mercoledì, 24 Luglio 2024

 Pubblichiamo le risposte del Sindaco alle interrogazioni presentate da diversi consiglieri comunali nella seduta odierna del Consiglio Comunale di Matera.

Risposta alla interrogazione dei consiglieri Manicone e Sansone per il mancato inserimento nel Piano Triennale dei lavori pubblici della bonifica della discarica di La Martella

E’ noto a tutti, che i programmati interventi urgenti di bonifica della discarica annessa alla piattaforma di trattamento rifiuti di località “La Martella” del Comune di Matera, nascono dall’esigenza di superare la procedura di infrazione UE n. 2011/2215.
Per gli interventi urgenti di bonifica, idonei per il superamento della predetta infrazione,sono stati stimati in 10 milioni di euro.
Nei 10 milioni di eurosono ricomprese:
– le attività tecniche (progettazione definitiva ed esecutiva, coordinamento sicurezza, direzione lavori) per la totalità dei lavori;
-l’esecuzione degli interventi relativi allo spostamento dei sovrabbanchi dal 3° e 4° settore al 5° settore, la chiusura definitiva del 3° e 4° settore di discarica ed interventi sugli impianti di trattamento percolato, biogas e acque superficiali.

L’iter per il finanziamento dell’intervento ha avuto inizio con un primo stanziamento del Ministero dell’Ambiente, pari a 3 milioni di euro, a valere sull’articolo 17, comma 2, della Legge n. 172/2017.
In data 17 gennaio 2018, il Tavolo istituzionale CIS Matera Capitale europea della Cultura 2019, riunitosi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha approvato l’inserimento di detta posta finanziaria nel CIS Matera, con il Comune di Matera quale ente beneficiario e Invitalia, quale soggetto attuatore.
Per garantire il reperimento di tutte le risorse necessarie al superamento dell’infrazione comunitaria, di importo complessivo stimato in 10 milioni di euro, la Giunta Regionale della Basilicata, con delibera n. 696 del 27 luglio 2018, ha approvato un primo finanziamento di 3 milioni di euro a valere sul Patto per lo Sviluppo della Regione Basilicata – FSC 2014-2020 e, successivamente, con delibera n. 406 del 28 giugno 2019, un secondo finanziamento, pari a 4 milioni e 550 mila euro, a valere sulle risorse PO FESR Basilicata 2014-2020 e del FSC 2014 – 2020.
Con delibera n. 1012 del 2 ottobre 2018, la Giunta Regionale della Basilicata ha poi nominato un Commissario ad Acta per “attuare, nelle forme collaborative o con poteri sostitutivi gli interventi necessari ad assumere tutte le iniziative utili alla positiva e celere soluzione della procedura di infrazione UE oltre che alla conclusione del procedimento autorizzatorio del VIA-AIA”.
Con nota 11 dicembre 2019, riformulata in data 20 febbraio 2020, il Commissario ad Acta ha richiesto che i finanziamenti regionali fossero inseriti nel CIS Matera, allo scopo di garantire la unitarietà dell’intervento e realizzare, con un unico appalto, le opportune economie di scala e le necessarie garanzie nei tempi di esecuzione di tutti gli interventi necessari al superamento della procedura di infrazione comunitaria. Tuttavia, a causa dell’emergenza COVID-19, tali richieste erano rimaste ancora senza esito.
Da ultimo, a seguito delle interlocuzioni con gli Uffici comunali, il Commissario ad Acta ha inviato il 12 maggio 2020 una propria nota al Comune di Matera per rinnovare la richiesta al Tavolo Istituzionale CIS Matera di inserimento nel medesimo CIS del finanziamento di 7 milioni di euro, ad integrazione dei 3 milioni già inseriti, precisando che gli ulteriori 550 mila euro stanziati dalla Regione venivano così destinati:
– 450 mila euro per finanziare il progetto relativa alla “Realizzazione della nuova viabilità e completamento recinzione”, alla cui attuazione provvederà direttamente il Commissario;
– 100 mila euro per attività di supporto al Commissario ad Acta.
Relativamente all’inserimento nel CIS Matera dei 7 milioni finanziati dalla Regione, in data 8 giugno 2020, il nuovo RUC del CIS Matera ha avviato la procedura per l’incremento della dotazione finanziaria dell’intervento finalizzato alla discarica di La Martella che, ove nulla osti, diventerà operativa dal 15 giugno p.v., consentendo ad Invitalia, quale stazione appaltante individuata dal CIS Matera, di poter immediatamente procedere all’appalto di lavori.
Tale intervento, attuato daInvitalia, così come del resto i precedenti interventi CIS che si qualificano quali interventi realizzati in ragione di un autonomo piano finanziario, e quindi, non inserito nel programma annuale.
Relativamente al progetto per la nuova viabilità e completamento recinzione, di € 450.000,00, il Commissario ad Acta, con propria deliberazione n. 2 del 13 maggio 2020, ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento in oggetto e, di conseguenza, il Dirigente del Settore Manutenzione Urbana, in data 14 maggio 2020, il giorno dopo, ha inviato al Settore OO.PP. la documentazione necessaria l’inserimento dell’intervento nell’annualità 2020 del Programma Triennale delle OO.PP., con contestuale variazione del predetto programma che il Settore OO.PP. ha già predisposto per l’esame del competente organo consiliare.

