giovedì, 22 Febbraio 2024

Un “affare” che ha insospettito i Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Biella che hanno  avviato mirati approfondimenti, a seguito di controlli in alcune concessionarie auto biellesi,
volti a verificare se effettivamente non si nascondessero invece pratiche concorrenziali  scorrette a danno degli ignari acquirenti.
Gli accertamenti, esperiti nell’ambito dell’Operazione “Gambero” (noto per la propensione ai “balzi all’indietro”) hanno permesso di appurare che un pensionato, ex titolare di un’officina, formalmente residente in Francia ma di fatto abitante nel basso biellese,  attraverso sofisticati strumenti, riusciva a ridurre fraudolentemente i chilometri
effettivamente percorsi dalle autovetture al fine di renderne più appetibile l’acquisto da  parte dei clienti e aumentandone così il valore di mercato. E’ stato appurato che negli  ultimi 5 anni sono stati alterati i contachilometri di 855 autovetture, con una media di circa 100.000 Km ribassati per ogni vettura.
Inoltre, lo stesso riusciva a modificare i filtri antiparticolato (cd. FAP), le valvole EGR (ovvero una parte delle componenti che consentono il ricircolo dei gas combusti) e modificare le centraline delle vetture (c.d. rimappatura), in spregio alle norme che
regolano la circolazione dei veicoli, alterandone in modo significativo la relativa potenza e
velocità.
In tali casi le autovetture “alterate” sono da considerarsi non omologate e quindi non
sicure.
Sono state quindi segnalate più di 2.000 autovetture al Ministero delle Infrastrutture –
Dipartimento dei Trasporti – per essere avviate obbligatoriamente a revisione, ai sensi del
Codice della Strada.
L’ex meccanico è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, delegata dall’A.G. biellese,
nel marzo 2016, nel corso della quale è stata sequestrata strumentazione da lavoro
(computer, dispositivi di interfaccia grafica utili alla manomissione dei km ed altri strumenti
tecnici), 262 centraline nonché 9.000 Euro in contanti e 1.450 Franchi svizzeri frutto
dell’attività delittuosa, ben occultati all’interno di due centraline.
Successive indagini svolte, permettevano di accertare che l’indagato, dopo l’intervento del
2016, ha riacquistato tutto il materiale informatico per continuare l’attività illecita. Pertanto
nel maggio 2017 è stata eseguita una nuova perquisizione, con l’ausilio di due “cash
dogs” (cani addestrati per la ricerca di banconote) della Guardia di Finanza normalmente
impiegati negli aeroporti e ai valichi di confine terrestre. Ovviamente il nuovo materiale
rinvenuto è stato sottoposto anch’esso a sequestro.
I militari della Sezione Tutela Economia sono andati oltre, riuscendo a ricostruire il giro
d’affari del pensionato per un ammontare di circa 1 milione di Euro che è stato
ricondotto a tassazione ai fini delle II.DD. e dell’IVA, in quanto il soggetto è risultato del
tutto sconosciuto al fisco.
L’operazione denominata “GAMBERO” rientra nell’ambito sia del contrasto all’evasione
fiscale che sottrae risorse alle casse dell’Erario che della sicurezza dei veicoli circolanti.

Pubblicità

Pubblicità
Copy link
Powered by Social Snap