sabato, 15 Giugno 2024

La grande mostra
internazionale Ars Excavandi, curata dall’architetto Pietro Laureano che ha
redatto il dossier per inserire i Sassi e la Murgia materana nell’elenco del
patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, è stata realizzata da ETT S.p.A. per
la Fondazione Matera – Basilicata 2019 con la collaborazione del Polo Museale
della Basilicata. La mostra indaga sull’arte e le pratiche di scavo che hanno
dato luogo ad architetture, civiltà e paesaggi rupestri attraverso i secoli.
Rilegge da una prospettiva contemporanea la cultura dell’arte ipogea dal primo
uso di cavità naturali e incisioni sulla roccia alla realizzazione di grotte,
abitazioni, monumenti, opere idriche, città e paesaggi basati sullo scavo. Il
percorso, articolato tra il Museo Ridola e gli ipogei di Palazzo Lanfranchi,
condurrà i visitatori in un itinerario che spazierà dal Paleolitico al presente
e li porterà a interrogarsi sull’attualità del mondo delle caverne nella
prefigurazione di futuri modelli di progresso umano.

La visita della
mostra, che si sviluppa in cinque tappe caratterizzate dagli elementi Aria,
Fuoco, Eros, Acqua, Terra marcati dai colori Giallo, Rosso, Ultravioletto, Blu,
Verde e da una serie di suoni e profumi, si svolge in modo cronologico con
rimandi in basso alla linea del tempo, e sulle pareti sono presenti continue analogie
atemporali con l’arte, l’artigianato, le tradizioni, il folklore, la musica, i
riti. Il paradigma concettuale è che tutte le età sono contemporanee e tutte le
civiltà sono attuali.

Per l’occasione,
riaprono al pubblico gli Ipogei di Palazzo Lanfranchi completando il percorso
espositivo. I fruitori possono accedere al ventre della Terra e vivere di
persona la magnificenza dell’architettura scavata, frutto di un duro e sapiente
lavoro umano. All’interno del percorso è custodito una ricostruzione dell’altopiano
murgico e dei Sassi di Matera cosi come descritti nel XVI secolo, realizzata
dai due maggiori conoscitori della Matera sotterranea, Enzo Viti e Teresa Lupo;
un gioco di luci e proiezioni permetterà di vedere ai raggi X la città di
Matera, mostrando una parte degli oltre 20mila mq di strutture e architetture
ipogee nascoste sotto la città di Matera.


La mostra vuole stimolare la curiosità dei visitatori attraverso una serie di
domande alle quali si avrà risposta durante il percorso espositivo. Perché fu
fatto il primo scavo? Sono attuali l’arte e il pensiero delle caverne? Qual è
la città più antica del mondo? Durante il percorso sarà organizzato un gioco
interattivo Chi siamo? che pone quesiti simili ai visitatori che possono
partecipare grazie a un braccialetto RIFD. Il gioco termina con la risposta che
siamo quello che conosciamo e il visitatore riceverà un certificato di Nomade
Digitale indicante il suo grado di Empatia Universale con la figura che lo
identifica a uno dei personaggi della mostra e potrà quindi essere uno o una:
Neanderthal Percettivo; Sapiens Innovatore; Sciamano Scopritore; Paleo
Astronauta.

 

Una prima
coniugazione di questo percorso è rappresentato 
dalla mostra MATER(i)A P(i)ETRA a firma del fotografo, regista e
scrittore Carlos Solito.

 

Matera e Petra due
città scolpite nella roccia, due città dalla straordinaria storia millenaria,
due città uniche gemellate Unesco e, con le proprie peculiarità rupestri, a
latitudini differenti, fiori all’occhiello di territori che le abbracciano
disegnando una cornice di geografia, natura, paesaggi d’uomo che invitano a un
viaggio, alla scoperta. Diecimila anni di storia racchiusi nella pietra. Questa
è Matera, tra le città abitate più antiche al mondo, con radici che affondano
negli albori della civiltà in un passe partout di rocce testimoni di un
presente che è passato e un ineguagliabile “futuro primevo”. È come osservare
una struttura vivente che, nutritasi dei popoli che l’hanno abitata o
attraversata nella storia, è riuscita a mantenere un’identità solida e ben
definita, caratterizzata dal suo attaccamento alle tradizioni, alla storia,
alla cultura. In Giordania, a migliaia di chilometri di distanza, Petra è a suo
modo lo specchio vivente della città lucana. Anch’essa scavata nella roccia, la
capitale degli antichi Nabatei è un ventre materno che ha dato vita e
ospitalità ad antiche civiltà.

 

Patrimoni
dell’Umanità, i due siti sono il pretesto per “addentrarsi” in Basilicata e Giordania,
i due rispettivi territori d’appartenenza, per scoprirne le bellezze e le
peculiarità del must paesaggistico, artistico, storico e antropologico.

 

Su questo invito,
dalla Lucania al Regno Hashemita, nasce il progetto fotografico MATER(i)A
P(i)ETRA. Un reportage sulla reciproca essenza che esalta i silenzi, l’umanità
e l’arcaico sacro di queste uniche sorelle di pietra. Un viaggio in 80
fotografie – suddivise in 40 coppie – dal forte potenziale visivo, narrativo,
concettuale, analogico e simbolico dove i luoghi, le atmosfere e soprattutto il
racconto umano, propongono un itinerario e un dialogo ideale dall’altipiano
della Murgia alla sponda orientale del fiume Giordano.

 

 

ARS EXCAVANDI
Dal 20 gennaio al 31 luglio 2019

Museo Archeologico
Nazionale Domenico Ridola

Via Domenico
Ridola, 24

75100 Matera MT

 

MATER(i)A P(i)ETRA
è un progetto prodotto da Fondazione Matera-Basilicata 2019,  Jordan Tourism Board e Polo Museale Regionale
della Basilicata, in partenariato con Jordan Minister of Tourism and
Antiquities, Regione Basilicata e Petra Authority. Supportato tecnicamente da
MTrading srl, SIGMA, Stampa Sud SpA, Kidz e Camera Service Group. Con il
patrocinio del Comune di Matera e Ambasciata di Giordania in Italia.
Dal 20 gennaio al 17 marzo 2019

Museo di Palazzo
Lanfranchi

Piazzetta Pascoli,
1

75100 Matera

 

Per accedere alle
mostre è necessario essere in possesso del passaporto Matera 2019.

Le mostre sono
visitabili durante le ore di apertura dei musei.

 
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