Risposta all’interrogazione a firma di diversi Consiglieri Comunali (primo firmatario il Consigliere Vito Sasso) avente ad oggetto: “Intervista rilasciata dal Sindaco al Quotidiano del Sud – Basilicata in data 26 aprile 2020”. (Prot. n.30352 del 04/05/2020).

Lunedì 11 novembre 2019, su invito del prof. Carlo Abbatino, sono stato ospite dell’Associazione Unitre di Matera per offrire notizie sui programmi comunali.
Conclusa la fase cerimoniale di presentazione rompendo ogni indugio, uno dei partecipanti ha iniziato a segnalare con veemenza la mancanza nel suo quartiere di aree di parcheggio destinate ai residenti. Nel fervore della richiesta denunciava il suo periplo quotidiano di trovare un parcheggio libero sotto casa.
Di rimbalzo interveniva una angosciata signora che invitava il Sindaco a colmare una buca nel marciapiede antistante la propria abitazione in quanto tale vuoto rappresentava una insidia tale da non consentirle di uscire di casa.
Si continuava su questi livelli di interlocuzioni attraverso le indicazioni di problemi individuali quali la vicinanza di frondosi alberi alle proprie finestre che oscuravano le stanze, il costo eccessivo dei biglietti degli autobus di linea che, per essere a tempo, proibivano agli anziani di operare un distensivo periplo giornaliero della Città e la perennità di lampade fulminate nei pressi della propria abitazione ubicata in piena periferia urbana.
Sentii il dovere di riferire agli interlocutori che la soluzione di tali minimali problemi non potevano essere imputati al Sindaco, trattandosi di mera gestione di azioni amministrative la cui responsabilità è affidata alla Dirigenza.
Mi permisi di affermare che la riparazione di un marciapiede non ha mai prodotto posti di lavoro, il vero problema di una comunità meridionale.
La discussione prese, quindi, una piega diversa tanto che io chiesi ai partecipanti se avessero figli e dove fossero. La risposta fu drammatica e angosciante.
Tutti avevano figli e figlie lontani, la maggior parte oltre il Rubicone.

