lunedì, 15 Aprile 2024

Prelievo multiorgano all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera

Nelle prime ore di domenica 14 aprile, data in cui si celebra la Giornata Nazionale per la donazione di organi e tessuti, è stato eseguito il prelievo multiorgano su un paziente lucano di 52 anni presso l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera. Dopo il consenso...

 
 
Arriva al Pronto Soccorso
dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza con un pezzo di cute
distaccato intorno all’ombelico. Sembra essere una parte di una PEG
(Gastrostomia Endoscopica Percutanea – applicazione endoscopica di una sonda,
che collega lo stomaco all’esterno, attraverso la quale si somministra il cibo)
posizionata circa 20 anni prima per un pregresso problema neurologico.
A evidenziare la presenza
del corpo estraneo nello stomaco di una donna di 62 anni è una gastroscopia
d’urgenza che rileva un pezzo di tubo largo circa 2,5 centimetri e lungo circa
6 centimetri, appartenente alla PEG posizionata in un intervento subito dalla
donna un ventennio prima. Inutili i tentativi di rimozione, la manovra,
infatti, non è praticabile perché dopo il precedente ricovero la paziente aveva
avuto una tracheostomia con restringimento della parte alta della faringe.
La donna viene portata in
sala operatoria e assistita da due anestesisti, senza essere intubata. Il dr.
Angelo Sigillito, direttore della Struttura complessa interaziendale di
Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva effettua una nuova gastroscopia che
conferma la presenza del corpo estraneo e l’impossibilità di estrarlo dalla
bocca. Vista la complessità del caso, si decide di effettuare una doppia
procedura endoscopico-chirurgia. Con grande difficoltà il dr. Sigillito riesce
a intravedere nello stomaco il punto di passaggio della vecchia procedura e
dall’interno passa un catetere da estrazione verso l’esterno, con il quale
riesce ad afferrare il corpo estraneo, mentre il chirurgo, il dr. Giuseppe
Tramutola effettua una incisione cutanea di solo 1,5 cm, grazie alla quale
sotto visione endoscopica riesce ad estrarre il tubo. Dall’interno, il dr.
Sigillito con 6 clips metalliche chiude ferita interna, mentre il chirurgo
Tramutola sutura la cute con due punti. La paziente dopo 48 ore si è alimentata
senza alcune complicanze legate alla procedura.
Congratulazioni ai
dottori Sigillito e Tramutola sono state espresse dal Direttore Generale
dell’Azienda Ospedaliera Regionale ‘San Carlo’ di Potenza, Dr. Massimo Barresi,
per l’esito di una procedura particolarmente complessa e riuscita grazie a una
perfetta sinergia.
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