domenica, 25 Febbraio 2024

Una mostra per viaggiare con
le sensazioni, arcipelaghi da esplorare, abiti da toccare, cassetti da aprire.

“Aprire” è la parola
d’ordine, il viaggio – apertura intesa come propensione nei confronti
dell’altro, quindi, e il viaggio come depositario della la ricchezza degli
scambi che si possono ricevere – è invece il filo conduttore della mostra
interattiva “Da un capo all’altro” che è possibile visitare nell’ex Chiesa del Carmine al Museo di Arte Medievale e Moderna di Palazzo Lanfranchi in piazza Pascoli a Matera.

 

Da un capo all’altro,
realizzata da La Luna al guinzaglio/Il Salone dei rifiutati e nata dal
concorso-laboratorio Atlanti Migranti in co-produzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 è una
mostra interattiva dedicata al viaggio in cui si gioca ad
attraversare arcipelaghi fatti di comodini, cassettiere ed armadi che
custodiscono più di 200 vestiti blu con costellazioni ricamate. Gli abiti si
possono prendere e indossare e, grazie ad una applicazione è possibile
utilizzare il proprio tablet o smartphone per inquadrare le costellazioni
ricamate per attivare informazioni e contenuti ulteriori.
I quattro arcipelaghi
raccontano ognuno una fase del viaggio (il “pima”, il “dopo”, il “durante”, il “ritorno”),
è possibile esplorarli con azioni laboratoriali e scrutando tra i cassetti e
negli armadi presenti.
Gli arcipelaghi hanno
abitografie – biografie immaginarie di personaggi che ci accompagneranno nel
percorso.
Negli spostamenti tra
le sezioni espositive chiamate Arcipelaghi – spiegano gli organizzatori – si incontrano abiti, la
cui radice, Habitus,
è la stessa di Habitat,
abitare. Alla luce di questa connessione ogni abito si manifesta come un
raccoglitore di esperienze, una tessitura tra luoghi, uomini e culture.
In questo itinerario,
fatto di sensibilità sommerse da scoprire e comprendere, è disponibile un’applicazione
che consente l’accesso ai contenuti multimediali, gli Scampoli di Scienza e
Geografia
, dove esplorare geografie e anatomie umane per
apprendere curiosità sul funzionamento del corpo umano. Nell’andare
irripetibile di ogni vita, un richiamo alle radici comuni da cui arriviamo”.
L’associazione
culturale La luna al guinzaglio, attiva dal 2003, ha inaugurato nel 2008
un’officina creativa dal nome Il Salone dei Rifiutati.
Il Salone dei Rifiutati
è un luogo d’arte e di creatività interamente imperniato su approcci ecologici
finalizzati a combattere le logiche dell’“usa e getta” e a tradurre oggetti
rotti, consumati o apparentemente inutili, in nuove dimensioni espressive.
Il Salone dei Rifiutati
è un Cea
(Centro di Educazione Ambientale) che lavora sulla possibilità di dare nuova
vita e forme inedite agli oggetti e alle cose considerati di scarto: la sua
poetica nasce infatti dal fascino dell’oggetto rotto come condensatore di
emozioni e meraviglie, prezioso coagulo di tempo vissuto in antitesi con il
mercato che tutto usa e cestina.
Rossella Montemurro
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