Il Liceo Sportivo di Matera tende la mano alla Kickboxing realtà sportiva consolidata nell territorio lucanocano.
Infatti, dopo un proficuo colloquio nato a Dicembre 2017 alla festa del CONI Basilicata tra il Dirigente Scolastico Prof. Duni, il Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di Kickboxing M° Biagio Tralli e il Prof. Franco Paolicelli, si giunge ad un accordo che contempla l’avvio di corsi di Kickboxing presso il Liceo Sportivo di Matera. I corsi sono iniziati a febbraio con grande consenso da parte degli studenti.
Il maestro Biagio Tralli commenta: “Sono molto soddisfatto di questa collaborazione con il Liceo Sportivo di Matera. – commenta il Maestro Biagio Tralli – È noto che l’attività sportiva è uno dei mezzi più efficaci per la formazione globale della personalità dei giovani. La Kickboxing accresce l’offerta formativa di questa scuola poiché è una disciplina che aiuta la formazione della personalità e dà autoconsapevolezza. Attualmente è uno sport riconosciuto dal Coni, un’attività  che coinvolge la psiche umana nella sua interezza, nonché una vera e propria espressione artistica. Nelle sue manifestazioni di gioco, attività ludico – sportiva, sport vero e proprio, favorisce i processi di socializzazione, confronto, autostima e autovalutazione dell’individuo. Attraverso di essa i ragazzi sviluppano le diverse aree della personalità che formano l’uomo/donna del domani. È indubbia la sua grande valenza educativa e il suo essere strumento essenziale per lo sviluppo psico-fisico, soprattutto quando è rivolta ai giovani, dalla tenera età ed agli adolescenti. E’ sempre più sentita, quindi, l’esigenza di coinvolgere ed invogliare i giovani ed i giovanissimi alla pratica sportiva soprattutto dati i modi della modernità che vedono i bambini/ragazzi praticare sempre meno movimento spontaneo negli spazi aperti, quali strade e giardini, a favore di attività sedentarie svolte in solitudine nel salotto di casa di fronte ad un monitor di Tv, tablet o smartphone. L’esigenza di recupero della motricità dei giovani si sposa da un lato con l’offerta formativa della Scuola attraverso gli obiettivi posti dalle Indicazioni Ministeriali e dall’altro con quelli delle Federazioni sportive consapevoli che lo sport sia un efficace mezzo educativo ad ampio raggio per i giovani atleti. Inoltre la Scuola è un imprescindibile bacino di avviamento alla pratica sportiva, preludio alla ricerca di nuove talenti di cui tutto lo sport ha continuo bisogno. Si crea, quindi, una sinergia positiva tra agenzie educative in cui la relazione famiglia-scuola-sport innesca un circolo virtuoso che va a vantaggio della corretta crescita del giovane cittadino.
Ed è per questo che da molti anni la nostra Federazione FIKBMS (federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai, Savate, Shoot Boxe e Sambo) si è avvicinata al mondo della scuola per educare attraverso lo Sport, finalizzato ad accentuare la presenza delle discipline federali nella Scuola ed a sostenere l’offerta di sport proposta dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). La FIKBMS punta sulla pratica della Kickboxing nella Scuola, non solo come un efficace mezzo per lo sviluppo delle capacità neuro-cognitivo-motorie nei ragazzi in età scolare, ma anche come uno strumento per aiutarli a migliorare il livello di apprendimento e di concentrazione e, quindi, il loro rendimento scolastico. La sempre maggiore complessità della società contemporanea ha tra i suoi tanti effetti un’accentuazione della competizione fin dalla più tenera età, con esiti non sempre positivi. Assistiamo sempre più spesso a fenomeni di bullismo e cyberbullismo o alla crescita dei disturbi dell’attenzione o dell’ipermotricità, cui la scuola da sola non riesce a porre efficacemente freno. Gli sport da combattimento al contrario di quello che si può pensare, sono potenti strumenti di contenimento dell’esuberanza e dell’aggressività. La fondamentale educazione al rispetto delle regole, dell’avversario, del maestro ed al confronto leale permette al giovane di contenere il comportamento aggressivo e di indirizzare le proprie energie in modo costruttivo. Il rispetto delle regole, inoltre, limita qualsiasi tipo di comportamento pericoloso.
Nel complesso processo educativo adolescenziale, Il Maestro può facilmente diventare un adulto di riferimento con cui il giovane si identifica e col quale intende relazionarsi anche per problemi o aree tematiche non strettamente connesse con la disciplina sportiva.
L’educatore sportivo è una persona molto importante per gli adolescenti, un life coach o allenatore di vita, una figura di riferimento in grado di rispondere ai bisogni cognitivi, affettivi ed emotivi: una figura rispetto alla quale l’atleta sviluppa un “attaccamento”.
Sotto la guida del Maestro ovvero dell’adulto, i giovani riescono a sentirsi parte della società muovendosi nelle complesse dinamiche di gruppo e di socializzazione, sviluppando una personalità sana ed equilibrata ben orientati e rassicurati dal Maestro, si proiettano nel futuro per diventare i “buoni” cittadini di domani”.
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