I voli di un baco da seta
È uno strano dolore…
Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai
(Seta, Alessandro Baricco)


Non so perché questa pagina ha preso questo nome, ma l’ha fatto.
Se n’è impossessata passandomi nella mente insistentemente.
Quando mi trovavo a dover decidere un titolo si è affacciato ai ricordi Monte Serico con il suo castello.
Sembra non c’entri nulla, invece è tutto lì.
Sta tutto nei miei sguardi mattutini verso quella collina, mentre andavo prestissimo al lavoro, e quel maniero semisconosciuto, in territorio di Genzano di Lucania (PZ), mi appariva avvolto in una nebbia sottile e trapelava imperioso dalla coltre evanide. Mi dicevo, eccolo il mantello di seta, quindi serico, che ha dato il nome a questo incanto, molto molto tempo fa, nel Medioevo.
Si incrociano così, in un aneddoto, gli intenti tutti di questa mia pagina: la storia, il paesaggio, lo sguardo poetico. L’archeologia, quella interiore.
D’altro canto è l’esperimento degli ultimi scorci della mia carriera di archeologa: la comunicazione empatica dell’archeologia, quella fatta di scambi emotivi; quella in cui la lettura di ogni singolo particolare ha un percorso sempre duplice che si muove tra dati e l’interpretazione più profonda di essi.
Nella scienza come nella vita.
In questa pagina ci sono dunque digressioni, letture, voli pindarici. Sono lievi come i voli delle farfalle colorate quand’ancora sono bachi da seta: chiusi nel loro bozzolo, in un istante fanno slanci nel cielo che sembrano innaturali.
Vi parlerò di storie, archeologia e moti dell’animo. Quello cioè che mi scorre nelle vene.
E sarò lieta se, a un certo punto, scopriremo di appartenere allo stesso gruppo sanguigno.

Vola il baco da seta come una farfalla e nel mentre dorme e sogna. Ci fabbrica un filamento magnifico che si fa stoffa preziosa e impalpabile, così eterea da percorrere una via lunga quanto molti continenti, anche quelli divisi dal mare.
Viaggiano le straordinarie trame di sogni con un’intera carovana scortata dagli uomini che le intessono.
Sogna, tesse e crea il baco. Poi si libra nell’attimo infinito di una vita minuscola vissuta nel cielo. O tra i fiori più belli. Ci insegna tanto.

Questa è la mia rubrica di trame concordi di passato e presente.
Perennemente in viaggio.
Sulla via più lunga del mondo.

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