Sarà il primo gemellaggio effettuato in Italia quello che il sindaco e la Giunta di Trento si impegnano a siglare con la città dei Sassi. La mozione di gemellaggio, proposta dal consigliere comunale di Trento Eugenio Oliva è stata approvata nei giorni scorsi e, come si legge, ha un “complice” materano, il giornalista Filippo Radogna: “Già la Giunta Provinciale di Trento ha, nell’ultimo lustro, approvato a maggioranza (Mozione n. 6 del febbraio 2014 confermata dalla Mozione 643 del 22 gennaio 2018) una proposta di gemellaggio tra la Provincia di Trento con la Basilicata e la città di Materia muovendo dall’impegno che profuse Alcide De Gasperi come ben evidenziato dal giornalista Filippo Radogna nel suo saggio “De Gasperi, lo statista che ha legato il suo nome alla rinascita di Matera”. In particolare viene ricordato come, lo statista trentino, dopo la visita a Matera nel 23 luglio 1950, pose fine a quello che ormai era da tempo definito uno scandalo nazionale”.

L’impegno del sindaco e della Giunta di Trento è quello di “assumere idonee iniziative volte a realizzare un gemellaggio socio-culturale con la città di Matera, due comunità legate dalla figura di Alcide De Gasperi dalle medesimi radici contadine in considerazione dell’attenzione e dell’apertura dello Statista trentino verso le genti e le popolazioni del mezzogiorno d’Italia con uno spirito di solidarietà oggi più che mai attuale; valorizzare e a rendere memoria anche allo scultore Othmar Winkler che rese omaggio ad Alcide De Gasperi e a Matera attraverso la realizzazione della sua opera; prendere contatti anche proponendo analoga mozione con il Sindaco di Matera affinchè si possa portare a compimento il primo gemellaggio effettuato sul suolo italiano dal nostro Comune.

Gli altri quattro gemellaggi riguardano infatti Berlincharlottenburg stipulato nel maggio 1966, Kempten nel maggio 1987, Donostia San Sebastian nel marzo 1988 e Praha 1 stipulato nell’aprile 2002”.

La mozione ricorda i materani che prima dello sfollamento “vivevano nei Sassi che erano grotte scavate nel tufo, in maniera malsana, spesso con i loro stessi animali. Lo stesso statista trentino con la Legge 619/1952 fece costruire una nuova Matera, adiacente ai sassi, in cui vennero trasferiti gli abitanti, circa 20.000 persone. Una nuova Matera che fu una delle prime città italiane ad avere un piano regolatore. Il centro storico, ormai disabitato, venne espropriato dallo Stato e fu così salvato. Nel 1993 Matera e i sassi sono stati dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Per onorare la memoria del politico trentino, uno dei Padri della nostra Patria, la città di Matera nel 1971 fece erigere un monumento con una partecipazione massiccia della popolazione che trasformò l’evento in una festa di popolo, testimonianza del legame dei materani verso lo statista trentino. Monumento creato da Othmar Winkler sulla base di una committenza pubblica sulla scia dei governi di allora che cominciavano a promulgare e a rafforzare l’unità culturale ed economica da Nord a Sud.

Significativa la delibera di allora del consiglio comunale di Matera che stabiliva di erigere il monumento: all’insigne statista che comprese e volle la rinascita di Matera. Matera e tutta la Basilicata sono ancora grate ad Alcide De Gasperi non soltanto per quanto fece per la città ma anche, come ricorda il giornalista Giorgio Dal Bosco in suo articolo sul Trentino del 18 agosto 2013 per quanto seppe realizzare negli ultimi tre anni della sua vita dal 1951 al 1953 con la famosa riforma agraria.

Grazie alla legge sui Sassi, elaborata da Alcide De Gasperi con il lucano Emilio Colombo, Matera è oggi città patrimonio mondiale dell’umanità ed è stata nell’anno 2019 scelta come Capitale Europea della Cultura”.

Lo scorso dicembre fu scoperta  una targa commemorativa donata dalla Regione autonoma Trentino Alto Adige ed apposta ai piedi della statua di Alcide De Gasperi, nel rione Spine Bianche a Matera.

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