giovedì, 25 Luglio 2024



Bufera nella sanità lucana: sono trenta le persone
destinatarie di misure cautelari (due in carcere, 20 ai domiciliari e 9
destinatari di avvisi di dimora) nell’ambito dell’operazione “Il suggello”
condotta dalla Guardia di Finanza di Matera all’inizio del 2016. I dettagli
dell’operazione, che ha portato ai domiciliari anche il presidente della
Regione Marcello Pittella, sono stati illustrati a Matera dal procuratore capo
Pietro Argentino insieme al pm che ha coordinato le indagini, Salvatore
Colella, al comandante provinciale della Guardia di Finanza di Matera Donato
Tatulli, al comandante del nucleo di polizia economico-finanziario Pasquale
Pepe e al tenente Cataldo Gregucci. L’attività ha visto impegnati circa 100
uomini e donne della Finanza.



Falso e abuso d’ufficio: sono queste le accuse
contestate a Pittella.


Il “deus ex machina’ della “distorsione
istituzionale” che si è verificata nella sanità lucana è il presidente
della regione Marcello Pittella. Lo scrive il Gip di Matera Angela Rosa Nettis
nell’ordinanza d’arresto per il governatore della Basilicata sottolineando che
Pittella “non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando
gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza” della
sanità regionale, “ma influenza anche le scelte gestionali” delle Asl
“interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali” tutti
da lui nominati. 

Le indagini sono cominciate circa un anno e mezzo fa
in seguito all’esposto di un dipendente di una ditta fornitrice di servizi che
non aveva ricevuto la sua quota di Tfr.

Quinto, per cui è stata disposta la custodia cautelare
in carcere, è accusato anche di corruzione per aver affidato una serie di
incarichi legali al professore di diritto amministrativo dell’Università di
Bari, Agostino Meale, in cambio della sua disponibilità come relatore della
tesi di laurea del figlio e dell’impegno per assicurargli un dottorato di
ricerca.

OPERAZIONE “IL SUGGELLO”. LE PERSONE DESTINATARIE DELLE
MISURE CAUTELARI

Agli arresti domiciliari sono finiti Marcello
Pittella, Agostino Meale, Vito Montanaro, Maddalena Berardi, Annarita di
Taranto, Davide Falasca, Vito D’Alessandro, Alessandra D’Anzieri, Luigi
Fruscio, Giovanni Chiarelli, Gianvito Amendola, Carmine  Capobianco,
Grazia Maria Ciannella, Gennaro Larotonda, Domenico Petrone, Lorenzo Santandrea,
Rosanna Grieco, Carmela Lascaro, Roberto Lascaro e Claudio Lascaro.

Obbligo di dimora per Grazia Lascaro, Antonio
Lascaro, Cristoforo Di Cuia, Gaetano Appio, Michele Morelli, Francesco
Mannarella, Roberta Fiorentino, Angela Capuano e Ferdinando Vaccaro.

In carcere è finito il commissario straordinario Asm
Piero Quinto e  il direttore amministrativo dell’Asm Maria Benedetto.

IL TESTO DEL PROCURATORE CAPO PIETRO ARGENTINO

In data odierna è stata eseguita dalla Guardia di
Finanza di Matera l’ordinanza del GIP in sede di applicazione di misure
cautelari a carico di trenta indagati, in particolare di custodia cautelare in
carcere per due indagati, di arresti domiciliari per altri 20 e di obbligo di
dimora per i restanti otto.

Le misure sono state richieste dall’ufficio della
Procura della Repubblica per numerosi episodi criminosi: contro la Pubblica
Amministrazione, falso ideologico in atti pubblici fidefacienti e per
soppressione di atti pubblici fidefacienti; truffa aggravata e continuata in
danno dell’ASL di Matera, turbata libertà degli incanti.

Il procedimento trae origine da una denuncia sporta da
un ex dipendente della società cooperativa Croce Verde Materana, il quale, a
margine di taluni fatti di rilevanza esclusivamente civilistica, evidenziava
irregolarità contributive da parte del datore di lavoro del servizio appaltato
dall’Asl di Matera per il trasporto di infermi, svolto, a suo dire, da
personale non assunto.

A seguito di tale denunzia, il Pubblico Ministero delegava
la Guardia di Finanza a ricostruire tutte le varie fasi dell’appalto, mediante
esame della relativa documentazione, onde verificare se in capo alla stazione
appaltante vi fossero stati abusi di ordine omissivo nell’attivazione dei
poteri sostitutivi per irregolarità contributive e retributive ex art. 30 comma
5 del decreto legislativo 50 del 2016.

