lunedì, 22 Luglio 2024

Alessandro Piperno è un narratore nato. Trama, intreccio, stile: nulla è lasciato al caso. Ogni termine è scelto con cura, i personaggi sono tridimensionali, le situazioni descritte intriganti, i dialoghi brillanti. Aria di famiglia (Mondadori) è tra i suoi romanzi più belli (ricordiamo che alcuni, tra i precedenti, hanno conquistato i premi più prestigiosi – Strega, Viareggio e Campiello).

L’io narrante è il professor Sacerdoti, cinquantenne accademico e romanziere, con una visione del mondo tutta sua, impregnata di misantropia. Malgrado ciò, gode di credito sia tra le aule universitarie sia come scrittore fin quando non si trova di fronte a un’accusa infamante. Gli crolla il mondo addosso, dall’oggi al domani viene sospeso dall’università e come spesso accade in questi casi, bersaglio di critiche feroci, viene emarginato proprio da quei contesti nei quali era ammirato. All’improvviso, a corollario di questa debacle, riceve una comunicazione del tutto inaspettata: è stato nominato tutore di un bambino di otto anni, Noah Meisner, figlio di una sua lontana cugina ortodossa che ha perso la vita insieme al marito. Il professore fa l’impossibile per evitare un impegno così gravoso, certo di non essere in grado – in un momento per lui certo non semplice – di badare a un bambino. Costretto dagli eventi, si ritrova in casa Noah che sulle prime non fa nulla per semplificargli la vita: molto attaccato alle tradizioni, quelle poche volte che parla lo fa con lui rigorosamente in inglese. A dispetto di ogni aspettativa, però, i due pian piano trovano un compromesso e iniziano a sopportarsi fino ad accettarsi definitivamente, complice anche la supervisione di un avvocato, un’amica del professore, che prova a stemperare i momenti di attrito. L’ex accademico si mette anche d’impegno per garantire al bambino una vita senza provazioni, accettando lavori che in un altro periodo non avrebbe mai svolto.

Ecco che entrambi cominciano a respirare una rassicurante “aria di famiglia”, quasi padre e figlio in un ménage tutto sommato sereno. Fin quando, alla morte del nonno di Noah – lo stesso che non poteva prendersene cura perché affetto da demenza senile – i due vengono convocati per aprire il testamento, incontrando parenti piuttosto irritanti. Aria di famiglia è un romanzo da cui si fa fatica a staccarsi, che ammalia e diverte – e alla fine commuove -, in cui niente è come sembra e tutto cambia rapidamente.

Alessandro Piperno nasce a Roma nel 1972. Dopo aver conseguito la laurea in Letteratura francese presso l’università Tor Vergata, diventa docente di francese e ricercatore nella stessa università. In un primo momento si dedica alla saggistica e dà alle stampe Proust antiebreo (2001). Nel 2005 esordisce in narrativa col romanzo Con le peggiori intenzioni (Premio Viareggio e Campiello Opera prima) che ottiene immediatamente il favore di pubblico e critica. I temi del passato e della famiglia ritornano nel romanzo Persecuzione (2010), che insieme a Inseparabili (2012, Premio Strega) costituisce il dittico intitolato II fuoco amico dei ricordi. Le sue opere successive sono: Contro la memoria (2012), riflessione sull’Olocausto affrontata in chiave proustiana, la raccolta di saggi Pubblici infortuni (2013), il romanzo Dove la storia finisce (2016), il saggio Il manifesto del libero lettore. Otto scrittori di cui non so fare a meno (2017) e il romanzo Di chi è la colpa (2021). È redattore della rivista «Nuovi Argomenti» e dal 2020 dirige la collana «I Meridiani» per la casa editrice Mondadori.

Rossella Montemurro

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