domenica, 25 Febbraio 2024

“Al fianco dei più fragili e dei vulnerabili” campeggia nella descrizione della pagina facebook della parrocchia di S. Rocco a Matera, una comunità di 4mila persone collocata in una zona storica e centrale della città lucana. Un messaggio per sottolineare il ruolo di riferimento per le situazioni di povertà economica e disagio sociale del circondario e, allo stesso tempo, una dichiarazione d’intenti e d’amore che don Angelo Tataranni, guida della comunità e direttore della Caritas diocesana di Matera-Irsina dallo scorso settembre, condivide quotidianamente con i suoi volontari, animati dalla cura verso il prossimo come segno tangibile della presenza della chiesa nei contesti più marginali ed esposti alle vulnerabilità. Un impegno che emana dalla “Locanda del buon samaritano”, un cuore solidale che produce un’azione articolata: dal dormitorio all’emporio solidale fino alla distribuzione del vestiario.

“Mettere tra parentesi la carità e l’attenzione agli ultimi non è mettere tra parentesi uno degli aspetti della nostra fede, ma è mettere tra parentesi il nostro stesso essere cristiani – spiega don Angelo su unitineldono.it -. Quando sono arrivato, nel 2002 in parrocchia c’erano già alcune iniziative di attenzione verso le persone più fragili. Noi abbiamo cominciato ad accogliere dei fratelli in difficoltà, italiani e migranti”.

I posti letto sono cresciuti esponenzialmente fino a diventare due strutture di accoglienza dedicate a don Tonino Bello e alla Madonna della Bruna, due case che diversificano la tipologia di ospiti, rispondendo a specifiche domande emerse dal territorio. L’immobile intitolato al vescovo pugliese che si trova proprio adiacente alla chiesa, è stato inaugurato nel 2018 ed è destinato a contrastare l’emergenza abitativa che riguarda migranti (richiedenti asilo e profughi) – l’accoglienza avviene in seguito alla segnalazione delle autorità locali di pubblica sicurezza su indicazione della Prefettura – ma anche tanti italiani travolti da una situazione economica insostenibile per la perdita del lavoro o a causa di una separazione. La seconda struttura accoglie, invece, detenuti in permesso premio per consentirgli di stare con le loro famiglie.

E in questo circuito della carità, dopo la casa, non possono mancare i beni primari: “Già in passato – racconta don Angelo, classe ’60, ordinato nel 1990 e a S. Rocco da oltre due decenniassistevamo 500 famiglie, con la distribuzione dei pacchi. Ci siamo accorti però che quel sistema non dava dignità alle persone”. Nasce così l’emporio solidale “Il granellino di senape”, nel 2022, all’interno del salone della parrocchia: un supermercato dove è possibile fare la spesa sulla base di speciali punti assegnati a ciascuna famiglia. Un risultato di grande valore che denuncia una grave crisi economica cittadina: 370 persone solo nelle prime tre settimane di giugno si sono presentate all’emporio. E sempre sul fronte dell’emergenza alimentare, con quindici volontari in campo, dallo scorso giugno ha riaperto la mensa sociale che è intitolata, in un bellissimo filo rosso di carità legato al suo nome, a don Tonino Bello – 220 pasti a pranzo e a cena, 60 posti a sedere con possibilità di più turni -, un’iniziativa, tornata dopo il Covid, che si affianca al servizio d’asporto che resta comunque un’opzione a disposizione degli ospiti. Alla fine del pasto, al quale di solito partecipa anche don Angelo, i volontari abbattono il confine tra chi aiuta e chi è aiutato e si siedono ai tavoli per ascoltare gli ospiti e intercettare quelle problematiche sotterranee che a un ascolto superficiale possono non emergere.

Il percorso dell’aiuto prosegue con un guardaroba, si chiama “Vestiamo, atelier solidale”, gestito dal don con una quarantina di volontari. Il vestiario usato arriva da privati e da negozianti, poi i volontari compiono una precisa azione di selezione dei capi ancora dignitosi e quindi adatti a essere indossati.

In questa situazione davvero complessa – “rispetto al passato – ricorda don Tataranni la povertà e le fragilità sono diventate più evidenti” -, c’è la grande mobilitazione della comunità: nei servizi di aiuto si impegnano pensionati, professionisti e anche studenti, in un ideale percorso di educazione alla solidarietà che può far ben sperare.

Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità.

Ogni offerta destinata al sostentamento dei sacerdoti è il segno tangibile della vicinanza dei fedeli, un mezzo per ringraziare tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro – sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – Basta una piccola offerta ma donata in tanti”.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le offerte deducibili sono ancora poco comprese e utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale che però solo in minima parte può essere usata dal parroco per il proprio fabbisogno. Da qui l’importanza di un sistema che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani.

Diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, le offerte per i sacerdoti sono espressamente destinate al sostentamento dei preti al servizio delle 226 diocesi italiane; tra questi figurano anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi più poveri del mondo e 2.500 sacerdoti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio degli altri e del Vangelo. L’importo complessivo delle offerte nel 2022 si è attestato appena sopra gli 8,4 milioni di euro in linea con il 2021. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo, che ammonta a 514,7 milioni di euro lordi, necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi.

Nel sito www.unitineldono.it è possibile effettuare una donazione ed iscriversi alla newsletter mensile per essere sempre informati sulle numerose storie di sacerdoti e comunità che, da nord a sud, fanno la differenza per tanti.

La raccolta storica delle offerte per i sacerdotidestinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero

Nella tabella che segue sono raccolti i dati storici sulla raccolta annuale delle offerte per i sacerdoti, destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero (I.C.S.C.) che le distribuisce ai circa 32 mila sacerdoti diocesani, dal 1989 al 2022.

