giovedì, 13 Giugno 2024

Per Matera, per la
Basilicata tutta, occorre pensare a un Piano strategico post 2019 e a strumenti
di sostegno per creare e rafforzare le imprese culturali.

E’ la sollecitazione
fatta dal presidente della Fondazione Sassi di Matera, l’avvocato Vincenzo Santochirico,
intervenendo questa mattina al convegno: La Cultura nella programmazione
europea 2021-2027: Linee strategiche ed Azioni operative.

Organizzato e promosso da
Federculture e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, il
convegno si è svolto al Palazzo della Prefettura di Matera ed è stato
incentrato su uno dei quattro temi unificanti proposti nel percorso di
programmazione della politica di coesione 2021-2027: cultura veicolo di
coesione economica e sociale.

«Nel 2019, nell’anno in cui
Matera è all’attenzione internazionale grazie al titolo di Capitale Europea
della Cultura, sicuramente sono stati diffusi i semi di un nuova consapevolezza
culturale: non é facile dire quando se ne vedranno i frutti. Inoltre, nel modo
di pensare e fare cultura, pubblico e privato sono stati costretti ad
affrontare le questioni con metodologia, tempi e modalità precisi. Bisogna
proiettare questo nel dopo 2019.

Oggi più che mai dobbiamo
pensare a quali azioni porre in essere per essere pronti al 1 gennaio 2020. Un
futuro prossimo che non potrà prescindere, ritengo, da due assi fondamentali:
il primo la cultura e lo sviluppo sostenibile e il secondo la dimensione
europea.

Come Fondazione Sassi, lo
corso 25 maggio, abbiamo favorito un incontro fra l’Amministrazione
comunale  e la consigliere speciale della Commissione per la cultura della
rete United Cities and Local Governments (UCLG) che gestisce il programma
Agenda  21. La UCLG è una rete internazionale, che ricomprende anche città
che sono già state o saranno nei prossimi anni capitali europee della cultura e
che mira ad offrire indicazioni e direttive a tutte quelle città che intendono
valutare, progettare e attuare politiche culturali in grado di contribuire allo
sviluppo sostenibile delle stesse, coerentemente con gli obiettivi di sviluppo
sostenibile approvati dall’ONU nel settembre 2015. Aderire – prosegue il
presidente della Fondazione Sassi – a questo programma significa per Matera
mantenere la dimensione europea che oggi ha conquistato».

Per il presidente
Santochirico occorre anche ripensare alle politiche e gli strumenti offerti
alle realtà e imprese creative: dall’accesso al credito, alle donazioni e
sostegni, a sgravi fiscali. «Questi soggetti hanno economicità e
imprenditorialità come metodo di lavoro, ma non hanno fini di lucro – ha detto
Santochirico – anzi hanno finalità sociale e pubblica per eccellenza, meritano
strumenti che siano adeguati alla loro capacità d’azione sulla società».

«Per quanto riguarda la
Fondazione Matera – Basilicata 2019 – ha proseguito Santochirico – la
conserverei, ma deve essere autonoma non prigioniera della politica. Può e deve
essere uno strumento d’eccellenza di coordinamento e programmazione, facendone
parte Regione Basilicata, Provincia e Comune di Matera, Camera di Commercio e
Università degli studi della Basilicata. Sono i cinque player, attori
istituzionali, più importanti del territorio e sono i soggetti deputati a
creare le politiche per il futuro. Politiche che, per la città di Matera,
devono necessariamente partire da una nuova consapevolezza degli antichi rioni
Sassi: un patrimonio che corre il rischio di deperire o di essere cambiato di
destinazione senza che la città ne abbia coscienza».
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