mercoledì, 17 Luglio 2024

Tragedia a Nova Siri, perdono la vita due Vigili del Fuoco

Stavano mettendo in salvo una famiglia che si trovava in un'abitazione minacciata dalle fiamme Nicola Lasalata e Giuseppe Martino, i due Vigili del Fuoco originari di Matera, che hanno perso la vita nel pomeriggio di oggi durante le operazioni di...

“Lezioni di storia”
chiude il suo ciclo sabato 6 aprile, alle ore 11 a Casa Cava (ingresso libero
fino a esaurimento di posti) e in diretta streaming sul canale YouTube di
Matera 2019 (https://www.youtube.com/watch?v=H44oaT_6n6Q ).  Il
quinto appuntamento del programma, organizzato dalla Fondazione Matera
Basilicata 2019 nell’ambito del progetto di Matera Capitale Europea della
Cultura 2019 “Future Digs”, insieme alle Edizioni Laterza vedrà sul palco
Alessandro Portelli. Docente di letteratura americana alla Sapienza, storico
collaboratore del Manifesto, Portelli è stato uno degli antesignani della
storia orale in Italia e protagonista del movimento del folk revival tra anni
Sessanta e Settanta. Ha fondato a Roma il circolo Gianni Bosio con Giovanna
Marini, ha collaborato con l’Istituto Ernesto De Martino di Milano in numerose
campagne di raccolta di canti popolari e nella cura della collana “I dischi del
sole”, che hanno divulgato i risultati della ricerca etnomusicale italiana. Da
critico musicale è stato il principale divulgatore della canzone di protesta
americana.
“Lezioni di storia-Oltre i confini”, ha messo in campo cinque accademici di
punta, integrando le competenze degli storici, l’antichista Barbero, il
medievista Cardini, la contemporaneista Colarizi con il geografo Farinelli e lo
storico della letteratura Portelli. Muovendosi nel tempo (dal 378 al 1989) e
nello spazio (da Gerusalemme a New York, da Adrianopoli a Berlino), è stato
possibile approfondire la dimensione europea attraverso una riflessione sulla
spinta degli uomini ad attraversare i confini, per curiosità e disperazione,
per fame e conquista, sempre trasformando gli altri e se stessi.
Anche l’ultima lezione dal titolo “Ai confini della speranza: il viaggio degli
emigranti” riflette sul passato per guardare il presente e prefigurare il
futuro. A metà del ‘700 un ragazzo viene rapito in Benin, nell’Africa
occidentale, caricato su una nave negriera, deportato in Inghilterra e poi
venduto in America. Riesce a liberarsi, torna in Europa, si batte per
l’abolizione della tratta, viaggia in tutto il Mediterraneo, scrive
un’autobiografia che diventa un classico letterario. Si chiama Ouladah Equiano:
viaggiatore, deportato, esploratore, migrante fra tre continenti. Questa
biografia esemplare si intreccia con le storie di migrazione dei nostri giorni:
le navi negriere di ieri e i barconi del Mediterraneo di oggi, la schiavitù
delle piantagioni e il bracciantato di Rosarno o Latina; fino alle immagini di
Olaudah scrittore accostabili a quelle degli autori dei libri afro-italiani
odierni. 

 

 
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