sabato, 20 Luglio 2024

Dopo l’uscita del romanzo “Cosa rimane” – Augh, Utterson 2021, Rita Pacilio, poetessa di origini beneventane, presenta il suo nuovo lavoro poetico dal titolo “Quasi madre” (PeQUod) in cui la sua voce svela, con la delicatezza dell’amore, il segreto lancinante dei rapporti psicologici e sociali tra madre e figlia.

Secondo Piero Marelli, che ha firmato la postfazione, in questo libro si tratta “di compiere un bilancio, o forse, meglio, una riflessione sulla lirica contemporanea nel suo bisogno di esprimersi, naturalmente secondo i criteri che appartengono all’autrice, ma che sono anche il prodotto di una scelta stilistica e morale. Scelta che non ha vanificato l’eredità della poesia a partire dal Simbolismo, e detto questo, Rita Pacilio ha indubbiamente optato per una “colloquialità” lirica, aiutata in questo dalla figura della madre come doppio punto di partenza: quello esistenziale, per farne una ragione di poesia, con la sua bellezza “semplice”, carica anche di autenticità musicale, ma legandosi anche all’affermazione di Eliot: “che la musica della poesia non esiste indipendentemente dal suo significato”. Pronunciare un’esistenza è pronunciare il mondo.”

La poetessa ha scelto un linguaggio che persegue la logica sensoriale che dirige il lettore verso ipotesi di confronto tra chiarezze e oscurità, simbolismi e corrispondenze del rapporto madre/figlia sicuramente intricato e problematico e che va oltre il significato letterale/letterario/retorico. Rita Pacilio si incammina nei rapporti tra madre e figlia sviscerando i […]  fattori che ostacolano, negli anni della seconda socializzazione, la formazione di un buon rapporto madre/figlia: per esempio il modello materno debole o inadeguato, le lunghe assenze da casa, la freddezza o il disinteresse della madre, il legame di dipendenza privo di comunicazione, la serenità eccessiva negli interventi educativi, l’iperprotezione, la rigidezza di ruolo e la mancanza di fiducia nelle possibilità presenti o future della figlia, gli atteggiamenti ipercritici, l’educazione alla vergogna e ai sensi di colpa. (Rita Pacilio in Pretesti danteschi per riflettere di sociologia – Guida Editori, 2021)

Rita Pacilio (Benevento, 1963) è poeta e scrittrice. Sociologa di formazione e mediatrice familiare di professione, da oltre un ventennio si occupa di poesia, musica, letteratura per l’infanzia, saggistica e critica letteraria. Direttrice del marchio Editoriale RPlibri è Presidente dell’Associazione Arte e Saperi. È stata tradotta in nove lingue. Sue recenti pubblicazioni: Gli imperfetti sono gente bizzarra, Quel grido raggrumato, Il suono per obbedienza, Prima di andare, La principessa con i baffi, L’amore casomai, La venatura della viola, Cosa rimane, Pretesti danteschi per riflettere di sociologia, Quasi madre.

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