sabato, 22 Giugno 2024

Alla ricerca di sua maestà il tartufo

Il Bianco pregiato, il Nero pregiato, il Brumale, lo Scorzone, il Marzuolo, l'Uncinato: benvenuti tra le specie calabresi di sua maestà il tartufo. D'estate, come sottolinea il tartufaio Bruno Minerba di Marconia di Pisticci, si va a caccia sull'Appennino...

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, della presunzione di innocenza e della necessaria verifica dibattimentale, per quanto risulta allo stato attuale, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue.

Nel mese di marzo dello scorso anno, a seguito di una segnalazione al 113 pervenuta di notte, gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti in via Gravina, per sedare una rissa in atto. Giunti sul posto, gli operatori delle Volanti e della Squadra Mobile, hanno trovato un ragazzo con il volto pieno di sangue e, lì vicino, altri due uomini e tre donne che si stavano picchiando. Con non poca difficoltà, gli agenti sono riusciti a separare i litiganti, chiedendo poi l’intervento di personale sanitario.

Dalla ricostruzione dei fatti effettuata nell’immediato, con il qualificato intervento degli specialisti della Squadra Mobile, è emerso che si trattava di fazioni, di cui la prima composta da una coppia, la seconda invece da due coppie, tutte di giovani di età compresa tra i 22 e i 30 anni, residenti a Matera, Ferrandina e Gravina in Puglia.

Le versioni dei due gruppi sulle cause dell’attrito sono state in parte divergenti; in ogni caso, un precedente contatto sarebbe avvenuto casualmente, qualche ora prima, in via Dante, e ne sarebbe scaturita una prima colluttazione, poi culminata nella rissa avvenuta in via Gravina, sedata dall’intervento degli agenti della Polizia di Stato.

Due dei giovani venuti alle mani hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari. I sei sono stati tutti denunciati all’Autorità giudiziaria. In questi giorni, ai presunti protagonisti della rissa è stato notificato, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Matera.

Foto di repertorio (Google Maps)

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