Un omicidio maturato in un ambiente sociale
degradato in cui vi era
forte odio e
sentimento di vendetta. Problemi di pascolo abusivo e un furto perpetrato due
giorni prima del delitto sono alla base, secondo i Carabinieri della Compagnia
di Tricarico, dell’omicidio di Vincenzo Lauria avvenuto lo scorso 6 marzo in
contrada Varre a Salandra. L’esecutore materiale sarebbe un 65enne con piccoli
precedenti penali, la “mente” un 70enne, entrambi arrestati in mattinata e
condotti nella Casa Circondariale di Matera.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono
state emesse dal GIP presso il Tribunale di Matera, dott.ssa Angela Rosa Nettis,
su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Maria Christina
De Tommasi. L’arresto – come spiegato nel corso di una conferenza stampa dal
Maggiore Daniele Dinoi, comandante interinale del Provinciale di Matera, dal
Capitano Antonio De Rosa, comandante della Compagnia di Tricarico e dal
Maresciallo Giovanni Grimaldi della Stazione di Salandra – scaturisce dalle
risultanze delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Matera
condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tricarico, con
il supporto di attività tecniche, che hanno consentito di raccogliere gravi
indizi di colpevolezza a carico di entrambi gli indagati per concorso in
omicidio, aggravato dalla premeditazione, di Lauria
.

Sia la vittima sia il fratello da anni imponevano il
pascolo abusivo e il loro incontrastato dominio sia contrada Varre e nei
terreni limitrofi dove gli arrestati sono proprietari di aziende agricole. Inoltre,
il 65enne aveva subito il 4 marzo un furto di attrezzature agricole e
meccaniche custodite all’interno di una cassapanca, in una proprietà vicino al
terreno dei fratelli Lauria: un furto denunciato e che l’uomo attribuiva
proprio a Vincenzo.

L’omicidio è avvenuto con un fucile da caccia calibro
16 – ancora non ritrovato dai Carabinieri -, caricato a pallettoni, nel pomeriggio
del 6 marzo scorso mentre Vincenzo Lauria, in coda al gregge, stava facendo
rientro all’ovile assieme al fratello Antonio.

“Si è trattata di un’attività molto articolata che si
è avvalsa di indagini tradizionali, indagini tecniche, intercettazioni. – hanno
spiegato gli ufficiali – Ci siamo avvalsi anche dell’ausilio dei RIS di Roma. Prezioso
il contributo testimoniale dei cittadini di Salandra che non si sono dimostrati
omertosi. Da sottolineare anche la sinergia con Procura che ha sostenuto ogni nostro
riscontro”.

Rossella
Montemurro
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