venerdì, 19 Aprile 2024

Trecentomila
visualizzazioni in tre giorni, migliaia di condivisioni e commenti: “Immigrazia”
di Giuseppe Povia, il nuovo brano postato su Facebook, ha scatenato un
putiferio.

Nel video il
cantautore indossa un cilindro tipo Rino Gaetano, ha una chitarra, il torso
nudo e l’immancabile crocifisso al collo.


I suoi sono concetti
forti: “Immigrazia portami via che per mandare avanti il Pil vogliono i nuovi
schiavi qui. Gli immigrati di domani saranno i nuovi italiani. Se non vuoi fare
quel lavoro lo fanno loro e mentre fissi il lampadario ti fregano il salario. Ma
non è mica colpa loro, c’è un disegno molto chiaro: il potere veterano con la
scusa del razzismo vuole fare fuori l’italiano. 

 Ma se dici
queste cose sei soltanto un incivile e sei poco tollerante. L’italiano è cotto
bene sembra proprio un maccherone. Nel frattempo l’immigrato, mentre tu stai
sulla sedia, piano piano lui si insedia. Nel frattempo l’immigrato, con l’aiuto
del governo, mentre noi litighiamo lui si prende il nostro posto e ci cambia
pure il Padreterno”.

Usa,
parole sue, “simpatico cinismo e sarcastica ironia. Non sono
“centrale” come tanti perché se sto in mezzo mi schiacciano”.

Sempre
più spesso, ultimamente, Povia diventa il bersaglio dei social, piattaforme
sulle quali
continua a spaziare su temi di stretta attualità – lo
fa con cognizione di causa
– e ha un dialogo
costante con fan e detrattori
. Non è schierato politicamente,
si definisce “libero” per essere libero di criticare, dice ciò che pensa senza
timore delle conseguenze.

Si è messo a studiare economia abbraccia le tesi di
Charles Goodhart – ha autoprodotto un cd, Nuovo Contrordine Mondiale  in cui la maggior parte delle canzoni vertono
su temi di economia, finanza e politica. E non dimentica il suo pubblico, con
un tour che sta portando avanti con successo nelle piazze della Penisola.

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