per la saggistica: Pretesti danteschi per riflettere di sociologia (Guida Editori 2021); Assunta Finiguerra: il fuoco della poesia (RPlibri 2022); Sui prerequisiti retorico-valoriali del fare poesia Rivista Metaphorica, semestrale di Poesia, Anno I numero 2 (Edizioni Efesto 2022). Per la narrativa: Cosa rimane (Augh Utterson 2021); Il bambino d’oro (Pequod 2022). Per la letteratura per l’infanzia: La principessa con i baffi (Scuderi Editrice 2015; Cantami una filastrocca (RPlibri 2018); La favola dell’Abete (RPlibri 2018); La vecchina brutta e cattiva (RPlibri 2019); Tre gemelline ballerine (RPlibri 2022); Canzone del Presepe RPlibri 2022); Tre gemelline sognano (RPlibri 2023); Il guaritore del re (RPlibri 2023); Le cinque porte (RPlibri 2023). Per la musica: Infedele (Splasch Records 2010) – testi di Rita Pacilio, musiche di Luca Aquino, Massimo Colombo, Claudio Fasoli, Antonello Rapuano; La doppia luna (Parthenope Dischi/ Kontor New Media 2022) – testi di Rita Pacilio, musiche di Antonio Josef Faranda @joseef).

Rossella Montemurro

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