Il prof. Incampo: “Pentirsi è operare una scelta efficace che deve invertire la rotta della vita”

Mi è capitato più di qualche volta nella mia carriera di ricevere domande del tipo: “Professore, ma che cosa è il pentimento?”.

Vi confesserò che ho sempre chiesto “aiuto” al filosofo Mosè Maimonide (1135-1204) e proponevo ai miei alunni la seguente meditazione sul peccato e sul pentimento:

“Pentirsi significa rinunziare al peccato, rigettarlo dal proprio spirito e decidersi di non peccare più.

Bisogna confessare con le labbra e dare un’espressione ai pensieri che hanno generato questa determinazione.

Il dolore comporta un sentimento di vergogna e a colui che commette una trasgressione e ne concepisce poi vergogna tutti i peccati sono perdonati.

In verità, Dio non domanda nient’altro che di proclamare davanti a lui: “Ho peccato”.

Il giudizio che egli ha scagliato a Gerusalemme è derivato dal fatto che essa ha detto: “Non ho peccato”.

Ma quando l’uomo dice: “Ho peccato”, nessun angelo di distruzione lo può toccare …

Così, la confessione è una caratteristica essenziale del pentimento, precede i diversi modi purificazione e, contemporaneamente , esprime la determinazione dell’uomo di rigettare il suo peccato”.

Questa meditazione ci fa capire che pentirsi è operare una scelta efficace che soprattutto deve invertire la rotta della vita.

È bello anche riflettere sul fatto che convertirsi è un’esplicita dichiarazione, o meglio una confessione pubblica.

Ma il pentimento comporta anche la vergogna per il vizio, per l’abisso in cui si era precipitati.

E’ fondamentale però per il perdono la sincerità nel confessare il proprio peccato.

Gesù non ha mai sopportato l’ipocrisia; chi di noi non ricorda quello che dice ai farisei: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.” (Matteo  23, 27).

Vorrei concludere questa mia modestissima riflessione con quello che San Giovanni scrive nella Prima Lettera: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.”

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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sabato Gennaio 15, 2022

TuttoH24

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Rossella Montemurro

Giornalista professionista materana. Laureata in Scienze dell’educazione, si è perfezionata in Bioetica e Terapia familiare e relazionale. Ha lavorato per Il Quotidiano della Basilicata – occupandosi dei settori “Cronaca” e “Cultura” -, Il Mattino di Foggia, Il Mattino di Puglia e Basilicata, il Roma e con la testata giornalistica online “Il mio TG”. Ha collaborato con le emittenti televisive “Antenna Sud” e “Lucania Tv”. Attualmente dirige la testata giornalistica online www.tuttoh24.info e collabora con la casa editrice Altrimedia. Nel 2004 ha pubblicato per Ediesse Edizioni “I giorni di Scanzano”. Il volume, nel 2005, ha ricevuto la segnalazione della Giuria del Premio letterario Basilicata. Nel 2010 ha pubblicato per BMG Editrice “Carabinieri a Matera. Tradizione e modernità al servizio dei cittadini”. La pubblicazione è stata autorizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2019 ha pubblicato per Altrimedia Edizioni “Calci e pugni sul tetto del mondo. Biagio Tralli, identikit di un campione” e nel 2021 "Ilmio tuffo nei sogni"

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