martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

“Diane non si riaddormentò. La rivelazione dell’amore non smetteva di percorrerla da capo a piedi. Certo, in braccio al papà, alla nonna, al nonno, aveva sentito di essere amata e di amare a sua volta. Ma ciò che aveva provato tra le braccia della madre era di una natura del tutto diversa: era qualcosa che aveva a che fare con la magia. Era una forza in grado di elevarci, lasciarci senza fiato, spargendo felicità a piene mani. Una cosa che c’entrava con l’odore della madre, il più dolce e inebriante tra i profumi. Era una cosa che riguardava la voce della madre quando le aveva parlato quella notte, ed era stata la musica più deliziosa che avesse mai ascoltato. Si associava infine con la dolcezza della pelle e dei capelli della madre, che avevano reso completa quella perfezione trasformando l’abbraccio in una lunga carezza setosa.

Non si doveva riaddormentare: era l’unico modo che aveva per assicurarsi di non aver sognato.(…)”.

Diane ha pochi mesi, è una bambina bravissima, è molto bella ma ha la sfortuna di avere una madre, Marie, che soffre di un’invidia e di una gelosia terribili. Sì, Marie è invidiosa e gelosa di sua figlia. Perché Marie, anche lei molto bella, ha fatto da sempre della gelosia e dell’invidia provate dalla gente verso di lei, la sua ragione di vita: essere la più affascinante, avere il marito migliore, la famiglia perfetta. Inevitabile che qualcuno che più di lei attira complimenti, ammirazione e sguardi rischi di metterla in ombra. E così, paradossalmente, una figlia che dovrebbe essere amata più di noi stessi, lascia indifferenti, è quasi alla stregua di un oggetto, non è “degna” di quel calore e quegli slanci che dovrebbero caratterizzare la maternità. 

Diane ha capito tutto, soffre ma al tempo stesso giustifica Marie. La giustifica anche quando nasce il fratellino, Nicolas, e la vede affettivamente coinvolta da questo bambino: certo, è un maschietto, non può provare nei suoi confronti gli stessi sentimenti che prova verso Diane – non c’è, insomma, competizione.

È quando nasce Célia che la situazione da paradossale diventa controversa, confusa: Marie fagocita la piccolina con un amore smisurato, morboso, decisamente tossico. Con i suoi abbracci continui e insistenti la soffoca e soffoca anche le ultime speranze di Diane.

“Mamma, ho accettato tutto, sono sempre stata dalla tua parte, ti ho sempre dato ragione perfino quando la tua ingiustizia era evidente, ho sopportato la tua gelosia perché capivo che ti aspettavi di più dalla vita, ho sopportato che me ne volessi per i complimenti degli altri e che me la facessi pagare, ho tollerato che mostrassi la tua tenerezza a mio fratello mentre a me non hai mai riservato neppure le briciole, ma ora quello che stai facendo davanti a me è atroce. Una volta soltanto mi hai amata, e ho saputo che non esisteva nulla di più bello al mondo. Ho pensato che a impedirti di manifestare il tuo affetto per me fosse il fatto che io sono una femmina. Ma adesso, l’essere che stai ricoprendo dell’amore più profondo che tu abbia mai manifestato è una bambina. Tutto il sistema su cui si reggeva il mio universo è crollato. E capisco che, semplicemente, tu mi vuoi poco bene, tu mi vuoi talmente poco bene che non ci pensi neppure a dissimulare la tua passione folle per questa neonata. La verità, mamma, è che se c’è una virtù di cui sei priva, è il tatto.

L’infanzia di Diane finì in quell’istante. (…)”.

Ormai adolescente, sceglie di vivere con i nonni, di affezionarsi a un’amica, Élisabeth e di buttarsi nello studio. Quando Diane, sempre bellissima ma già provata dalla vita, inizia l’università studiando Cardiologia e si avvicina ad una ricercatrice un po’ scontrosa che però ha tanta grinta e passione nel suo lavoro. Olivia Aubusson diventa per Diane un modello.

Il destino, si sa, a volte è beffardo. Ben presto Diane si accorge che la vita accademica di Olivia è agli antipodi rispetto al privato: la sua frugalità, la sua aridità di fondo si sommano ad un marito asociale e a una figlia, Mariel troppo malinconica. Gli atteggiamenti di Olivia ricordano quelli di Marie. Non solo, l’arrivismo della giovane donna è senza limiti…

Colpisci il tuo cuore(Voland, traduzione di Isabella Mattazzi) è il nuovo romanzo della vulcanica Amélie Nothomb. È in una frase di Alfred de Musset – “Colpisci il tuo cuore, è là che il genio risiede” – che è racchiuso il significato di questo libro intenso e spietato che non ha paura di sfatare il mito dell’amore materno, di giocare con crudeltà con i sentimenti e di essere sorprendentemente cinico. Lo stile della Nothomb, ancora una volta raffinato e ricercato, si intreccia ad una trama forte, che fino all’ultima pagina regala colpi di scena e cambi di prospettiva tutti giocati sul filo delle emozioni. 

Nata nel 1967 a Kobe, Giappone, trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo il padre diplomatico nei suoi cambiamenti di sede. A 21 anni torna in Giappone e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori. Rientrata in Francia, propone un suo manoscritto a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Igiene dell’assassino esce il 1° settembre del ’92 e conquista subito molti lettori. Da allora pubblica un libro l’anno, scalando a ogni nuova uscita le classifiche di vendita. Ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo ‒ da cui nel 2015 è stato tratto il film Il fascino indiscreto dell’amore di Stefan Liberski ‒ e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Oggi vive tra Parigi e Bruxelles. Riccardin dal ciuffo è il suo 25° romanzo.
Rossella Montemurro
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