Colsi l’occasione per invitare i presenti a filtrare doverosamente le richieste da avanzare al Comune, che non poteva essere considerato come un ordinario “sportello a domanda”, di qui la similitudine con l’uso del “bancomat”, strumento bancario semplice e immediato al riscontro automatico.
Questo illuminante episodio va posto quale metro interpretativo della intervista del 26 aprile u.s. e della adoperata metafora del “bancomat”, poi riportata nella sintesi espositiva dell’intervistatore.
Questa personale convinzione è ben nota ed è riassunta nella mia ricorrente affermazione che l’infinito presente fa dimenticare il passato e impedisce di costruire il futuro.
In coerenza con questa posizione all’ingresso della mia stanza di Sindaco vi è tradotto un pensiero di Robert Elias che recita: “……chi è sprofondato soltanto in problemi quotidiani non sarà mai in grado di volgere lo sguardo al di là di essi.
Si può dire che sia praticamente cieco”.
Sono sempre stato infatti convinto che il Sindaco non può inseguire o essere inseguito da singoli egoismi o da bisogni personali, dettati da emergenze occasionali, ma deve avere il disegno strategico di programmazione per produrre un diffuso profitto sociale.
Questo era il valore affidato a quella intervista, per cui segnalavo che sino al 31 dicembre 2019 la “quotidianità” era stata la dominante della gestione del settore comunale delle opere pubbliche.
L’avvenuta“metamorfosi” di tale settore ha affermato valori opposti quali la programmazione degli interventi, la individuazione delle priorità e una visione manageriale delle attività connesse, il tutto scandito da una visione di futuro, dal rafforzamento del ruolo territoriale della Città e dalla traduzione degli investimenti in strumento di crescita e di sviluppo cittadino.
L’aver estrapolato da una ampia intervista il segnalato stringato periodo, contenente il riferimento al “bancomat”, ha comportato la errata interpretazione soggettiva degli interroganti e la conseguenziale strumentalizzazione dietrologica di inesistenti maleodoranti comportamenti.
Chi vive di dietrologia può incorrere in evidenti e conseguenziali gaffes.
Il richiamo intimidante al codice penale è la cartina tornasole di tale strumentale metro interpretativo che vuole individuare in una fase, fuori dal contesto, perniciose azioni delittuose e ingiustificate penalizzanti inerzie.
La risposta agli inquietanti interrogativi degli interroganti è offerta dal nuovo corso operato dal Sindaco, che imbavaglia ogni infondato sussurro di censura e di peccato penale.
Ricordiamoci, ogni tanto, del manzoniano “omnia mundamundis”.

Risposta all’interrogazione urgente dai Consiglieri comunali Antonio Sansone e Paolo Manicone ai sensi dell’art. 58 del Reg. C.C. Sperimentazione 5G a Matera 

