martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

Premio Strega e Premio Strega Giovani 2023, menzione speciale della 61esima edizione del Premio Campiello, vincitore del Premio Opera italiana della XLIX edizione del Premio Mondello, Premio internazionale Flaiano Speciale di narrativa 2023: sono tutti meritatissimi i riconoscimenti ottenuti da Come d’aria (Elliot), la storia, vera, dell’autrice, Ada d’Adamo, danzatrice prematuramente scomparsa, e della figlia Daria. Per la piccola Daria, la diagnosi mancata di una patologia cerebrale è l’inizio di una vita contrassegnata da terapie e limiti. Tantissimi limiti che si scontrano con una burocrazia pachidermica e ottusa. Per la madre – che narra in prima persona, rivolgendosi a Daria – la scoperta di un tumore è la molla che la porta a ripercorrere la nascita della figlia, le difficoltà affrontate ora con una forza formidabile ora con sgomento.  Tutto passa attraverso i loro corpi: fatiche quotidiane, rabbia, segreti, ma anche gioie inaspettate e momenti di infinita tenerezza. Le parole attraversano il tempo, in un costante intreccio tra passato e presente. L’autrice non ha paura di scuotere né di essere scomoda, eppure lo fa sempre con delicatezza.

“Quando hai un figlio disabile cammini al posto suo, vedi al posto suo, prendi l’ascensore perché lui non può fare le scale, guidi la macchina perché lui non può salire sull’autobus. Diventi le sue mani e i suoi occhi, le sue gambe e la sua bocca. Ti sostituisci al suo cervello. E a poco a poco, per gli altri, finisci con l’essere un po’ disabile anche tu: un disabile per procura”.

Mai sopra le righe, con una sincerità autentica – anche quando inizia a chiedersi come sarebbe stata la sua vita senza Daria, dimostrando un’umanità spiazzante o quando descrive il brusco cambiamento che ha subìto la sua quotidianità: “Ho passato la vita prima a danzare, e poi a guardare gli altri danzare. Desideravo la bellezza. Per anni ho ricercato la grazia del gesto, la precisione del dettaglio, il gioco delle proporzioni che armonizzano nell’insieme. Un lavoro paziente a cui il ballerino sottopone il proprio corpo in ogni istante, una ricerca quotidiana che non si placa mia.

La tua disabilità, da questo punto di vista, mi appariva come un’autentica beffa. Proprio io, abituata a tenere sotto controllo la posizione di un mignolo, mi ritrovavo alle prese con un corpo completamente fuori controllo, con scatti epilettici, una schiena e una testa incapaci di stare dritte. Tetraparesi spastico-distonica, clonie, alternanza di ipertono e ipotono, nistagmo, scialorrea… altro che mignolo!

Malgrado il valore di questa autobiografia, Come d’aria prima di approdare a Elliot Edizioni era stato rifiutato da numerose case editrici: i 185 voti con cui ha conquistato lo Strega – solo ultimo, in ordine di tempo, tra i Premi letterari vinti – sono la conferma di come abbia saputo essere coraggiosa e lungimirante questa piccola casa editrice. Un racconto di straordinaria forza e verità, in cui ogni istante vissuto è offerto al lettore come dono.

Nata a Ortona nel 1967, la D’Adamo, diplomata all’Accademia Nazionale di Danza e laureata in Discipline dello Spettacolo, ha scritto diversi saggi sulla danza e il teatro. Alla sua memoria è stato istituito, nell’ambito della Festa della Danza di Roma, il “Premio Ada d’Adamo”, conferito a chi meglio interpreterà la fusione tra esperienza artistica e funzioni sociali.

Rossella Montemurro

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