L’esame suindicato, consentiva di acclarare gravi
indizi di reato in ordine a un tentativo di truffa posto in essere dai titolari
della suddetta società cooperativa nei confronti dell’ente pubblico che,
costituendo una nuova e diversa società, perfettamente sovrapponibile alla
prima e con denominazione social e confondibile con la prima (“Croce Verde
Matera”, anziché “Croce Verde Materana”) ed utilizzando un’attestazione
ideologicamente falsa del dirigente amministrativo del presidio ospedaliero
Madonna delle Grazie di Matera (Taccardi Maria Evangelista detta Eva) nella
quale si dava atto di un’inesistente autorizzazione al subentro della nuova
società nell’espletamento del servizio oggetto dell’appalto, tentavano di
indurre in errore l’Asl di Matera in ordine all’esistenza di un rapporto di
continuità aziendale (cessione di ramo d’azienda, trasformazione,
incorporazione) tra le due società eludendo così il divieto delle irregolarità
contributiva e retributiva della prima stazione appaltatrice, poiché la prima
“Croce Verde Materana” non era in regola con il DURC così conseguendo il
vantaggio di evitare l’attivazione dei poteri sostitutivi ex art. 30 comma 5 del
decreto legislativo 50 del 2016 e la sospensione dei pagamenti da parte della
stazione appaltante.

Sulla scorta dei gravi indizi di reato ex art. 479
codice penale, veniva dato avvio alle operazioni tecniche di intercettazioni
telefoniche e video-ambientali che interessavano, oltre ai privati interessati
alla gestione delle due società, anche i dirigenti e le figure apicali
dell’ente pubblico.

Ma se da un alto le intercettazioni hanno fornito
pochi elementi di novità rispetto alla ricostruzione documentale dell’appalto
in questione, dall’altro hanno consentito di disvelare una pluralità di nuovi e
più gravi episodi criminosi consumati da alcuni dirigenti delle varie aziende
sanitarie della Basilicata e di un’azienda sanitaria pugliese che hanno
evidenziato il totale condizionamento della sanità pubblica da parte di
interessi privatisti e da logiche clientelari politiche.

Le ipotesi accusatorie formulate individuano, nel
governare la Regione Basilicata, la persona che influenza pesantemente le
scelte gestionali delle aziende sanitarie ed ospedaliere lucane nell’ambito dei
concorsi indetti per la selezione e l’assunzione di personale, interfacciandomi
direttamente con alcuni dirigenti delle stesse, tra i quali vanno annoverati
“in primis”, il direttore generale dell’Asm (che intrattiene significativi
rapporti con altre figure politiche di spicco e religiose nonchè con esponenti
del mondo imprenditoriale e dell’Università degli Studi di Bari) e quello
amministrativo della stessa azienda, a loro volta supportati da altri dirigenti
componenti delle commissioni di esame.

In estrema sintesi e allo stato, l’indagine ha
disvelato come il direttore generale dell’Asm sia il collettore delle
raccomandazioni che promanano dal politico di cui vi ho parlato prima oltre che
da altri esponenti politici e religiosi confidando nell’assoluta fedeltà 
del suo direttore amministrativo nominato presidente o componente dei vari
concorsi, nell’eseguire i desiderata o meglio gli ordini provenienti dall’alto
e sulla disponibilità dei suoi colleghi ai vertici delle altre aziende
sanitarie.

Scrive il Gip a sostegno delle ravvisate esigenze
cautelari: “L’attività investigativa ha rivelato l’esistenza di un collaudato
sistema attraverso il quale vengono “pilotati” i concorsi pubblici per
l’assunzione di personale, specie amministrativo, e ciò anche al fine di dare
sfogo alle “segnalazioni” che promanano da esponenti politici e non solo. E
Quinto Pietro ne è il dominus; condiziona gli esiti delle procedure selettive,
peraltro mai comparendo direttamente in alcun atto o documento, servendosi del
suo direttore amministrativo che, a sua volta, coinvolge gli altri dipendenti
Asm nonchè i membri delle commissioni d’esame i quali, comunque, sono
scientemente consapevoli e complici di tale distorto uso del potere pubblico”.