• Le antenne 5G collocate a Matera, sono, per lo più, implementazioni di antenne già da tempo posizionate e non già nuove installazioni.
• I primi servizi sperimentali 5G sono stati sviluppati e collaudati a partire dall’anno 2017 in 5 città italiane (Milano, L’Aquila, Prato, Bari e matera) dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione frequenze dedicate in via provvisoria. Le sperimentazioni tecniche sono in stato avanzato a cura delle imprese di telecomunicazioni Fastweb, Open Fiber, Tim, Vodafone, Wind-3, Ericsson, Nokia, Huawei, insieme a oltre un centinaio di altre organizzazioni private e pubbliche, imprese industriali, università e pubbliche amministrazioni, quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR, il Politecnico di Milano e di Bari, le Università degli studi di Firenze, Genova, Prato, Bari, dell’Aquila, del Salento e della Basilicata, nonché la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Mediante procedura di gara competitiva, nel corso dell’anno 2019 sono state assegnate agli operatori di telecomunicazioni sull’intero territorio nazionale le frequenze che saranno impiegate per offrire su base commerciale al pubblico i servizi di telecomunicazioni digitali in tecnologia 5G; il costo di assegnazione di tali frequenze per i gestori delle reti di telecomunicazioni è stato di 6,6 miliardi di euro.
Matera è una delle 5 città pilota italiane (insieme a Milano, Prato, L’Aquila e Bari) che hanno aderito alla sperimentazione pre-commerciale del 5G sostenuta dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), in attuazione del “5G Action Plan” adottato dalla Comunicazione CE n.2016/588. L’essere capofila in questo progetto ha consentito al territorio di dotarsi di una copertura 5G ultimata al 100%, mentre si avvicina alla sua fase di conclusione, prevista per il 30 giugno 2020, la sperimentazione in ambito culturale, medico, logistico ed edilizio dei relativi use case. Questa fase di sperimentazione si è svolta nel pieno rispetto di quelle che sono le prescrizioni in materia di limiti nell’uso delle frequenze, e rappresenta una leva significativa per lo sviluppo economico – sociale del territorio.
E’ del tutto ovvio che il Sindaco, definita e conclusa la fase di sperimentazione, adotterà tutte le iniziative, le misure e le cautele che la comunità scientifica ufficiale indicherà. La tutela della salute pubblica, infatti, proprio come indicato dai Consiglieri interroganti, è demandata al Sindaco e rappresenta oltre che un obbligo giuridico un imperativo morale categorico.
La priorità centrale, infatti è assicurare che l’impiego delle radio-frequenze per le reti di telecomunicazioni radio-mobili non costituisca un rischio per la salute delle persone e dell’ambiente in generale. Studiare questo aspetto fondamentale e definire le regole affinché tutti i cittadini possano essere rassicurati in merito è responsabilità degli organismi internazionali e nazionali che presidiano la tutela della salute, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Comitato scientifico per i rischi sanitari e ambientali dell’Unione Europea (Scheer, già Schenir) a livello europeo e l’Istituto Superiore di Sanità in Italia. Tali enti utilizzano e beneficiano degli esiti della ricerca scientifica medica a livello mondiale per definire le regole, ovvero le limitazioni imposte al funzionamento delle reti di telecomunicazioni affinché non vi siano rischi per la salute, non diversamente da quanto accade in tutti gli altri settori di attività industriale. Tali regole hanno, in ciascun Paese, la forza di legge in quanto le regole stesse sono incorporate in norme e regole tecniche a cui gli operatori di telecomunicazioni hanno l’obbligo di uniformarsi, con il corredo di controlli preventivi e continuativi durante l’esercizio degli impianti.
• Quindi, in ordine a quanto segnalato al punto 3. dai Sigg. Consiglieri circa i rischi sulla salute connessi a presunta cancerogenesi della tecnologia in esame, non sfuggirà ai Consiglieri SANSONE e MANICONE tutta la produzione scientifica su una problematica dai contorni ancora incerti, per cui vengono prospettate teorie tra loro del tutto opposte.
Del resto la recente epidemia da COVID 19 ha ampiamente dimostrato quanto sia difficile il percorso per la formulazione di teorie di valore scientifico per i lunghi tempi di osservazione, analisi e studio dei fenomeni e per la conseguente elaborazione di “tesi” obiettivamente elaborate su casistiche fondate.
Non mi dilungo ad illustrare teorie, convinto come sono che le stesse non siano universalmente condivise e tanto meno dai Consiglieri interroganti.
Ciò non di meno le allego alla presente per le valutazioni di ciascuno.
Mi riferisco allo studio del dott. Alessandro POLICHETTI, primo ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità che, recentemente, ha affermato “Dalla Scienza nessuna prova che le emissioni delle reti cellulari rappresentino un pericolo per la salute pubblica”.
Analogamente, si è espressa l’ANCI, con l’allegata circolare diretta ai Sindaci nel tentativo di fare chiarezza sulle tante notizie che, senza fare riferimento a fonti ufficiali, diventano spazio di conquista di esperti e scienziati dell’ultima ora.
Per riassumere, concludendo, si può affermare che sotto il profilo sanitario non c’è alcun motivo per trattare gli effetti dei campi elettromagnetici prodotti dalle reti 5G in modo diverso da quelli delle altre reti di telefonia mobile in uso da oltre 25 anni (2G, 3G, 4G); si tratta in tutti questi casi di campi elettromagnetici generati mediante l’impiego di frequenze ben note da decenni e chiamate non-ionizzanti (1.000 volte inferiori alle frequenze della luce solare!), quindi innocue entro le soglie di esposizione prescritte dalla scienza e dalla legge.
Per quanto riguarda la classificazione dei campi elettromagnetici a radio-frequenze fatta dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) quale “agente in classe 2B”, ovvero potenzialmente (ma non probabilmente) cancerogeno, va evidenziato che tale classificazione è riferita all’esposizione a campi elettromagnetici generati dall’uso dei cellulari utilizzati in aderenza al corpo (tipicamente all’orecchio) e non all’esposizione a campi elettromagnetici generati dal funzionamento delle antenne; le conclusioni della monografia recitano infatti “Una associazione positiva è stata osservata per l’esposizione alle radiazioni dall’uso di telefoni mobili con il glioma ed il neuroma del nervo acustico.”; la stessa monografia segnala che al riguardo è stata formalizzata anche una opinione di minoranza che ha giudicato inadeguata l’evidenza di tale associazione.
IARC pubblica annualmente il World Cancer Report, nella cui edizione di marzo 2020 viene indicato testualmente “nonostante i considerevoli sforzi di ricerca, ad oggi non è stato identificato in modo coerente alcun meccanismo rilevante per la carcinogenesi”.
Gli studi che vengono citati per giustificare le richieste di vietare l’installazione delle reti 5G (Ramazzini e NTP-National Toxicology Program) sono stati analizzati dall’ICNIRP (Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiofrequenze Non Ionizzanti, la cui attività è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), che ne ha valutato i risultati non sufficienti per modificare le conclusioni già raggiunte in termini di limiti all’esposizione a campi elettromagnetici adeguati a tutelare la salute umana; l’istituto americano NTP ha scritto pubblicamente che gli esiti delle loro ricerche “non sono applicabili allo studio degli effetti ipotizzabili a carico di persone umane, perché nessuna persona sarà mai esposta ai livelli elevati a cui la loro ricerca è stata condotta”.
Rispetto alla situazione attuale, i campi elettromagnetici delle reti 5G non incrementeranno i livelli totali dei campi elettromagnetici che esistono, perché la somma dei campi di tutte le reti, antenna per antenna, non dovrà comunque superare la soglia massima consentita dalla legge italiana.
Le “fake news” circolate sugli organi di comunicazione in tempi recenti, che pongono in correlazione la diffusione di COVID-19 rispetto alla costruzione delle reti 5G, è destituita di ogni fondamento scientifico ed è esclusivamente basata sulla presunta coincidenza temporale tra questi due eventi; la comunità scientifica ha immediatamente e pubblicamente smentito tale assurda ipotesi, che non ha neppure una singola evidenza scientifica a supporto, mentre anche la coincidenza spazio-temporale è erronea, come per esempio evidente in Corea del Sud che dispone della più avanzata rete 5G nazionale ed è il paese che meglio ha contrastato la diffusione del Coronavirus.

