martedì, 23 Luglio 2024

Matera,  funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino. L’omelia di Mons. Caiazzo: “Amore non è più una bella parola, un gesto di benevolenza, ma un agire colmo di umanità: consumarsi pienamente fino alla morte”

Pubblichiamo l'omelia che mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina, ha pronunciato questa sera nel Palazzetto dello Sport, gremito, durante i funerali dei Vigili del fuoco Nicola Lasalata e Giuseppe Martino: Carissimi,...

Quanti usano il pellet come fonte di riscaldamento prevalente dovrebbero acquistarlo ora per evitare i fisiologici aumenti attesi all’inizio della stagione termica. Il consiglio giunge dall’Associazione italiana energie agro forestali.

In continuo aumento nel 2022 a causa soprattutto della guerra in Ucraina, segna ora un’inversione di tendenza, con una flessione di oltre il 40% del suo prezzo. I dati raccolti dalle aziende associate al gruppo Pellet ENplusdi Aiel, l’Associazione italiana energie agro forestali, e dagli operatori della grande distribuzione, segnalano un prezzo medio nazionale di 6,19 euro al sacco, contro i 9,31 euro di gennaio 2023. 

“Finalmente il costo del pellet è tornato alla normalità perché nei mesi scorsi ha sfiorato anche i 15 euro. – spiega il 36enne Davide Sforza di Marconia di Pisticci titolare di Sforza Pellet – Noi comunque non siamo mai arrivati neanche a 9 euro, quest’anno il più caro è 6,50 ma abbiamo anche qualità a 5 euro”.

Tanta la scelta (abete bianco certificato ENplus A1, misto faggio e abete, solo abete bianco, solo per citarne alcuni) in un’attività commerciale nata quasi per caso: “Ho la stufa a pellet e non volevo pagarlo a 12 o 13 euro, così ho preso un contatto all’estero”, confida.

Questo, insomma, è il momento ideale per fare un po’ di scorta: un eventuale rialzo dell’Iva, una domanda in aumento, e l’andamento della guerra in Ucraina sono i fattori che nei prossimi mesi potrebbero incidere sul prezzo.

Pubblicità

Pubblicità
Copy link
Powered by Social Snap