martedì, 23 Aprile 2024

Sette anni e otto mesi di
reclusione oltre a 5500 euro di multa e sei anni e quattro mesi di reclusione e
3500 euro di multa: sono queste le pene (oltre al pagamento delle spese
processuali), in primo grado disposte dal giudice del Tribunale d Matera Rosa
Bia per due ragazzi di Bitonto, di 25 e 26 anni “specializzati” in furti d’auto
su commissione, abilissimi a portar via qualsiasi tipo di macchina. In pochissimi mesi la Procura di Matera ha chiuso le indagini, riuscendo così a dare una risposta incisiva ai cittadini.
I due, tra aprile e
ottobre dello scorso anno si sono resi responsabili di numerosi furti e
svariati tentativi andati a vuoto, rubando un totale di 14 veicoli. Con
l’operazione “Quattro ruote”, i  Carabinieri della Compagnia di Matera
coadiuvati nella fase esecutiva da quelli della Compagnia di Molfetta, al
termine di una consistente attività d’indagine, coordinata dal Sostituto
Procuratore della Repubblica di Matera, Dott.ssa Annunziata Cazzetta, tesa al
contrasto dei furti di autovetture tra la città di Matera e la provincia di
Bari, a dicembre 2018 diedero esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare
in carcere emessa dal G.I.P. di Matera, Dott.ssa Angela Rosa Nettis, arrestando
i due, peraltro già noti alle forze dell’ordine.
Furono definiti dai
Carabinieri “due professionisti, che rubavano auto per mestiere”: impiegavano tre
minuti per rubare un’auto, trecentomila euro il valore totale della refurtiva.  In qualche caso anche con
il sostegno di altri complici, nonostante la loro giovane età, agivano in
maniera scaltra, secondo un modus operandi ben consolidato e ciò non solo per
la facilità con la quale asportavano i veicoli, ma anche per la scelta
dell’attrezzatura per lo scasso e del luogo dove occultare la refurtiva. Gli
stessi –  come ricostruito dai
carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Matera in una
consistente e articolata indagine – dopo aver scelto la zona da colpire, a
bordo di un’autovettura a loro in uso (spesso intestata a familiari o amici),
una volta individuata l’autovettura di interesse, dopo un’attenta
perlustrazione, ben equipaggiati con chiavi e strumenti di effrazione vari
(cacciaviti, chiavi varie ed altri arnesi) nonché un inibitore di segnali
(utilizzato per bloccare il segnale GPS degli antifurti satellitari dei veicoli
che ne erano dotati) e una centralina decodificata (con la quale sbloccavano e
riuscivano ad avviare il motore delle autovetture), si avvicinavano rapidamente
alla macchina e dopo aver forzato la portiera della stessa, avviato il motore,
in maniera rapida e coordinata, si allontanavano dal luogo dei fatti,
dirigendosi verso una zona di campagna periferica di Bitonto, difficilmente
raggiungibile, dove, tra arbusti, rami di alberi e vegetazione fitta,
occultavano la refurtiva. Le autovetture rubate, molto probabilmente, erano
destinate soprattutto ad essere smontate al fine di alimentare il commercio
illegale di pezzi di ricambio.
I furti sono stati commessi tra i comuni di Matera e quelli di Bari, Altamura
(BA), Binetto (BA), Terlizzi (BA), Ruvo di Puglia (BA), Mola di Bari (BA) e
Giovinazzo (BA).
Rossella Montemurro

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