Su questo scenario dunque, sembra inopportuno, se non proprio risibile, adottare ordinanze, peraltro precauzionali, che, come noto a lor Signori, devono, per essere legittime, corrispondere alla disciplina normativa che presiede tale categoria di atti, richiedendo presupposti di fatto e di diritto che, sebbene non codificati in dettaglio per le ordinanze contingibili ed urgenti, tuttavia prescrivono, subordinandone l’adozione, la sussistenza, tra gli altri, di un oggetto possibile, oltre che lecito.
Ad altri, agli esperti, quindi il compito ingrato e difficile di “smontare le balle sul 5G”, rimandando alla lettura di un recente articolo pubblicato da “Il Foglio” del 3 giugno scorso, che allego alla presente risposta.

Risposta all’interrogazione urgente presentata dal Consigliere comunale Antonio Materdomini ai sensi dell’art. 58 del Reg. C.C. sui lavori di completamento di rifacimento Via Lucana  

Preliminarmente occorre precisare che i lavori di bitumazione di Via Lucana sono stati ultimati.

1. Ad oggi le opere che restano da eseguire per il completamento dei lavori di “Riqualificazione attraversamenti via Lucana e percorsi di accesso al centro storico”, riguardano solo la fornitura e posa in opera dei pali di illuminazione pubblica su via Roma. Tali opere saranno eseguite appena perverranno alla Ditta appaltatrice (PARISI SCAVI E COSTRUZIONI) i pali stessi con le relative armature stradali dalla Ditta fornitrice NERI SPA. La suddetta fornitura ha comportato notevoli tempi di adempimento (oltre 100 giorni dall’ordine), a causa sia della “customizzazione” del palo necessario su via Roma, sia per i rallentamenti di produzione dovuti alla pandemia del COVID-19.
2. Durante l’esecuzione dei lavori si è concordato di non realizzare gli attraversamenti pedonali su via Lucana, come da progetto, a causa dell’enorme impatto che tali lavori avrebbero comportato sul traffico veicolare e sulle manifestazioni previste per “Matera 2019”. Poiché l’importo relativo a tali opere non eseguite è comunque rimasto nelle economie dell’appalto, tali attraversamenti potranno essere realizzati in futuro, eventualmente con un altro affidamento.
3. Le lavorazioni effettuate su via Lucana, nel tratto fra via Scotellaro e Piazzetta Bracco, sono state necessarie a causa delle ridotte altezze dei marciapiedi che su questo tratto di strada erano presenti e che, quindi, non garantivano la sicurezza dei pedoni in caso di incidente stradale. Il conseguente abbassamento della quota stradale ha comportato la necessità di consolidare il sottofondo stradale con geogriglie e tessuti idonei a tale scopo, ciò anche al fine di preservare i sottoservizi esistenti da eventuali rotture. Come dimostrato dalle ingenti piogge di questi mesi, l’esecuzione di detti lavori hanno conseguito l’obiettivo di garantire il regolare e perfetto deflusso delle acque meteoriche senza determinare alcun danno a terzi.

