sabato, 13 Luglio 2024

Quali sono i confini tra vita interiore e vita esteriore? Quanto possono essere labili se si è una celebrità e, quindi, già involontariamente si offre un’immagine di sé che non corrisponde a quella autentica?

Sono gli interrogativi che suscita il bellissimo Ai margini del sogno (Bollati Boringhieri, traduzione di Maria Giulia Castagnone) di Adam Foulds.

Nelle prime pagine incontriamo Kristin, neo divorziata, e siamo colpiti dalla sua “fissazione” per Henry, l’attore  protagonista di The Grange, una serie tv molto amata dal pubblico femminile. I due si sono incontrati per caso una volta e Kristin è convinta di essere la donna della sua vita. Gli scrive lettere appassionate nella quaie gli racconta i suoi stati d’animo e accarezza l’idea di rivederlo presto. Nonostante Kristin sia negli Stati Uniti e lui in Inghilterra.

Henry, dal canto suo, è molto infastidito da questa fan insistente e la sua agenzia di Londra ha l’ordine, tassativo di non recapitargli più le sue lettere. Nel privato Henry è piuttosto antipatico e scostante, forse è una difesa dall’insicurezza di fondo che lo caratterizza. Vive da solo, i rapporti con i genitori non sono idilliaci – non lo esaltano affatto, anzi il padre tenta tramite lui di affermarsi come sceneggiatore. Henry è scontento, vuole dare una svolta alla propria carriera proponendosi a un famoso regista spagnolo per un ruolo sul grande schermo. A dispetto delle sue aspettative, ottiene la parte e inizia a prepararsi per interpretare un personaggio tormentato. Deve dimagrire molto, comincia una dieta drastica e allenamenti estenuanti in palestra. Dopo una rottura sentimentale che lo ha segnato, non esita a buttarsi in relazioni occasionali, di solo sesso.

Sostanzialmente Henry e Kristin sono due persone molto sole, incapaci di godere pienamente di ciò che hanno, di vivere il presente, ma ostinati nell’inseguire un futuro illusorio. Henry è assetato di fama, vuole diventare celebre; Kristin è ossessionata da una rappresentazione distorta di Henry, da quello che lei vuole vedere e che solo lei interpreta come una sintonia di intenti.

Dal modo in cui i due protagonisti si comportano Foulds dissemina indizi sulle rispettive psicologie. Sta al lettore coglierle, in uno spaccato interessante di due universi sostanzialmente paralleli: l’attore di grido, pieno di sé e narcisista e la donna comune che per sopravvivere è riuscita a ritagliarsi un sogno impossibile.

Adam Foulds, autore di poesie, oltre che di romanzi, è stato nominato tra i Best of Young British Novelists da «Granta» nel 2013 e tra i Next Generation Poets dalla Poetry Book Society nel 2014. Ha vinto numerosissimi premi letterari, tra cui il Sunday Times Young Writer of the Year, il Costa Poetry, il South Bank Show Annual Award for Literature, l’Encore Award e il Premio per la Letteratura dell’Unione Europea. Il suo romanzo The Quickening Maze è stato finalista del Man Booker Prize nel 2009. Vive a Montreal.

Rossella Montemurro

Pubblicità

Pubblicità
Copy link
Powered by Social Snap