In un momento storico come quello che stiamo vivendo le domande sui fini e i valori ideali dell’arte appaiono più che mere elucubrazioni mentali di pochi intellettuali. In questi mesi di lock down l’arte…ci ha salvati. Le immagini, la musica, la letteratura hanno rappresentato per molti la fuga salvifica dalla noia o dall’angoscia. Abbiamo capito, forse, che l’arte c’interroga e ci spinge ad interrogare il nostro io inducendoci a guardare nelle pieghe più recondite dell’anima. Abbiamo riscoperto il potere dell’immaginazione che la sovraesposizione agli strumenti tecnologici aveva ridimensionato a mero esercizio di memoria. L’arte, quella dei musei che abbiamo visitato virtualmente e che riscopriremo con emozioni nuove, quella che incontriamo nelle piazze o sui muri di periferia, quella degli artisti di strada e quella dei teatri importanti, è un dono che dobbiamo preservare perché ci ricorda cosa significa essere umani.

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