martedì, 28 Maggio 2024

ASM, attacco hacker del gennaio 2024: comunicazione pubblica

Comunicazione pubblica ai sensi dell'art. 34, par. 3, lett. c), del Regolamento (UE) 2016/679 in merito all'attacco hacker subito dall’Azienda del Servizio Sanitario (Azienda Sanitaria di Matera, Azienda Sanitaria di Potenza, AOR San Carlo Potenza ed IRCCS-CROB...

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.

La Polizia di Stato di Matera ha arrestato due giovani, di 23 e 21 anni, entrambi di Napoli: tentata truffa aggravata in concorso, in danno di persone anziane, è l’ipotesi di reato.

I fatti risalgono allo scorso 9 aprile, quando ai numeri di emergenza 113 e 112 giungevano diverse telefonate di persone anziane residenti in questo capoluogo, che segnalavano tentativi di truffa appena avvenuti. Il metodo utilizzato dai telefonisti era quello del “sedicente carabiniere”, che riferiva alla vittima di un incidente occorso a un parente, per poi richiedere denaro e preziosi e risolvere la questione, evitando l’arresto.

Gli agenti della Squadra Mobile, avvertiti dalla Sala Operativa della Questura, hanno iniziato una serrata attività di controllo del territorio, individuando nel centro cittadino una FIAT 500X, che poteva appartenere ai truffatori. Effettuato un primo controllo, venivano identificati gli occupanti dell’auto, due giovani napoletani, i quali non sapevano fornire motivazioni plausibili per giustificare la loro presenza a Matera. L’auto, inoltre, è risultata noleggiata qualche giorno prima a Napoli.

Sospettati di essere i “corrieri” dei tentativi di truffa appena avvenuti, sono stati perquisiti e trovati in possesso di un telefono cellulare, sul cui applicativo Google maps risultavano memorizzati due indirizzi, corrispondenti alle abitazioni di due persone anziane da poco contattate dal finto carabiniere.

Secondo le indagini solte dagli investigatori, un “telefonista” aveva contattato una delle vittime, spacciandosi per carabiniere e tenendola al telefono per molti minuti, mentre la donna – preoccupata per la sorte del figlio, che le avevano fatto credere avesse investito un pedone finito in ospedale, in gravi condizioni – assecondava la richiesta, preparando una consistente somma di denaro in contanti, più i preziosi che custodiva in casa, per consegnarla al fantomatico “collega” del sedicente carabiniere, che sarebbe giunto di lì a poco. Tuttavia, due minuti prima del ritiro, gli agenti di Polizia hanno colto in flagranza i presunti corrieri, rovinandogli i piani ed impedendo la truffa.

I due uomini, pertanto, sono stati tratti in arresto per l’ipotesi di reato sopra indicata e posti a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Si coglie l’occasione per ricordare ancora una volta di fare la massima attenzione quando si viene contattati da sconosciuti, che chiedono denaro o altre utilità. In tali casi, anche al minimo dubbio, è sempre meglio contattare subito il 113, non aprendo la porta di casa. Rispondere con un deciso “mi scusi, non ho tempo” allo sconosciuto che ti ferma per strada o ti contatta per telefono, spacciandosi per un professionista, un parente o per un amico di quest’ultimo, chiedendo denaro o altre utilità, sono solo alcuni dei suggerimenti per prevenire le truffe, che si trovano nella brochure realizzata per i cittadini e disponibile presso la Questura ed i Commissariati.

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