lunedì, 15 Aprile 2024

Prelievo multiorgano all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera

Nelle prime ore di domenica 14 aprile, data in cui si celebra la Giornata Nazionale per la donazione di organi e tessuti, è stato eseguito il prelievo multiorgano su un paziente lucano di 52 anni presso l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Dopo il consenso...

Identifica la sua opera
con l’espressione di una spiritualità interiore, Tarshito. Al secolo Nicola
Strippoli, l’artista pugliese sarà presente alla Fondazione Sassi con una
personale: La terra e il pane. La mostra, a cura di Andrea B. Del Guercio
titolare della Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di
Belle Arti di Brera di Milano, presenta ceramiche e sculture in terracotta che
pongono il pane come bene materiale e veicolo di sostanza spirituale.
La terra e il pane sarà inaugurata sabato 22 giugno alle ore 19:30 alla Fondazione
Sassi e resterà aperta al pubblico fino al 21 luglio 2019. Si potrà visitare
tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Giorno di chiusura: lunedì.
Ingresso libero.

Organizzata e promossa
dalla Fondazione Sassi la mostra rientra nel Festival La Terra del pane,
progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 in coproduzione con la Fondazione
Matera-Basilicata 2019, tema: Radici e Percorsi.

Negli ipogei della
Fondazione Sassi, la mostra La terra e il pane  prende vita a partire da
una citazione di Don Tonino Bello: “il Pane non sazia se il cuore è privo di
verità”. La verità è la ricerca del vero sé e Tarshito coglie la possibilità di
sottolineare e ricordare il concetto di materia e spirito proprio mettendo in
relazione il pane con se stessi. I diversi pani realizzati dall’artista,
ciascuno caratterizzato da precise citazioni, riportano nel timbro i nomi di
alcuni maestri spirituali che hanno segnato il percorso di vita e artistico
dell’autore. Un preciso riferimento cristiano al pane, alla moltiplicazione dei
pesci, al Corpo di Cristo si coglie nel pane/pesce. In altre opere Tarshito ha
voluto esprimere la volontà di “umanizzare” la materia pane: il pane che annusa
un odore superiore; il pane che guarda attraverso l’occhio; il pane che ascolta
attraverso l’orecchio e il pane che attraverso la bocca assapora un gusto
superiore, più alto, sino ad arrivare ad un pane portato da un livello
materiale ad un livello più alto, più luminoso, il pane d’oro. Un pane gemello,
di terra cruda ma che contiene in se’ dei pezzetti d’oro che lo riportano
ancora una volta su, verso un livello alto, verso il mistero della Vita.

« (…) Trovo perfetta
la scelta di rispettare la dimensione naturale di una forma di pane, la scelta
di affidarsi a quei volumi che la tradizione popolare alimentare ha depositato
nel tempo e che i territori conservano – scrive nelle note critiche il curatore
Andrea B. Del Guercio – E’ su questo patrimonio che si inserisce lo sviluppo
espressivo e la contaminazione iconografica condotta da Tarshito; si avverte
come l’artista abbia saputo intervenire senza necessità di forzature, di
fratture e nei facili aggiornamenti di una contemporaneità senza radici, per
seguire una ispirazione lineare, naturale, dettata dall’esperienza. Sotto
l’azione creativa di una mano sapiente, la forma del pane, si trasforma,
diventando ospitale, disponibile a svolgere un ruolo di comunicazione
affidandogli il peso della parola, a caratterizzarsi sotto diversa funzione,
scegliendo di inserirsi nella dimensione caleidoscopica dell’arte
contemporanea».

«(…) Il connubio profondo
fra forma, sapienza, complessità, universalità, amore emerge quasi naturale
dalle opere che Tarshito ha creato, magistralmente assumendo e rielaborando il
tema del festival della Fondazione Sassi, e conferma che pane é natura,
società, arte, spirito, vita – scrive il presidente della Fondazione Sassi
Vincenzo Santochirico nella prefazione al catalogo della mostra –  (…) La
terra del pane è il campo tematico che più immediatamente e direttamente si
presta ad accogliere l’ispirazione e la ricerca dell’arte del Maestro,
dall’altro, il luogo destinato ad ospitare le opere – gli ipogei della
Fondazione – esalta il rapporto ancestrale che lega la contemporaneità alla sua
origine e l’umanità alle cavità primigenie e vitali. Ma a generare una
straordinaria confluenza di implicazioni, suggestioni, intrecci è il pane, che
assurge a elemento finale dell’ispirazione e della creazione artistica nelle
opere del Maestro che la Fondazione accoglierà e offrirà a chi vorrà trarne
nutrimento ».

Informazioni:

Organizzata e promossa
dalla Fondazione Sassi la mostra La terra e il pane rientra nel Festival La
Terra del pane, un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, in
coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, tema: Radici e Percorsi.

La mostra è realizzata
con il sostegno del fondo etico di: Bcc Basilicata Credito Cooperativo di
Laurenzana e comuni lucani e con il sostegno di: Bawer S.p.A, Italcementi S.p.A
e Tecnoparco Valbasento S.p.A.

Mostra:

La terra e il pane

Inaugurazione sabato 22
giugno 2019

Ore 19:30

Ipogei della Fondazione
Sassi

 via San Giovanni
Vecchio – Rione Sasso Barisano – Matera

La mostra resterà aperta
al pubblico dal 22 giugno al 21 luglio 2019.

Ingresso libero.

Orari: dal martedì alla
domenica dalle 10:00 – alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

Giorno di chiusura:
lunedì

Tel. +39 0835 333348

Curatore  Andrea B.
Del Guercio

Artisti Tarshito
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