domenica, 14 Aprile 2024

Patto di amicizia tra Matera e Greccio (Ri) sulla tradizione presepiale

Matera è tra le città protagoniste oggi (13 aprile) alla “Festa delle città gemellate”, che si svolge nel comune rietino di Greccio dove è stato realizzato il presepe di San Francesco, il più antico d’Italia con i suoi 800 anni. Un’occasione preziosa per coinvolgere...

La Fraternità è il segno visibile dell’azione dello Spirito Santo che ci ricorda ogni cosa che Gesù Cristo ha annunciato”.

Così Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Matera-Irsina e Vescovo di Tricarico,nell’omelia pronunciata ieri durante la celebrazione eucaristica nella Chiesa di Cristo Re a Matera in occasione del 19° anniversario della morte del Servo di Dio don Luigi Giussani (22 febbraio 2005) e del 42° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione (11 febbraio 1982).

Pensando alle storie dei santi che sono stati provati duramente per il bene e l’armonia della Chiesa rimanendovi fedeli, il Vescovo ha aggiunto che “la fedeltà diventa il principio trainante di un camminare insieme. I movimenti sono una grazia di Dio.  Scegliere una esperienza come la vostra significa scegliere la benedizione di Dio ma bisogna farsi portare, condurre, bisogna farsi aiutare.”

Ha poi proseguito: “La Chiesa si prende cura del suo gregge e si prende cura non asfaltando ma facendo crescere, coltivando il terreno, innaffiando il terreno.” Se la Parola seminata viene accolta, la terra coltivata, zappata, annaffiata produce frutto ed è quello che state sperimentando adesso. Mons. Caiazzo si è detto convinto che “don Giussani è contento perché vede che la Chiesa continua a prendersi cura di questa Fraternità che è nata, è cresciuta e che deve continuare nel tempo, giorno per giorno”.

Il Vescovo ha concluso richiamando il contenuto della Lettera pastorale per la Quaresima dove afferma che oggi è il tempo buono per uscire, per andare: uscire dalla soglia della chiesa ed entrare attraversando le soglie delle case.

Infine l’augurio: “Volesse Dio che tutti noi incominciassimo a sentire la necessità, l’urgenza di annunciare la stessa forza della Parola così come parla a noi. Si tratta di essere testimoni: quello che abbiamo visto, quello che abbiamo udito, quello che abbiamo toccato noi lo annunciamo”.

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