lunedì, 15 Aprile 2024

Patto di amicizia tra Matera e Greccio (Ri) sulla tradizione presepiale

Matera è tra le città protagoniste oggi (13 aprile) alla “Festa delle città gemellate”, che si svolge nel comune rietino di Greccio dove è stato realizzato il presepe di San Francesco, il più antico d’Italia con i suoi 800 anni. Un’occasione preziosa per coinvolgere...

Con una lettera indirizzata alla sede centrale romana della Srl “Callmat”, il sindaco di Matera, Domenico Bennardi, ha chiesto formalmente di salvaguardare i 418 lavoratori impiegati nel call center di via del Mestieri, che da aprile rischiano la Cassa integrazione e poi il licenziamento in seguito a una pesante contrazione della commessa di Tim Spa. Nei giorni scorsi Bennardi, con il suo vice Antonio Materdomini, aveva incontrato i rappresentanti sindacali della Snater, che lanciavano l’allarme per il rischio concreto di un autentico dramma sociale, poiché nel presidio materano lavorano anche interi nuclei familiari e tante donne. Per evitare problemi occupazionali, che diventerebbero insormontabili nel territorio anche provinciale, dopo l’incontro già convocato per il 26 marzo con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e quello al Lavoro Marina Calderone, Bennardi ha annunciato che in assenza di una soluzione si attiverà per far approdare il caso Callmat in Parlamento. Come sindaco, con tutta l’Amministrazione comunale è a fianco dei lavoratori Callmat, per evitare qualsiasi crisi occupazionale in una terra già tanto appesantita da atavici problemi occupazionali. In Callmat è alta la percentuale di donne che svolgono l’attività, Bennardi sottolinea pertanto che in tema di pari opportunità mantenere questi posti per le lavoratrici, darebbe una reale possibilità di aiuto finanziario alle famiglie in molti casi impiegate con entrambi i coniugi, e una concreta emancipazione delle donne in Callmat. Il sindaco, infine, rimarca nella lettera che i dipendenti Callmat non sono andati da lui per piangersi addosso, ma vogliono continuare a lavorare per vivere dignitosamente.

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