La trasformazione che vive Milano negli anni Ottanta, quel passaggio che la porta dal grigiore delle fabbriche allo scintillio delle passerelle e di quanto accade nel mondo dell’editoria: perchè sotto la superficie del capoluogo lombardo, come nel film Metropolis, c’è un popolo che vive nelle sue viscere, un’energia barbarica, selvaggia, pronta a ribellarsi per riconquistare la città.

Desideri deviati. Amore e ragione (Rizzoli), il nuovo romanzo di Edoardo Albinati, segue l’ideale trilogia Amore e ragione iniziata con Cuori fanatici. In Desideri deviati ritroviamoNico Quell, l’inquieto “ragazzo senza qualità” affiancato da  personaggi che rimangono inevitabilmente impressi – per tic, manie, vizi (molti) e virtù (poche): l’editore Minaudo e il deforme Coboldo, la modella Sheila B., gli architetti Igor e Vera Macchi, Irene (sorella persa e ritrovata), il maestro Chirone… Tutti con desideri, forse un po’ troppo indefiniti, tutti assillati dal cercare di capire cos’è che vogliono davvero e intanto si buttano nella frenesia del lavoro, smaniosi per qualcosa ma condannati a ottenere o perdere qualcuno. Amore, cultura, successo, giustizia politica sono i concetti che animano questa fauna umana divertente e spaventosa al tempo stesso.

Albinati ha calcato la mano sui personaggi che popolano Desideri deviati. Ha descritto in maniera lucida e feroce ciò che accade nelle stanze di una casa editrice – il dubbio gusto nell’abbigliamento dell’editore Minaudo si riversa anche nelle scelte editoriali dettate da Coboldo, il direttore editoriale che ha giudizi inflessibili. E se Coboldo è fisicamente svantaggiato – il suo corpo non conosce canoni estetici – la bellezza di Sheila B. è così prepotente da insinuare il dubbio che possa non essere “reale” mentre la doppiezza e l’ambiguità degli architetti Igor e Vera Macchi quella sì, è autentica – ognuno ingaggiato in duelli intellettuali o amorosi, fatui o violenti, dove ci si gioca il senso della vita.

I “desideri deviati” (un titolo polisemico) non sono desideri perversi ma desideri che deviano dall’obiettivo originale. Eppure il desiderio non si compie mai, è per sua natura deviante.

Tra amore e ragione, in Desideri deviati c’è l’intensità delle trame di Albinati e il suo stile raffinato e mai banale.

L’autore è nato a Roma nel 1956. Lavora da venticinque anni come insegnante nel carcere di Rebibbia. Tra i suoi libri Maggio selvaggio, Orti di guerra, 19, Tuttalpiù muoio (scritto con Filippo Timi), Vita e morte di un ingegnere, Un adulterio, Cuori fanatici. Nel 2016 ha vinto il Premio Strega con La scuola cattolica.

Rossella Montemurro

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