In buona sostanza gli investigatori si sono trovati in
presenza di concorsi letteralmente “truccati”. Sono quattro le procedure
concorsuali risultate “viziate” perchè caratterizzate da abusi d’ufficio,
rivelazioni indebite di segreti d’ufficio e falsi in atti pubblici (sia per
soppressione che ideologici).

In particolare:

1.     il concorso pubblico per un
posto a tempo indeterminato di un dirigente amministrativo vinto da tre
persone. Non sembri strano il riferimento al numero tre perchè uno è il
vincitore effettivo e gli altri due sono anch’essi vincitori attraverso il
sistema dello scorrimento delle graduatorie e delle convenzioni tra Asl che ha
determinato anche in questi casi l’assunzione a tempo indeterminato presso
altri presidi sanitari;

2.     il concorso pubblico per
otto posti da assistente amministrativo riservato esclusivamente ai disabili;

3.     il concorso pubblico per un
posto a tempo indeterminato a dirigente amministrativo presso il Crob di
Rionero in Vulture;

4.     il concorso pubblico per
due posti a tempo indeterminato da dirigente medico di otorinolaringoiatria.

In ordine ai predetti concorsi, le operazioni svolte
dagli indagati si sono concretizzate in una duplice condotta:

1.     il “taroccamento” dei
punteggi (espressione usata dal Gip nell’ordinanza custodiale) condotto con
precisione matematica e la conseguente creazione dei verbali ideologicamente
falsi;

2.     la distribuzione dei
verbali precedentemente formati riportanti i punteggi effettivamente conseguiti
dai candidati “raccomandati” con la complicità dei componenti segretari,
depositari per legge dei verbali relativi alle sedute di valutazione dei titoli
e di correzione degli elaborati.

Accanto a queste situazioni, l’indagine ha evidenziato
anche l’ipotesi di corruzione ricollegabili:

a) al conseguimento nell’aprile 2017 della laurea in
giurisprudenza del figlio del direttore generale dell’ASM e al conferimento di
incarichi da parte dell’Asm, dell’Asp e dell’Azienda sanitaria di Bari a
professionisti esterni contigui al direttore generale dell’Asm e al figlio;

b) alla promessa del direttore generale Quinto
dell’Asm di agevolare un imprenditore nell’avviare un’attività in ambito
sanitario, peraltro mediante la proposta di modifica di norme regionali,
ottenendo in cambio lavori presso la sua abitazione di Bari nonchè
l’interessamento del medesimo imprenditore ad individuare altra abitazione,
sempre a Bari, ma più grande e più centrale.

Oltre all’ulteriore filone di indagine  che vede
coinvolte le due società in ipotesi di truffa e falsità ideologica nonchè un
episodio di turbata libertà degli incanti nella gara per il trasporto infermi
indetta dall’Asm e vinta dalla “Croce Verde Matera”.

Allo stato sono stati ipotizzati 32 capi di accusa per
i delitti di cui agli articoli 323, 326, 479, 490 (aggravati ai sensi dell’art.
476 comma 2), 318, 319, 321, 640, cpv n. 1) e 353 codice penale di cui uno a
carico delle due società di cui ho parlato prima  in base all’art. 24 del
Decreto legislativo  n. 231 dell’8.6.2001 (che riguarda la responsabilità
amministrativa degli enti e delle persone giuridiche) in relazione all’art. 640-
cpvn n. 1 codice penale).

LA GIUNTA REGIONALE: PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA

La Giunta regionale della Basilicata, riunitasi oggi a
Potenza sotto la presidenza della prof. Flavia Franconi, nell’esprimere
solidarietà al governatore Marcello Pittella, si è detta certa che egli, al
pari degli altri, riuscirà a dimostrare la propria estraneità ai fatti
contestati, in un clima di piena fiducia nell’operato della Magistratura.

La vice presidente Franconi e gli assessori Braia,
Castelgrande, Cifarelli e Pietrantuono continueranno ovviamente a garantire,
con tutta la struttura amministrativa, la piena e funzionale operatività
dell’Ente, lungo la scia dell’azione politica ed amministrativa improntata alla
massima correttezza e trasparenza tracciata dal presidente Pittella, in un
momento nel quale si continueranno ad affrontare questioni importanti per la
comunità lucana.

La giunta, che era stata già convocata per questa
mattina, con all’ordine del giorno vari provvedimenti, ha poi provveduto a
varare i singoli atti proposti dai diversi Dipartimenti.

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