Dati storici sulla raccolta annuale delle offerte per i sacerdoti

(Fonte: elaborazione C.E.I. su dati dell’I.C.S.C.)

        AnniDonazioni (migliaia di €)Numerosità delle offerteNumerosità degli offerenti*Offerta media (in €)
198913.193105.70498.367125
199020.377175.132139.821116
199121.232185.370143.124115
199223.535211.138168.051111
199322.492189.213152.362119
199423.736196.417163.018121
199522.397190.057156.395118
199621.879203.044162.825108
199721.773197.588155.712110
199821.398192.072150.781111
199920.553189.475148.049108
200020.031181.453143.091110
200119.293182.634143.476106
200219.036182.272143.215104
200318.326176.801140.280104
200418.229177.890138.682102
200517.470169.764133.411103
200616.369155.501122.643105
200716.803171.544128.94398
2008  16.562160.878120.607103
200914.908147.065114.481101
201014.017137.319106.556102
201112.794126.94099.207101
201211.837113.09388.881105
201311.251117.27288.30996
201410.546110.83181.99695
20159.68797.58271.82299
20169.36699.90678.33094
20179.609102.82078.17694
20188.80198.92674.92889
20197.83785.75666.50991
20208.718109.98378.85379
20218.438106.18475.82679
20228.473104.29074.89181

*dal 1989 al 2015 sono esclusi i donatori che hanno fatto un’offerta tramite il canale bancario, inclusi a partire dal 2016
Conferenza Episcopale Italiana

SERVIZIO PER LA PROMOZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA

Il fabbisogno per il sostentamento del clero anno 2022

Nel consuntivo relativo al 2022, il fabbisogno complessivo annuo per il sostentamento dei sacerdoti ammonta a 514,7 milioni di euro lordi, comprensivi delle integrazioni nette mensili ai sacerdoti (12 l’anno), delle imposte Irpef, dei contributi previdenziali e assistenziali e del premio per l’assicurazione sanitaria.

A coprire il fabbisogno annuo provvedono: per il 15,9% in prima battuta gli stessi sacerdoti, grazie agli stipendi da loro percepiti (per esempio quali insegnanti di religione o per il servizio pastorale nelle carceri e negli ospedali); per il 7,3% le remunerazioni percepite dagli enti presso cui prestano servizio pastorale (parrocchie e diocesi). Il resto è coperto per il 6,5% dalle rendite degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, per il 70,2% dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero attraverso le Offerte deducibili per il sostentamento del clero e con una parte dei fondi derivanti dall’8xmille.

Nel 2022 le fonti di finanziamento sono state:

Copertura costi del clero – 2022                                                  Milioni di euro %                            

Totale proventi per il sostentamento del clero                                   395,0                 76,7%

Redditi degli Istituti diocesani                                                         33,3           6,5%

Offerte per il sostentamento                                                              8,5           1,6%

Quota dall’otto per mille                                                                353,2          68,6%

Totale entrate personali e parrocchiali                                               119,7                 23,3%

Remunerazioni proprie dei sacerdoti                                               82,1         16,0%

Parrocchie ed enti ecclesiastici                                                       37,6           7,3%

Sono stati circa 32mila i sacerdoti secolari e religiosi a servizio delle 227 diocesi italiane: 29.722 hanno esercitato il ministero attivo, tra i quali circa 300 sono stati impegnati nelle missioni nei Paesi del Terzo Mondo come fidei donum, mentre 2.573 sacerdoti, per ragioni di età o di salute, sono stati in previdenza integrativa.

Conferenza Episcopale Italiana

SERVIZIO PER LA PROMOZIONE

DEL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA

Allegato 3

Modalità per fare un’Offerta per il sostentamento dei sacerdoti

Per sostenere i sacerdoti diocesani con le Offerte Uniti nel dono, si hanno a disposizione 4 modalità:

1 – Conto corrente postale

Si può utilizzare il c/c postale n. 57803009 per effettuare il versamento alla posta.

2 – Carta di credito

Grazie alla collaborazione con Nexi, i titolari di carte di credito Mastercard e Visa possono inviare l’Offerta, in modo semplice e sicuro, chiamando il numero verde 800 825000 oppure collegandosi al sito Internet www.unitineldono.it/dona-ora/

3. Paypal

Si può donare tramite paypal in modo veloce e sicuro selezionando questa opzione sul sito al momento della donazione. www.unitineldono.it/dona-ora/

4- Versamento in banca

Si può donare con un bonifico sull’iban IT 33 A 03069 03206 100000011384 a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero specificando nella causale “Erogazioni Liberali” ai fini della deducibilità.

L’elenco delle altre banche disponibilia ricevere un ordine di bonifico è consultabile su www.unitineldono.it/sostienici/.

5 – Istituti Diocesani Sostentamento Clero

Si può anche effettuare il versamento direttamente presso gli Istituti Diocesani Sostentamento Clero (elenco Istituti Diocesani Sostentamento Clero www.unitineldono.it/lista-idsc).

L’offerta è deducibile. 

Il contributo è libero. Per chi vuole queste Offerte sono deducibili dal proprio reddito complessivo, ai fini del calcolo dell’Irpef e delle relative addizionali, fino ad un massimo di 1032,91 euro annui. L’Offerta versata entro il 31 dicembre di ciascun anno può essere quindi indicata tra gli oneri deducibili nella dichiarazione dei redditi da presentare l’anno seguente. Conservare la ricevuta del versamento.

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