sabato, 15 Giugno 2024

La
terra, la libert
à e
la cittadinanza attiva europea in un film di poesia in cinque episodi in realt
à immersiva
a 360 gradi. MaTerre è ispirato dalla poesia “La mia bella patria” di
Rocco Scotellaro e verr
à girato a Matera tra aprile e maggio
da cinque coppie di artisti (un regista e un poeta) provenienti da citt
à diverse
dell’Europa Mediterranea. Il programma, che per le prime giornate ha gi
à registrato
un grande successo di prenotazioni, è stato illustrato stamane a Matera, nella
sala Mandela del Comune. Verr
à girato tra le
Chiese Rupestri e il paesaggio materano, fra il 18 aprile e il 2 maggio durante
una residenza artistica che porter
à i giovani autori a
vivere intensamente la Capitale della Cultura. È uno dei progetti della
Fondazione Matera-Basilicata 2019, coprodotto da Rete Cinema Basilicata e
cofinanziato dalla Lucana Film Commission in collaborazione con numerosi
partner locali, nazionali ed internazionali.

MaTerre
– i cui direttori artistici sono Antonello Faretta (regista e produttore),
Lello Voce (poeta e performer) e Paolo Heritier (filosofo e giurista, docente
all’Universit
à di
Torino e Nizza) – non è solo un film ma anche un progetto editoriale diffuso,
che vede il coinvolgimento di molti intellettuali di discipline diverse
(sociologi, linguisti, antropologi, giuristi, filosofi) in un dibattito
quotidianamente aggiornato sul tema dell’identit
à contemporanea.
Il progetto è stato sostenuto da Banca Etica e dal fondo etico di Bcc
Basilicata.

Antonello
Faretta: «È un progetto illuminato, con un’anima di contenuti molto profondi
che ha la capacit
à di
mettere insieme tradizioni e nuove tecnologie e di far sposare poesia e cinema
in un modo straordinariamente affascinante. È un progetto ecosostenibile, perch
é viene
girato con action cam all’avanguardia, senza set o trasporti e sempre alla luce
naturale. Sar
à un
film collettivo, in realt
à immersiva a 360°,
con dieci autori che parteciperanno alla residenza. In questo cantiere, tutti i
pomeriggi le porte saranno aperte al pubblico per condividere con tutta la
cittadinanza le riflessioni sull’identit
à cinematografica».

Lello
Voce:
«Il
grande poeta brasiliano, Haroldo De Campos diceva che c’è un solo modo di
rispettare una tradizione: tradirla. Cioè rinnovarla, trasportarla altrove
nello spazio e nel tempo. È questo lo spirito con cui MaTerre ha affrontato il
tema dell’
identità e delle radici. Abbiamo immaginato un cammino che
unisse passato e futuro e fosse capace di scavare nel presente con acutezza.
Abbiamo accettato la scommessa delle più avanzate tecnologie, ma per ricordare,
ritrovare, tradurre in forme nuove quanto l’uomo ha di essenziale, i linguaggi
e il corpo. I poeti che abbiamo invitato sono tutti protagonisti della scena
europea dello spoken word: per loro la poesia abita nella voce e nel corpo del
poeta e può esplorare ogni media. Fanno una cosa antichissima e futura:
agiscono la loro poesia attraverso il respiro e il gesto, ci ricordano che la
poesia, come diceva il trovatore Raimbaut D’aurenga è il fiore inverso, l’unico
a sbocciare con le radici rivolte verso il cielo. Da Matera verso ogni parte
del mondo».

Paolo
Heritier:
«Dall’esperienza
di Materre l’Universit
à e gli studenti del Nord e del Sud
dell’Italia idealmente  vorranno lanciare ai loro colleghi europei un
appello a partire dall’idea che l’origine del diritto è poetica (Giambattista
Vico) e che il senso di giustizia parte dall’ascolto
del corpo, parafrasando Turoldo: “Ci vuole un poeta per ogni Tribunale, a
cantare le follie dell’uomo”. Per questo abbiamo bisogno dello sguardo dei
poeti, e dei registi e del cinema di poesia di Materre. Il progetto continuer
à il
prossimo anno nelle universit
à e nelle scuole di
tutt’Europa e il rilascio del film Materre vorr
à essere
l’idea che un nuovo uso umanistico delle tecnologie digitali è possibile per
creare un nuovo sguardo sulle istituzioni, verso quel “futuro remoto”
che viene dal sud dell’Europa e che lega Il Carlo Levi di “Paura della
Libert
à
a Rocco

Scotellaro
e a tutti noi».

Paolo
Verri, direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019: «È uno dei
progetti di punta di Matera 2019 perch
é tiene insieme
l’aspetto della collaborazione europea con l’innovazione tecnologica. È molto
significativo anche perch
é avviene attraverso
un processo di residenze che fa intendere che si può contribuire attivamente
alla cultura cinematografica».

Paride
Leporace, direttore della Lucana Film Commission:
«Lfc
è molto partecipe e lieta  di condividere questo progetto che apre alle
nuove tecnologie, rende attuale Rocco Scotellaro e crea interesse nei poeti di
tutto il mondo. Questo cantiere nel 2020 può dare una spinta al nuovo modi di
fare cinema in Basilicata».

Ivan
Moliterni, Ufficio cinema del Comune di Matera:
«La
tecnologia serve come nuovo approccio alla materia cinema, vi auguro di
riuscire ad andare controcorrente e guardare in maniera diversa al cinema e
alla poesia».

Leo
Montemurro, presidente Cna:
«Crediamo molto nel
settore dell’audiovisivo. Il nostro scopo oltre ad informare e formare è quello
di sostenere le imprese in progetti di questo tipo».

Il
programma completo è consultabile sul sito web del progetto
www.materre.retecinemabasilicata.it
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