L’operazione Rosso di sera – condotta congiuntamente dalla sezione Criminalità della Squadra Mobile di Potenza e dall’antidroga di quella di Matera, assistite dalla Direzione distrettuale antimafia – è scaturita dopo la serie di attentati dinamitardi che scossero alcuni esercizi commerciali di Matera tra il dicembre del 2016 e il gennaio 2017 e con l’individuazione di un 42enne materano quale organizzatore delle intimidazioni e ritorsioni, oltre che assuntore di droga.
L’indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Potenza è culminata con diciassette misure cautelari eseguite dagli uomini della Polizia di Stato.
Per undici persone sono scattate le manette con la conseguente misura cautelare in carcere, altri due soggetti sono invece finiti ai domiciliari, per due materani è stato disposto l’obbligo di dimora e altre due persone sono state sottoposte all’obbligo di presentazione.
 I reati contestati riguardano il traffico di stupefacenti, tentato incendio e danneggiamento conseguente, spendita di monete false ed estorsione oltre alla detenzione e porto abusivo di armi.
Le ramificazioni investigative hanno portato alla luce l’attività di traffico illecito, allargato agli altri soggetti operanti nell’area del materano ma anche del barese, i quali a loro volta, grazie a corrieri collegati con piazze anche sovranazionali, riuscivano ad immettere nel mercato lucano significative qantità di cocaina ed hashish.
L’organizzazione, dotata addirittura di una cassa comune, avrebbe mantenuto nel tempo uno stabile canale di approvigionamento con il Marocco seguendo a tal fine le rotte ultra nazionali ed ultra europee del narcotraffico, attraverso la Spagna e la Francia, Paesi dove alcuni degli indagati avrebbero propri collaboratori.
Fornitori e corrieri erano due marocchini collegati a un pugliese arrestato in flagranza lo scorso ottobre perchè nella propria azienda agricola di Castellaneta Marina conservava la droga per conto dei due.
A Lavello, in provincia di Potenza è stato individuato un altro ramo della rete di approvigionamento del sodalizio, un marocchino, già arrestato lo scorso febbraio a Potenza perchè trovato in possesso di circa una tonnellata di hashish.
L’organizzazione, stando alle indagini, usufruiva anche un canale di approvigionamento alternativo, assicurato da un albanese che nel giugno del 2017 è stato arrestato in Svizzera con 5 chili di eroina.
Si occupavano di rifornire le singole piazze di spaccio in provincia di Matera invece  vari pusher.
A Novembre del 2017, nel Borgo Venusio di Matera, furono arrestati due materani perchè trovati in possesso di cocaina e vario materiale per il taglio ed il confezionamento, una struttura adibita a serra, banconote false, cocaina ed una pistola calibro 32 con relativo munizionamento.
Si è poi sviluppata nella stessa direzione, la ricostruzione di altri episodi di spaccio collegati, sia a Matera che nella vicina Santeramo in Colle da un piccolo sodalizio.
Nel frattempo gli investigatori hanno portato alla luce altri episodi che vanno dai danneggiamenti a scopo ritorsivo, alla spendita di banconote false fino alle vere e proprie estorsioni, fatte anche grazie alla disponibilità di armi da parte di alcuni degli indagati, e impegnato in particolare da un pluripregiudicato 42enne.
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