sabato, 13 Luglio 2024

Dietro ogni suo
scatto c’è un mondo fatto soprattutto di emozioni, di istanti catturati con
cura, di dettagli preziosi: Claudia Marone, potentina, è infatti una fotografa
di famiglia, una professionista consapevole del valore che ogni singola
immagine assumerà nella nostra personale scatola dei ricordi.
È stato dopo la
nascita dei figli che Claudia ha deciso di catturare ogni loro minimo
cambiamento: “La loro pazienza a farsi trascinare sotto le luci per essere
usati come soggetti per le mie foto e a starsene seduti mentre facevo pratica,
anche se a volte sono dovuta ricorrere alla corruzione, mi ha condotto a dove
sono arrivata oggi. La passione e la perseveranza mi hanno data la forza di
continuare un viaggio che non mi sarei mai aspettata di compiere.  Ho
acquistato la mia prima reflex ed ho iniziato da allora a studiare qualsiasi
libro, articolo, manuale di fotografia. Ho capito cosa mi piace della
fotografia, qual è il mio stile e il mio linguaggio, cosa desidero per me e
cosa voglio offrire. Nella mia vita cerco la naturalezza, un’eleganza semplice
in tutto ciò che faccio, foto incluse”.
Nell’era dei
selfie non è da tutti comprendere pienamente l’importanza di foto non “usa e
getta” ma fatte con determinati criteri, ritratti che portano la firma di un’esperta
che, alle indubbie competenze affianca una spiccata sensibilità – elemento indispensabile
per avvicinarsi con delicatezza all’intimità di una famiglia.
Cos’è una fotografa di famiglia?
“La fotografa di
famiglia è quella persona che nelle occasioni importanti c’è sempre, è uno
strumento per la memoria.
È quella persona
che vi fotografa in attesa di una grande gioia, che fotografa poi i primi
giorni di vita del vostro bambino, che vive al vostro fianco l’organizzazione
di un battesimo e poi vi porta nei campi a correre e a fotografarvi nella gioia
di un momento spontaneo.
E fidatevi di
quello che sto per dirvi… di queste foto qualcuno in futuro vi ringrazierà”.
In un’epoca come la nostra nella quale predominano il
digitale e le numerose applicazioni che permettono a chiunque di improvvisarsi
fotografi, qual è l’importanza che assume un album realizzato da una fotografa
professionista?
“Nelle fotografie,
quelle che “sfogliamo” passando il dito sullo smartphone o cliccando sul mouse
del nostro computer manca tutta una serie di informazioni sensoriali, di
sfumature, di emozioni che solo la stampa fotografica può restituirci.
Una fotografia
stampata ci restituisce attimi che se non fermati in quel click sarebbero
andati persi e sarebbero solo ricordi sbiaditi, labili che finirebbero nel
dimenticatoio.
Le fotografie
stampate sonno come “memorie tangibili”.
Stampare, perché
la fotografia va toccata, ascoltata, va passata di mano in mano, va inserita in
un album, incorniciata, appesa in casa. 
La fotografia va
vissuta. Quanto è bello riguardare un album e ritrovarsi a sorridere, a
ricordare aneddoti.
Stampiamo ricordi
per poter dare anche ai nostri figli la possibilità di conoscere la bellezza
racchiusa in una fotografia stampata.
Vi ho fatto venire
voglia di stampare qualche fotografia? Mi auguro di sì.”
Qual è la tappa della vita che preferisce ritrarre –
tra matrimoni, donne in attesa, neonati…?
“Amo fotografare
tutte le varie fasi. L’attesa per ricordare i giorni in cui una nuova vita sta
per arrivare. I neonati per ricordare i primi istanti di una nuova vita. I
bambini per crescere insieme. La famiglia per ricordare ogni giorno insieme. Amo
ogni fase del mio lavoro.
Qual è il segreto per fotografare i neonati
lasciandoli, sostanzialmente, tranquilli?
I neonati sono i
clienti più esigenti di tutti e lavorare con loro richiede una dote importante:
la pazienza. Una sessione può durare anche 4 ore. Serve empatia, un’anima
sensibile.
Se si vuole
fotografare un neonato in maniera tranquilla è importante anche che abbia il
pancino pieno. Sarà più propenso a dormire e ad essere fotografato in una serie
di posizioni fetali che ne esalteranno la delicatezza di ogni dettaglio”.
Lei si è contraddistinta anche per una campagna
fotografica singolare, “Io ciuccio dove mi pare”. L’obiettivo è la promozione
dell’allattamento al seno e la sensibilizzazione su questa tematica. Da dove è
nata la sua attenzione nei confronti dell’allattamento materno?
“Dalla voglia di
mostrare quanto ancora l’allattamento al seno in luogo pubblico viene visto
ancora da tanti come qualcosa di scandaloso, di cui vergognarsi. Ma nutrire i
propri bambini non è ostentazione ed esibizionismo e l’unico commento dovrebbe
essere di tenerezza.
Siamo bombardati
da immagini di donne col seno scoperto e poi ci scandalizziamo ancora di una
mamma che compie il gesto più naturale del mondo”.
Cosa c’è nel suo futuro professionale?
“Nuovi progetti
che stanno prendendo forma, nuove collaborazioni, tanto studio per migliorarsi
continuamente, nuove piazze e le voglia di lasciare ricordi che dureranno per
sempre alle persone che mi scelgono”.
Rossella Montemurro
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