Risposta all’interrogazione urgente presentata dal Consigliere comunale Angelo Bianco ai sensi dell’art. 58 del Reg. C.C. sui rapporti di lavoro part-time  

– In data 09/07/2019 è stata inviata richiesta di parere alla Corte dei Conti chiedendo di conoscere se la trasformazione del contratto di lavoro a tempo pieno di dipendenti comunali assunti a tempo indeterminato e con rapporto “part-time”, dovesse incidere sulla capacità assunzionale dell’Ente conteggiando il differenziale fra il tempo pieno e il part time all’epoca della costituzione del rapporto di lavoro oppure fra il tempo pieno e le ore effettuate, a seguito dei successivi aumenti negli anni susseguenti all’assunzione, immediatamente prima della trasformazione del rapporto lavorativo atteso che l’art. 3, comma 101, della Legge Finanziaria per il 2008, n. 244/2007, stabilisce che: “per il personale assunto con contratto di lavoro a tempo parziale la trasformazione del rapporto a tempo pieno può avvenire nel rispetto delle modalità e dei limiti previsti dalle disposizioni vigenti in materia di assunzioni (…)”, equiparando di fatto la trasformazione suddetta ad una nuova assunzione attraverso una novazione oggettiva del rapporto stesso.
– A tale richiesta, la Corte dei Conti ha dato seguito in data 06/11/2019 con il rilascio del richiesto parere, asserendo che al momento della trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo parziale in rapporti di lavoro a tempo pieno, l’ Ente dovrà considerare come costo del personale la differenza oraria tra l’ORIGINARIA PRESTAZIONE A TEMPO PARZIALE (AL NETTO DEI SUCCESSIVI INCREMENTI ORARI) e quella che deriva dal nuovo contratto a tempo pieno, differenza che inciderà integralmente sulle facoltà assunzionali dell’Ente. Dette assunzioni, inoltre, dovranno essere realizzate IN COERENZA CON QUANTO STABILITO NEL PIANO TRIENNALE DEL FABBISOGNO DI PERSONALE.
– A seguito di istanza presentata in data 25/05/2020 dal gruppo dei lavoratori part time, l’ufficio della gestione giuridica e amministrativa del personale sta predisponendo una nuova richiesta di parere da inviare alla Corte dei Conti, al fine di conoscere il regime applicabile alla trasformazione dei rapporti da part time a full time, alla luce della nuova disciplina adottata con Decreto Interministeriale (Funzione pubblica, Economia e Interno) pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.108 del 27-04-2020). Le norme ivi contenute, attuative dell’articolo 33 del decreto-legge 34/2019, superano il principio del turn over e adottano, per la spesa relativa al personale, determinati valori soglia, differenziati per fasce demografiche e basati sul rapporto tra la stessa spesa per il personale e la media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati.
PROGRESSIONI VERTCALI

– Le progressioni verticali relative al personale interno categoria B e categoria C assunti a tempo indeterminato erano state già previste nelle procedure già bandite relative, rispettivamente, al concorso diretto alla COPERTURA DI N. 15 POSTI A TEMPO PIENO ED INDETERMINATO DI “ASSISTENTI SERVIZI AMMINISTRATIVI/CONTABILI – CAT. C1 di cui 3 POSTI RISERVATI A PERSONALE INTERNO DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO e concorso diretto alla COPERTURA DI N. 10 POSTI A TEMPO PIENO ED INDETERMINATO DI SPECIALISTA SERVIZI AMMINISTRATIVI/CONTABILI- CAT. D1” DI CUI 2 RISERVATI A PERSONALE INTERNO DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO pubblicati sul sito istituzionale dell’Ente nella sezione Amministrazione Trasparente.

La riserva di cui ai citati bandi, tuttavia, non dà diritto all’assunzione ma consente, al dipendente eventualmente dichiarato idoneo, di “scalare” la graduatoria ed essere quindi assunto in prima battuta. Naturalmente questo presuppone il superamento della prova concorsuale. Nel caso di specie non si è verificata quest’ultima condizione e, pertanto, pur avendo l’Amministrazione offerto la chance ai propri dipendenti, gli stessi non sono risultati idonei.

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