giovedì, 18 Luglio 2024

“Una parte di me vuole che il resto del mondo
conosca la Basilicata. L’altra parte di me sa che è la Basilicata a non volere
una connessione con il resto del mondo”.

È un lungo racconto dei giorni trascorsi a Matera e in
Basilicata dalla giornalista Danielle Pergamen il reportage pubblicato dal New
York Times (foto e testo
https://www.nytimes.com/2018/12/03/travel/matera-basilicata-italy-southern-world-heritage-city.html).
 Dalle parole significative di un amico lucano
della cronista che descrive una regione che vorrebbe continuare a conservare la
sua unicità, a qualsiasi costo, si affianca la dichiarazione del sindaco
Raffaello De Ruggieri: “Non vogliamo turisti”. Un caffè con la
giornalista è l’occasione per narrare i momenti chiave degli 8mila anni della
città (e le ha svelato, furtivamente, che nei Sassi ci sono persone che vivono
da 50 anni, che sono rimaste anche nel periodo in cui era vietato). 
Lenta, con strade strette che costringono a ‘fermarsi’
anche chi ha fretta: ecco come Danielle racconta la Basilicata, che ha girato
in lungo e in largo a bordo di un’auto a noleggio (che chiama Legomobile,
probabilmente per la fatiscenza), mangiando i piatti tipici (strascinati,
peperoni cruschi), notando la dicotomia tra mare e montagna, il paesaggio che
cambia continuamente, da Pignola a Maratea a Metaponto, la coesistenza fra case
antichissime e resort a 5 stelle.
E poi l’intervista con Salvatore Adduce, presidente
della Fondazione di Matera 2019, che le dice, brutale, che non vogliono
turisti, di quelli che vedono chiese e mangiano cibo tipico lasciando i rifiuti
per terra. Vogliono persone a cui l’esperienza di Matera 2019 possa cambiare la
vita, cambiare il mondo.

I
CHIARIMENTI DEL SINDACO

In riferimento alle
dichiarazioni contenute nell’articolo pubblicato sul portale internet del New
York Times, ripreso da testate on line il Sindaco di Matera, Raffaello De
Ruggieri chiarisce:
“Matera non ha bisogno di
un turismo randagio, inconsapevole dei luoghi, della storia e delle tradizioni
della nostra città. Aspiriamo a diventare punto di riferimento, invece, di
visitatori attenti e motivati nella scoperta dell’identità di un luogo
geografico che si è fatto storia e che è riuscito a produrla ininterrottamente
per ottomila anni. In altre parole, auspichiamo che chi viene a Matera lo
faccia non per vedere ma per conoscere e comprendere.
Vogliamo evitare che
Matera possa subire gli effetti di un turismo di massa che metterebbero in
seria difficoltà la tenuta sociale e l’organizzazione dell’accoglienza della
città, replicando in parte gli scenari che, in altre realtà, hanno avuto
conseguenze devastanti.
La traduzione di queste
mie dichiarazioni non è riuscita, evidentemente, a rendere il senso reale di
quanto affermato.
Pur comprendendone la
portata e la eco mediatica, esprimo rammarico per le riproposizioni acritiche
di una notizia che avrebbe meritato approfondimenti e verifiche puntuali in
grado di chiarire il significato di considerazioni che, poste in quei termini,
costituiscono un grave danno di immagine per la città che rappresento”.

 

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