domenica, 26 Maggio 2024

A
volte la statistica può giocare brutti scherzi e far vedere la realtà con una
lente di ingrandimento. E’ il caso delle polemiche sull’aumento del 100% della
tassa di soggiorno per la permanenza nelle strutture ricettive di Matera.
L’aumento c’è stato ma è stato di 1 euro per il pernottamento nei b&b e negli
alberghi fino a tre stelle e di 2 euro per quelli da quattro stelle in su.
Attualmente, quindi, chi soggiorna a Matera paga 2 euro al giorno se alloggia
in strutture fino a tre stelle e 4 euro se invece sceglie alberghi di categoria
superiore. Il tutto, è bene specificarlo, fino al terzo giorno, perché, per
favorire una permanenza più lunga in città, il Comune ha deciso di rinunciare
alla riscossione della tassa di soggiorno a partire dal terzo pernottamento.
Giusto l’aumento percentuale del 100% ma in termini relativi è evidente che non
si stia parlando di aumenti sconsiderati. Anche perché nelle principali città
d’arte italiane gli importi delle tasse di soggiorno applicate sono ben più
consistenti.

A
Roma, ad esempio, una famiglia composta da tre persone (padre, madre, figlio
con più di 10 anni) che soggiorna in un hotel 3 stelle in periodo di alta
stagione, versa al Comune 12 euro di tasse. Identico l’importo a Venezia mentre
a Firenze l’importo scende a 9 euro. A Matera la stessa famiglia paga 6 euro.
La tassa di soggiorno istituita dal Comune di Matera è in linea con quelle
applicate, ad esempio a Lecce, e a Siena.

“Parlare
di statistica senza tener conto dei numeri può essere fuorviante – sottolinea
il Sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri – come ha splendidamente messo in
evidenza la famosa poesia di Trilussa sui polli. E’ evidente che a Matera la
tassa di soggiorno è stata aumentata di 1 solo euro per le strutture con meno
di tre stelle e di due euro per quelle di categoria superiore. A Roma nei
cinque stelle la tassa è di 7 euro, 6 euro per i 4 stelle, 4 euro per i tre,
mentre chi soggiorna in b&b e case vacanze versa un’imposta superiore
rispetto a chi alloggia in un hotel a due stelle. La tassa di soggiorno serve
alle città per migliorare il loro sistema di accoglienza e per affrontare i
costi generati dall’aumento del numero di residenti che, anche se temporanei,
comportano maggiori spese di gestione dei servizi comunali. E’ per questo
motivo che è stata istituita con modalità proprie da tutte le città turistiche
italiane. Questo non ha impedito ai turisti di viaggiare e di visitare i luoghi
più belli del nostro Paese ed è ragionevole che questo non accada a Matera dove
la tassa è assolutamente in linea con quelle applicate nei comuni che presentano
similitudini con la nostra città come ad esempio Ravenna, Siena o Lecce che
hanno concorso con Matera al titolo di capitale europea della cultura per il
2019”. 

 
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