martedì, 23 Aprile 2024

 
Riceviamo e
pubblichiamo dal prof. Nicola Incampo, Responsabile Regionale per l’IRC e la
Pastorale Scolastica della Conferenza Episcopale di Basilicata:
“La Madonna è
immagine e modello della Chiesa. La Vergine Maria è
da imitare per l’esempio di fede, di carità e di perfetta unione con Cristo.

Il 15 agosto
festeggiamo l’Assunzione di Maria.

L’Assunzione di
Maria o Festa dell’Assunta cominciò ad essere celebrata nel VI secolo a
Gerusalemme. In seguito, l’imperatore Maurizio (582-602), estese la festa a
tutto l’impero.

Verso l’anno
Mille, la Festa dell’Assunzione che oggi coincide con quella
del Ferragosto, era ormai diffusa fra tutta la popolazione di fede
cristiana, tanto che in quel giorno veniva osservato il riposo.

L’Assunzione
celebra la glorificazione anche fisica di Maria.

Un fatto
tramandato lungo tutta la storia della Chiesa e reso dogma solo nel 1950,
quando la certezza di un evento così straordinario sembrava essersi affievolita
nel cuore dei credenti. Maria, compagna nella croce e nella risurrezione di
Gesù, è resa partecipe della sua vittoria e viene accolta in anima e corpo
nella vita della Trinità. Grande mistero, per noi non scrutabile con i soli
occhi della ragione, ma non contrario ad essa, perché “nulla è impossibile a
Dio”. E così l’annunciazione, la maternità, la vita nascosta e ubbidiente, il
dolore e la gioia della madre di Gesù si compiono ora nella gloria del Paradiso.

E’ bello rileggere
parte della Costituzione Apostolica Muneficentissimus
Deus
 con la quale papa Pio XII proclamava il dogma.

In essa egli cita
un antico autore che scrive: “Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della
vita e dell’immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a
rendere colei, che l’aveva generato, uguale a se stesso nell’incorruttibilità
del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla
accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota”.

Dio anticipa in
lei la condizione escatologica che si compirà per i giusti alla fine della
storia. Maria segue il destino del Figlio. “Non poteva vedere la corruzione
della morte colei che aveva generato il Signore della vita” (Pio XII per la
proclamazione del dogma). Cristo, dunque, alla destra del Padre, Maria alla
destra del Figlio. Colui che regna, colei che regna: Re e regina uniti in un
solo destino di vita piena.

Senza sentirsi
privilegiata, particolare, avendo conosciuto dall’angelo annunciatore che anche
la cugina Elisabetta è in attesa di un figlio.

La va a trovare e
le porta umana solidarietà e vicinanza.

Maria porta Gesù
che era in Lei.

Così ci insegna
come vivere la carità.

Ogni azione
di  Maria era compiuta sempre in unione
con Cristo.

Questa unione
raggiunge il culmine sul Calvario.

La Madonna ha fatto
proprio il dolore del Figlio ed ha accettato con Lui la volontà del Padre.

Da ultimo è stata
assunta in cielo in corpo ed anima, come lo saremo anche noi.

In questo ci guida
alla speranza della vita eterna”.

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