Domani 12 gennaio alle ore 18, presso la Chiesa di San
Pietro Barisano a Matera presentazione ufficiale della mostra “Social
Contaminated Arts”
.

Saranno esposte opere dell’artista Angelo Palumbo, e
una monumentale scultura gentilmente prestata dalla Fondazione del Carnevale di
Putignano intitolata “Contamina”; tutte le opere saranno illuminate e
sonorizzate dal lighting designer Carlo Iuorno.

Matera e Putignano si incontrano dunque sull’onda
lunga e forte dell’arte, dell’artigianato e della lavorazione della cartapesta
per tentare di denunciare il terribile ricatto tra sfruttamento ambientale e
opportunità di lavoro al quale è sottomessa la società moderna, in special modo
il meridione d’Italia.

Con il forum conclusivo del 13 gennaio intitolato
“Generazioni”, alle 18 presso l’auditorium Gervasio di Matera, il
Festival Metropolis proverà a tirare le conclusioni e proporre nuove strade di
sviluppo rispetto ai temi affrontati in questa seconda edizione.

Parteciperanno alla presentazione della mostra gli
artisti Angelo Palumbo e Carlo Iuorno, il consigliere della Fondazione del
Carnevale di Putignano Maurizio Verdolini, il direttore artistico del Festival
Metropolis Antonio Andrisani, il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, Padre
Basilio Gavazzeni.

La mostra sarà aperta dal 12 al 21 gennaio, visitabile
durante gli orari di apertura al pubblico della Chiesa di San Pietro Barisano ed
eccezionalmente e gratuitamente dalle 18:00 alle 20:00.

“Spesso nell’ambito di una rassegna si utilizzano vari
linguaggi per affrontare temi importanti e delicati come lo sono quelli
sociali. – si legge in una nota degli organizzatori – E quando si adotta l’arte
per esprimere messaggi forti, si finisce per parlare dell’“ospitare” la
presentazione di un libro, di un concerto, di un concorso o di una mostra. Non
è il nostro caso. Per “Metropolis”, evento dedicato al tema del cinema e del
lavoro, la programmata mostra dal titolo “Social Contaminated Arts”, con opere
di Angelo Palumbo e della Fondazione Carnevale di Putignano, valorizzate con
luci e suoni da Carlo Iuorno, non viene ospitata ma entra a pieno titolo in un
dialogo condiviso per una riflessione integrata sui temi della salvaguardia
dell’ambiente. Un rispetto del creato che però deve tener conto anche delle
esigenze materiali di una antropizzazione legata alla creazione del lavoro,
senza trascurare i valori di nuovo umanesimo. Le opere non riempiranno gli
spazi della suggestiva chiesa di San Pietro Barisano, ma daranno voce a quelle
antiche mura che faranno da cassa di risonanza ad una voce sensibile, ad uno
sguardo con un’alta tensione morale ed ad un orecchio capace di cogliere le
mutazione antropologiche dei tempi correnti. Entrerà in scena, il valore
dell’Homo Faber nell’ibridazione tra arte sociale e il racconto popolare del
Carnevale, per definire pensieri che portano all’introspezione. In questo
evento abbiamo voluto mettere al centro la tensione verso una nuova visione
sociologica che possa coniugare Arte e Artigianato di valore e di valori, che
ci fa riflettere sul bisogno etico di unire le istanze della crescita
occupazionale con il rispetto del paesaggio. Anche Francesco nella enciclica
“Laudato si'” rivolge un doppio appello, a “proteggere la casa
comune”, controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali,
ma anche cambiare modello di sviluppo, “per uno sviluppo sostenibile e
integrale”. E’ evidente che un modello consumista è completamente
disinteressato al “bene comune”. Realizzare una “cittadinanza
ecologica” invece porta a una serie di azioni quotidiane che hanno di mira
la cura del creato, e uno sviluppo equo. Anche le opere di Palumbo, quindi,
vogliono contribuire alla creazione di una “chiara coscienza” che le
“inequità” nell’ambiente e nel modello di sviluppo colpiscono spesso
irreversibilmente tutti, ricchi e poveri. Al centro della nostra operazione
culturale il bisogno attraverso l’arte di “integrare la giustizia nelle
discussioni sull’ambiente”, senza giustizia. Questo appuntamento, inoltre,
che si svolgerà fino al 22 gennaio, vuole festeggiare una inedita
collaborazione della Matera, Città dei Sassi e Capitale Europea della Cultura,
con Putignano, Capitale della cartapesta e del Carnevale. Perché, come già
detto, nell’ambito della mostra di Palumbo saranno presentate due opere
importanti da Putignano, inserite per affinità simboliche con il messaggio
etico della mostra. E sappiamo quanto importante è certa arte “leggera” per
conoscere e riconoscere il presente, come in questo caso risulta fondamentale
per rileggerci attraverso la nostra memoria demologica che ci dona identità
attraverso la maestria di certi artisti popolari”.
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