giovedì, 29 Febbraio 2024

“Ritratti di Matrimoni”, una mostra inedita a Matera

 Dal 12 al 16 marzo, nelle scuderie di Palazzo Malvinni Malvezzi sarà ancora una volta protagonista la fotografia di matrimonio d’autore. In occasione della Convention annuale di ANFM, unica Associazione italiana di fotografi matrimonialisti, Maurizio Beucci,...

L’abbiamo vista in alcune delle fiction più amate degli ultimi anni (“Il maresciallo Rocca”, “L’onore e il rispetto”, “Furore”, solo per citarne alcune) e sul grande schermo in film del calibro di “Baarìa” e “Baciami piccina”. “Amo il mio lavoro, da quando sono piccola. Dall’età di sette anni dicevo tutti i giorni “io farò l’attrice”. E così è stato”. Ha le idee chiare Elena Russo, attrice di origini napoletana che recentemente è stata la madrina del Premio Conza: “Conza della Campania piccola città ridente, lo dovrà essere per tutta la vita, visto quello che ha subito dopo l’Ottanta e il modo in cui i suoi cittadini si sono ripresi, con grande dignità! Sono felice di esserci stata, di aver conosciuto scrittori e sceneggiatori di tutta Italia. Ho premiato con piacere anche un collega attore e scrittore Donato Placido, fratello del noto attore Michele assieme allo scrittore e poeta Antonio G. D’ Errico vincitori del primo premio narrativa. L’esperienza del Premio Città di Conza – sottolinea l’attrice – è qualcosa di molto rilevante, per me che sono di origini campane. Ho partecipato a un evento che ha valenza di grande momento culturale. Mi sono trovata immersa in un’atmosfera di valore, che riflette l’animo composto e rigoroso di una provincia che è territorio da cui dover ricominciare per riscoprire il bello, il vero e l’essenzialità di un modo di essere. Ho sentito voci di animi elevati e sensibili che hanno reso solenne la serata. L’organizzazione, poi, del giovane poeta e promotore del premio, Davide Cuorvo, è stata di autentica accoglienza per tutti i partecipanti, compresa la stessa madrina. Mi sono trovata immersa in una realtà che mi ha messo a mio agio. Questo è senz’altro un pregio. Con il mio lavoro, sono felice di far conoscere sempre di più l’arte – è difficile farla entrare nelle case della gente -, di portare un piccolo contributo sui social, con le persone con le quali parlo tutti i giorni, insomma”. Elena ha recitato anche in “Baciami Piccina” con Vincenzo Salemme e Neri Marcorè, “Adesso Sesso” di Carlo Vanzina papà della commedia: “Ma “Furore” lo porto nel cuore un po’ più di tutti perché rappresenta il divario tra il Nord e il Sud e la conseguente discriminazione del Meridione. Una tematica impercettibilmente cambiata ma non posso dimenticare 20 anni di discriminazione – dagli albergatori a gente che faceva qualsiasi altro mestiere – ogni volta che dicevo di essere napoletana. Sono contenta che con “Furore” quello che ho subito recitando un po’ l’ho esternato, è come se l’avessi metabolizzato. Del resto è questo che fa la recitazione: ti permette di mettere fuori cose che magari portavi dentro da una vita! Poi con l’avvento dei social che amo pazzamente, devo dire che è come se fosse un work in progress tutti i giorni. Di cambiamenti in meglio ci sono stati e sono felice di dirlo a voi”.

Elena Russo al Premio Conza

Lei spazia recitando per il cinema, la televisione e il teatro. Cos’è che preferisce?

“Un’attrice, un’interprete come me dà valore alle idee da realizzare, siano esse parte di un testo teatrale oppure di un breve sketch di pochi minuti. Cambia l’approccio, ma l’impegno è professionalmente di estremo rilievo. Sono tre forme diverse di recitazione. A teatro puoi esagerare anche con il corpo, con i gesti. Tutto può e deve essere enfatizzato. In televisione è tutto più misurato. Nel cinema, meno ti esponi, o ti poni al centro, e meglio è l’esito finale. Amo ogni forma di recitazione, proprio perché le ho sperimentate tutte”.

Qual è il ruolo interpretato che le è rimasto nel cuore?

“Il personaggio a cui ho dato voce e anima in Furore è certamente più vicino alla mia realtà. Sento di appartenerle così come lei appartiene a me, alla mia sensibilità, alla mia esperienza di vita. Sofia mi ha dato l’occasione di ritrovare parte di me in una vicenda che, pur contenendo in sé tutte le forme della fiction, fonda il suo ideale umano all’interno della realtà”.

Cosa c’è nel suo futuro professionale?

“Nel futuro ci sono i sogni, i desideri, la volontà; oltre alla fiducia di poter proseguire agevolmente in tutto ciò in cui si è creduto per anni. Sto leggendo una serie di sceneggiature, che spero capirò strada facendo. Intanto studio inglese, interagisco con i social e leggo tantissimo. Attualmente mi sto appassionando con Caccia alla Volpe: la storia di un rifugiato e del suo incredibile viaggio fino in America”.

Rossella Montemurro

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ee/elenarusso.it

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