mercoledì, 17 Luglio 2024

Annullarsi, spegnersi, umiliarsi, distruggersi per un uomo: Atti di sottomissione (NN Editore, traduzione di Tiziana Lo Porto), il romanzo d’esordio dell’irlandese Megan Nolan è un viaggio al limite della dignità, quella che molto spesso le donne perdono quando si innamorano, non ricambiate.

Interessante, e sconvolgente al tempo stesso, il fatto che la trama sia in bilico tra autobiografia e fiction. Protagonista e io narrante è una ragazza di Dublino, abbastanza spregiudicata da vivere pienamente le intense notti irlandesi. Durante una mostra d’arte, incrocia lo sguardo di Ciaran, in apparenza un uomo perfetto. Complice una forte attrazione, i due iniziano a uscire insieme. Il loro è un amour fou a tutti gli effetti, inebriante soprattutto per la ragazza che ha da quella relazione, da Ciaran, un forte slancio, un entusiasmo capace di mitigare qualsiasi paura. Lei è un po’ sovrappeso, non si accetta ma, accanto a Ciaran, passa tutto in secondo piano.

“Quando ti innamori di qualcuno e la tua vita è rimodellata, sai istintivamente che devi prenderti molta cura di questo nuovo delicato mondo che voi due state costruendo. C’è un’infrastruttura di cui tenere conto, dighe e ponti e municipi da progettare. Quella rischiosa precarietà spesso ti farà venire le lacrime agli occhi, per il terrore ma anche per il delizioso piacere. Una mossa sbagliata e l’intero edificio crollerà ancor prima che abbiate finito di costruirlo. Le coppie, nella fase iniziale, spesso si eclissano per mesi, non soltanto spinte dal desiderio, ma anche dalla necessità di costruire.”

Ben presto però Ciaran si rivela per ciò che realmente è – un uomo irrisolto e anaffettivo, un manipolatore – e la relazione assume i contorni di una relazione tossica: è come se la ragazza fosse costantemente sulle montagne russe, raggiungendo vette di estasi e picchi di angoscia a causa anche di una terribile gelosia. Lei dipende totalmente da quel partner sbagliato, sia a livello psicologico sia a livello fisico. Ciaran è diventato, per lei, una droga insidiosa e pericolosissima ma lei, per Ciaran, non è nulla.

“Ciaran odiava la mia indecisione. Odiava quando mi chiedeva dove volevo andare a cena e io facevo spallucce e dicevo che era uguale, poteva decidere lui. Odiava quando gli chiedevo quale vestito mi stava meglio. Secondo lui dovevo crescere, capire ciò che desideravo ed essere capace di dirlo ad alta voce. Secondo lui non dovevo essere lo spazio negativo attorno alla sua presenza positiva, e proprio perché lo sapevo, proprio perché sapevo che sarebbe riuscito ad amarmi veramente se solo fossi riuscita a essere una persona vera, non ci riuscivo mai. Andavo nel panico e irradiavo grandi sorrisi apatici e indifferenti davanti alla totalità raggelante del suo sguardo inquisitorio.”

La sottomissione, pressoché totale, la mancanza di autostima e di senso critico – ma chi ne ha davvero quando è accecato dall’amore? – accompagnano la donna verso un crollo psicologico dove al calore dell’amore subentra il gelo della disperazione e comportamenti autolesionistici. Dal rifiuto del cibo alle ferite auto inferte, la sua unica ragione di vita è Ciaran, perdersi nel suo sguardo, nei suo occhi che la deridono e la rifiutano.

La scrittura della Nolan è tagliente, affilata come la crudeltà di Ciaran e il lettore non può che assistere, impotente, a ciò che subisce la donna. Si prova rabbia nel leggere queste pagine ma si acquisisce anche la consapevolezza della banalità e della semplicità con le quali scattano dinamiche perverse. Bellissimo lo stile, mai scontato, capace di ammaliare con un periodare complesso.

Atti di sottomissione inaugura le Fuggitive, una nuova serie NNE, che propone storie di donne in fuga, alla ricerca di libertà e di una rifondazione della propria esistenza. Le fuggitive non si sentono mai aderenti ai canoni del femminile e, in una costante peregrinazione senza meta, accettano il rischio di abitare lo spazio senza tempo del desiderio e dell’amore.

Megan Nolan (1990) è nata in Irlanda e vive a Londra. I suoi saggi, fiction e articoli sono stati pubblicati su The New York Times, The White Review, The Sunday Times, The Village Voice, The Guardian e nell’antologia Winter Papers. Atti di sottomissione è stato salutato dalla critica come uno dei migliori esordi del 2021.

Rossella Montemurro

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