venerdì, 31 Maggio 2024

“Non possiamo, nel
momento in cui celebriamo la nascita della Repubblica Italiana, non segnalare
il tentativo di eutanasia dell’Unità del Paese attraverso lo strumento di un
sovranismo regionale che calpesta i principi fondanti della nostra
Costituzione”.

E’ il messaggio lanciato
dal Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, durante la celebrazione della
Festa della Repubblica.

“Il 2 giugno di 73 anni
fa, nasceva la Repubblica – ha proseguito De Ruggieri – come elemento di
comunione degli italiani. Si sanciva l’unità solidale del Paese, come celebra
l’iscrizione su una targa in bronzo esposta nella Sala della Lupa di
Montecitorio.

Alcide De Gasperi nel
parlare della Repubblica invitava a tenere alti i livelli di responsabilità e
ad identificarla con il concetto di democrazia. Perché, se nessuno può
contestarne la definizione, data da Lincoln, come governo del popolo, dal
popolo e per il popolo, nel concreto ci sono spesso pericoli che si manifestano
in maniera quasi nascosta. E il pericolo di questi giorni è quello che viene da
un regionalismo a geometria variabile, che pretende che i diritti
costituzionali (salute, istruzione, cultura) vengano riconosciuti a seconda del
gettito fiscale di ogni territorio.

La Repubblica riconosce e
garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Solidarietà politica, economica e sociale – ha rimarcato De Ruggieri – recita
l’articolo 2 della Costituzione. Qualcuno vuol rompere questo disegno di unità
del Paese sancito dalla nostra Costituzione. E noi abbiamo il dovere di essere
sentinelle di fronte a questo pericolo. Ecco perché da Sindaco di Matera,
Capitale europea della Cultura, mi sento di invitare tutti i Parlamentari, i
Presidenti delle Regioni, delle Province e i Sindaci a contrastare questo
disegno, a fare in modo che il sovranismo regionale non passi e a ritrovare il
senso di comune appartenenza alla Nazione. Celebriamo la Repubblica- ha
concluso – ma difendiamola dagli agguati che le vengono tesi”.
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