sabato, 22 Giugno 2024

Alla ricerca di sua maestà il tartufo

Il Bianco pregiato, il Nero pregiato, il Brumale, lo Scorzone, il Marzuolo, l'Uncinato: benvenuti tra le specie calabresi di sua maestà il tartufo. D'estate, come sottolinea il tartufaio Bruno Minerba di Marconia di Pisticci, si va a caccia sull'Appennino...

Venerdì 22 marzo alle ore
18:00 presso la Cava Paradiso a Matera verrà inaugurata la prima installazione
di I-DEA, progetto pilastro di Matera 2019 che esplora gli archivi e le
collezioni della Basilicata da un punto di vista artistico.

I-DEA è un esperimento
che vede gli archivi e le collezioni come degli organismi viventi attraverso i
quali interpretare le complessità stratificate della storia di una regione.
Cinque artisti e designer la cui pratica trova i fondamenti nella ricerca sono
stati invitati a curare cinque mostre consecutive utilizzando gli archivi come
punto di partenza. Lavorando con una serie di materiali e documenti
apparentemente sconnessi tra loro, gli artisti sono invitati ad immergersi
negli archivi trasmettendo la loro interpretazione sotto forma di una mostra
temporanea. Il progetto adotterà un sistema di accumulazione aggiungendo o
rimuovendo i materiali d’archivio nello spazio espositivo. Ogni artista sarà
infatti invitato a stravolgere, rielaborare e modificare l’allestimento dello
spazio prodotto dai curatori precedenti. In questo modo, I-DEA diventerà una
performance collettiva in flusso continuo. Lo spazio I-DEA sarà sempre aperto
permettendo ai visitatori di assistere alla fase di allestimento di ogni mostra
nonché fase di ricerca, elaborazione e selezione dei materiali d’archivio da
parte dai curatori.

Poiché l’idea di accumulo
si rivolge all’intercambiabilità degli archivi, il team di Open Design School,
l’altro progetto pilastro di Matera 2019, ha disegnato per questo spazio un
sistema di allestimenti aperto, modulare e movibile con l’obiettivo di
introdurre uno spirito fluido e anti-didattico nella curatela di collezioni e
materiali d’archivio. Lo spazio del progetto I-DEA evolverà nel corso del 2019
sotto forma di mostre, performances, laboratori, pubblicazioni e una
piattaforma online in costante crescita.

Il gruppo di ricerca del
progetto ha costruito le fondamenta di I-DEA partendo da uno studio ed una
mappatura degli archivi e collezioni presenti nella regione effettuato
dall’Università della Basilicata. Nell’arco di diversi mesi, la squadra ha
visitato decine di questi archivi e collezioni, da archivi pubblici a piccole
collezioni private.  Attraverso una mappa in corso di elaborazione, i cui
dati sono il risultato di uno studio condotto dal Dipartimento delle Culture
Europee e del Mediterraneo (DiCEM) dell’Università della Basilicata, la squadra
di ricerca di I-DEA continua ad aggiornare la lista degli archivi e collezioni
esistenti nella regione Basilicata, in altre parti d’Italia e persino fuori dal
territorio nazionale.

Ad aprire il ciclo di
I-DEA sarà la mostra “Le Due Culture. Artefatti e Archivi” curata dall’artista
e  fotografo Mario Cresci, realizzato attraverso l’uso dei materiali
provenienti dagli archivi delle seguenti realtà: Museo di Artigianato Locale,
Parrocchia di Sant’Antonio di Acerenza (PZ), Associazione Archivio Storico
Olivetti e Archivio Nazionale Cinema Impresa, Istituto Luce Cinecittà,
Fondazione Pirelli, Cristaldi Film, Agenzia Spaziale Italiana, Centro di
Geodesia Spaziale Giuseppe Colombo, Archivio di Stato Matera, Collezione Privata
Gianfranco Lionetti,  Fondazione Leonardo Sinisgalli,  Archivio Mario
Cresci, Archivio Mimmo Castellano, Artalia Italian Art Management.

La mostra include
materiale d’archivio che vanno dalla seconda metà del XX secolo ai i primi
decenni del XXI, in modo da esplorare l’intersezione di discipline (culture) in
Basilicata, attraverso fotografia, artigianato, scienza e macchine. I materiali
esposti, sia presi singolarmente sia accostati tra loro, scuotono le narrazioni
e gli stereotipi dell’epoca, suggerendo che le cose non sono ciò che possono
sembrare. Dalla rappresentazione del territorio di Leonardo Sinisgalli e Mimmo
Castellano, alle sculture in legno di Di Trani e suo figlio, alla rivisitazione
della preistoria di Gianfranco Lionetti fino all’archivio personale di Cresci,
le opere in mostra a prima vista appaiono in linea con le rispettive
tradizioni. Tuttavia, ogni opera a modo suo rappresenta una rottura.  

All’inaugurazione di
I-DEA interverranno il curatore del progetto I-DEA, Joseph Grima, il curatore
della prima mostra, Mario Cresci, il Direttore della Fondazione Matera
Basilicata 2019, Paolo Verri, la Manager sviluppo e relazione Rossella
Tarantino che saranno a disposizione di eventuali domande del pubblico.

Alla mostra si potrà
accedere solo con il Passaporto per Matera 2019. Dopo l’inaugurazione, la
mostra sarà visitabile tutti i giorni eccetto il martedì dalle 10:00 alle
20:00.

Nella giornata inaugurale
non sarà possibile accedere con le auto all’area antistante la Cava Paradiso,
pertanto verrà predisposto un servizio navetta con partenza da Piazza
Matteotti, fermata intermedia a Villa Longo, attiva dalle 17:30 alle 18:45
verso la Cava. Dalle ore 20:15 la navetta farà il percorso inverso, dalla Cava
al centro città, sempre con fermata intermedia a Villa Longo, con ultima corsa
alle ore 20:45.

Nella giornata successiva
all’inaugurazione, 23 marzo, verranno organizzate due visite guidate della
mostra, una alle 11:30 e una alle 16:30, alla presenza del curatore Mario
Cresci. A ciascuna visita potrà partecipare un numero massimo di 25 persone
(registrazione in loco in ordine di arrivo).   
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