martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

“Da  qualche  parte,  sul  nostro  pianeta,  un  uomo  sta  toccando  una  donna  fino  a provocarne  la  morte.  Da  qualche parte,  su  questo  pianeta,  un  uomo  sta  per  toccare  una donna  fino  a  provocarne  la  morte.  Degli  uomini  toccarono Ana  Mendieta  e  Sophia  fino  a  ucciderle.  Nella  mia  camera, fredda,  i  loro  fantasmi  si  sono  fusi.  Le  loro  ombre  si  sono arrampicate  sulla  porta  dell’armadio,  e  sono  arrivate  a  toccare  il  soffitto.  Ho  sentito  di  avere  compagnia”.
Cattivadi Myriam Gurba, (Fandango, traduzione di Chiara Brovelli) è una storia autobiografica, a tratti disturbante, a tratti brillante ma, sempre, con una certa ombrosità in ogni pagina. Fin dall’incipit, dove, terribile e brutale, c’è la descrizione nitida di un’aggressione. La stessa protagonista, che in prima persona ripercorre la sua infanzia in apparenza ai margini (è una bambina messicana che tenta di inserirsi in una società troppo attenta al colore della pelle, le remore non risparmiano neanche i più piccoli), in realtà affrontata con spirito e con forza, è vittima nell’America degli anni Novanta di un maniaco sessuale seriale.
La dicotomia tra cultura messicana e cultura americana sarà una costante, come le digressioni sulla nonna Abuelita e il rapporto trasgressivo con le compagne di college a Berkeley. E poi, si spazia dalla letteratura alla filosofia all’arte contemporanea.
È qui che si inserisce lo squallore degli abusi di cui la ragazza, incapace di reagire è vittima, tormentata quotidianamente da un compagno di scuola. Non c’è pathos ma rabbia, non viene fuori il dolore dalle parole della Gurba e forse proprio per questo il lettore si indigna, rimane confuso in un registro narrativo che spesso stride e contrasta con le diverse situazioni descritte.
… Fin quando un estraneo le tende una trappola, la tocca, abusa di lei e tutto diventa nuovo.
Tutto rinasce, assume un colore diverso, il colore dello stupro e il mondo cambia.
“Essere  cattive  con  gli  uomini che  lo  meritano  è  una  missione  sacra.  La  sorellanza  è  potente,  ma  essere  stronze  è  più  esilarante.  Essere  stronze  è spettacolare. Essere  cattive  non  è  per  tutte”. 
Dopo aver letto Cattiva si rimane disorientati
Myriam Gurba è nata e vive in California. Insegna alla scuola superiore, è una scrittrice e un’artista visuale. Prima che americana, si definisce queer e chicana. I suoi racconti sono stati pubblicati in Best American Erotica, Bottom’s Up (Soft Skull) e Tough Girls (Black Books). Con la sua prima raccolta di racconti ha vinto nel 2008 l’Edmund White Award. Ha scritto per il Times, KCET e The Rumpus. Cattivaè stato inserito – da Book Riot, BuzzFeed, NBC e non solo – tra i migliori libri a tematica LGBT e latinos del 2017.

Rossella Montemurro
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