sabato, 20 Luglio 2024

Camere d’hotel, champagne nel secchiello, il produttore cinematografico Harvey Weinstein in accappatoio. Donne giovani e sopraffatte, nuove reclute della Miaramax che volevano solo la possibilità di lavorare e avere successo. Erano attrici ed ex dipendenti, donne che non si conoscevano, abitavano in Paesi diversi ma raccontavano variazioni di una stessa storia, usando a volte le stesse parole, descrivendo scene quasi identiche.

È un resoconto ripetitivo e raggelante l’inchiesta sugli abusi sessuali a Hollywood che ha dato inizio al #Metoo e che per le giornaliste Premio Pulitzer Jodi Kantor e Megan Twohey era diventata un dovere morale fermare, perché nessun’altra donna soffrisse.

Anche io (Vallardi, traduzione di Barbara Ronca) è un libro ficcante, ricco di testimonianze ufficiali, riscontri e documenti che scoperchia lo squallore del mondo scintillante di Hollywood nel quale sono in vigore le regole non scritta di “inghiottire i reclami, le proteste, e tollerare comportamenti deprecabili”. Del resto erano tante le dicerie inquietanti a proposito di Weinstein, “un capo potente che usava gli incontri di lavoro come pretesto per poi cercare di estorcere favori sessuali alle donne, e nessuno faceva nulla per cambiare questo stato di cose”.

“Hollywood – scrivono le Autrici – era un’industria dove gli abusi sessuali erano all’ordine del giorno, risposero quasi tutte. (…) Un’altra attrice premio Oscar raccontò che da anni sperava che qualcuno lo fermasse, ma non sapeva cosa fare, perché le colleghe che si erano confidate con lei non volevano che gli episodi fossero resi noti”.

Il 5 maggio 2017, Jodi Kantor e Megan Twohey pubblicano sul New York Times il risultato della loro inchiesta. Grazie a un’intuizione giornalistica le due reporter riescono a rompere la rete di omertà e connivenze che Weinstein ha costruito negli anni con minacce, accordi di riservatezza e risarcimenti. Riescono a ottenere le testimonianze dirette di alcune delle vittime, convincendole a uscire allo scoperto. Ma Weinstein non è tipo da cadere senza combattere e ostacola le indagini in ogni modo: intimidazioni, minacce, pressioni col supporto di avvocati di alto profilo e investigatori privati assoldati per gettare discredito sulle due giornaliste.

Con l’hashtag #MeToo escono allo scoperto altre sopravvissute, mentre donne di tutto il mondo trovano finalmente il coraggio di denunciare gli abusi subiti. Per la prima volta, gli uomini sono chiamati a rispondere delle proprie azioni, in una presa di coscienza collettiva senza precedenti.

Anche io è una storia sul potere della verità: da questo libro è stato tratto il film di Maria Schrader con Carey Mulligan e Zoe Kazan.

Jodi Kantor e Megan Twohey sono due giornaliste investigative del New York Times e collaborano abitualmente con le principali testate e agenzie di stampa americane. Nei loro reportage hanno dato voce a donne, bambini, lavoratori. Nel 2018 sono entrate nella classifica delle “100 persone più influenti al mondo” del Time.

Rossella Montemurro

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