sabato, 13 Luglio 2024

Si intitola L’album di famiglia (Youcanprint, copertina del pittore Paolo Gheri) il nuovo romanzo di Valentina Olivastri (foto di Maurizio Camagna), autrice cortonese  trasferitasi da anni in Inghilterra.

Il libro è “pieno di brio e intelligenza, un sorriso, un’aria scherzevole e leggermente ironica che sembra percorrerlo dall’inizio alla fine. (…) Domina sovrano il tema gastronomico associato alla storia, alla cultura, alla lingua, insomma alla vita locale. La lingua mi sembra quella colta, spigliata, fluida, parlata oggi in Toscana da persone colte che sanno mescolare con buon gusto il livello alto e il popolare ma senza mai finire nell’astruso o nello sguaiato”, scrive Lino Pertile, professore della Harvard University e socio dell’Accademia dei Lincei

Il filo che lega tutti i libri dell’Autrice è una scrittura al femminile dove le donne sono protagoniste: Helena Fenton in Prohibita Imago, Ruri de Chevigné nella Donna del Labirinto e Edith Philippa Everard de Winton Strange nell’Album di famiglia

LA TRAMA

Nulla come la fotografia mostra la realtà per quello che è, ed è proprio per questo che un album di vecchie fotografie di famiglia viene tenuto gelosamente nascosto per molti anni, fino a quando il caso lo fa riemergere e lo trasforma in un formidabile strumento di consapevolezza, capace di mettere in subbuglio un intero paese. È ciò che accade a Borgo, un luogo abbarbicato sui poggi toscani, dove Edi, affermata professionista londinese che a Borgo ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, decide di trasferirsi. Ed è a Borgo che Edi ritrova una dimensione atemporale e pragmatica, scandita da una vita sociale fatta di cose semplici e di schiettezza. L’improvvisa morte di Ludovico Franceschi, scapolo impenitente e chiacchierato viveur, scuote non solo il tranquillo tran tran del paese, ma anche i destini familiari di Cinzia e Giuliana, sanguigne cugine legate in modo diverso ma inscindibile, spesso inconsapevole, alle imprese amorose di Ludovico. La casuale scoperta dell’album da parte di Edi dipana una matassa orgogliosamente incrostata dagli anni e dallo sbiadirsi della memoria, dando una luce completamente diversa ai non pochi misteri che il tempo, autentico protagonista del racconto, ha saputo custodire sotto gli occhi ignari, ma non troppo, di un’intera dinastia familiare.

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