giovedì, 22 Febbraio 2024

Il 14 dicembre 2023 sono partiti i lavori del teatro Duni a Matera della ditta “D’Alessandro Restauri”, che in base al cronoprogramma di cantiere, si dovrebbero concludere tra la fine del 2024 e gennaio 2025.

Lo scorso 5 maggio 2023, la Regione Basilicata ha approvato la scheda operativa aggiornata, con nuove risorse e l’adeguamento del finanziamento sull’importo complessivo dell’operazione, che da 4,5 è passato a 7,5 milioni. La nuova scheda definisce anche il cronoprogramma dei vari finanziamenti, ovvero 2 milioni su fondi Po-Fesr 2014-2020 ed i restanti 5,5 milioni sul Piano operativo complementare 2014-2020 (Poc), che si aggiungono ai circa 2,5 già investiti per l’acquisto dell’immobile. Il maggiore importo rimodulato dalla Regione, servirà per l’acquisizione di alcuni immobili confinanti con il teatro, oltre a far fronte all’incremento dei prezzi fissato nel tariffario 2023.

Il teatro è soggetto al vincolo di bene culturale, e si trova attualmente in uno stato conservativo pessimo. Sebbene l’immobile sia certamente di elevato pregio architettonico e presenti finiture di ottima fattura, tutte le componenti necessitano di interventi di recupero per tornare agli originari splendori. In particolare, occorrono interventi per adeguare l’immobile alle nuove normative in materia di sicurezza strutturale, antincendio, sicurezza in genere, nonché l’ammodernamento delle strumentazioni esistenti al fine di adattare l’edificio, utilizzato in passato quasi esclusivamente come cinema, a luogo per arti performative. Inoltre, data la carenza di spazi per servizi agli attori e agli spettatori, si è reso necessario acquisire ulteriori spazi e locali adiacenti, in modo da dare organicità all’impianto. Al termine dei lavori il cineteatro potrà avere circa 750 posti con sedute moderne, ovvero larghe e distanziate. Il restauro prevede, tra l’altro, l’installazione di pannelli fonoassorbenti (adatti alle rappresentazioni teatrali e sceniche) sulle pareti: saranno sostituiti da strutture moderne fonoriflettenti (più tipici delle sale cinematografiche), per migliorare e potenziare l’acustica. Anche la luce, storico handicap della sala, sarà oggetto di uno studio con soluzioni tecniche all’avanguardia, che garantiranno una distribuzione più omogenea e funzionale. Infine, sarà garantita la fruizione del giardino esterno, per manifestazioni culturali en plein air.

Il “Duni” è uno dei pochi teatri moderni del ‘900 censiti da “Docomomo”, associazione nata 28 anni fa a Roma per documentare, conservare e valorizzare gli edifici ed i complessi urbani del 1900. Ha come interlocutori studiosi, dipartimenti universitari, enti locali e industrie impegnate nel campo del restauro, nonché il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, oltre a diversi accorgimenti tecnologici per migliorare la diffusione del suono e della luce.

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