mercoledì, 21 Febbraio 2024

È già sold-out la matinée in cartellone giovedì
16 novembre
al Teatro Impero di Brindisi: Uno Nessuno Centomila ha
registrato oltre mille prenotazioni effettuate dagli studenti delle scuole
medie superiori della città e dei comuni della provincia. Lo spettacolo è
interpretato da Enrico Lo Verso e diretto
da Alessandra Pizzi, entrambi Premio Franco Enriquez, rispettivamente
come miglior attore e per la migliore regia della Stagione 2016/17.

“La risposta entusiastica dei giovani è un fenomeno
che la manifestazione sta riscontrando ovunque faccia tappa.” -sottolinea con
orgoglio Alessandra Pizzi- “Un dato in controtendenza, quello del crescente
interesse dei ragazzi per l’arte della recitazione, che fa riflettere anche sulla
forte valenza educativa e didattica del teatro. A voler stilare un bilancio sul
target che Uno Nessuno Centomila ha
attratto maggiormente, dall’esordio estivo del 2016 ad oggi, possiamo attestare
la superiorità numerica del pubblico dei più giovani rispetto a quello degli
adulti. Molto spesso, sono proprio gli studenti ad esortare i propri genitori
ad andare a vedere quello che, da loro stessi, viene definito uno spettacolo ‘imperdibile’”.

Sempre all’Impero di Brindisi, alle 21 dello stesso giorno (16 novembre), il
sipario si alzerà per condividere, con il pubblico di tutte le età, la
rappresentazione che, a 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, omaggia
doverosamente il più celebre dei suoi romanzi, il “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione
della vita”, quello che sintetizza meglio il pensiero dell’autore.

Uno
Nessuno Centomila
è l’adattamento
teatrale della

storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a
partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto,
un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si
dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della
quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo.
L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua
gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è
l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare
fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di
assaporarla, la vita.

Da qui l’idea di una nuova
ed originale messa in scena volta a rendere la perennità del messaggio
pirandelliano, l’atemporalità del protagonista, uomo di ieri, di oggi, di
domani.

In forma di monologo, il testo è affidato
al racconto e alla bravura di Enrico Lo Verso che, dopo anni di assenza dal
teatro, torna per dar vita ad un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo
“senza tempo”, in una messa in scena minimale ma mutevole in ogni contesto.
Una sorta di
seduta psicoterapeutica, da cui ci si sente irrimediabilmente attratti, per
affondare le mani nella propria mente, inconsapevoli degli scenari che
potrebbero aprirsi. perenne

 
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