mercoledì, 17 Luglio 2024

Quelle di La milanese. Capricci, stili, genio e nevrosi della donna che tutto il mondo ci invidia (Solferino) sono soprattutto pagine di costume, come le ha definite la maestra di stile Lina Sotis nella prefazione. L’autrice, Michela Proietti, con un piacevole pizzico di ironia, ha tratteggiato un ritratto semiserio delle sciure della città della Madonnina.

La milanese è una donna tosta, in carriera, mondana, attenta allo stile in modo quasi maniacale. Dal cane alle vacanze alla scuola migliore per il figlio è, per lei, sempre una ricerca delle eccellenze, delle mode, il tutto all’insegna del bon ton. Ci sono tic, manie, vizi e virtù delle milanesi doc che tutte noi possiamo prendere come modello, senza però prenderle troppo sul serio.

“La sciura ama il lei da alcune persone (la nuora e la colf) ma in fondo è felice che qualcuno le dia del tu. Quando intorno ai quarant’anni il cameriere del ristorante le ha detto per la prima volta «grazie signora» è entrata in uno Sturm und Drang psicologico. La milanese, sempre moderna e al passo con i tempi con le All Stars ai piedi, ha un brivido freddo quando per la prima volta realizza di aver raggiunto lo status di sciura”.

Legatissima al lavoro, “non si ferma un minuto, efficiente e organizzata si muove sapendo che i tempi del tinello sono finiti e le donne oggi siedono nei cda. Però è anche lei che la mattina porta i figli a scuola, poiché non delega il ruolo materno”. È “un mix di tradizioni e modernità: nessuna come lei indossa il coordinato (camicia e pantalone della stessa fantasia o colore) che le piace perché semplifica e non deve pensare a come abbinare i vari pezzi, proprio come quando ci si infila un vestito”.

Nella guida della Proietti non poteva mancare un passaggio sulla pandemia: “La milanese, altera e irraggiungibile, prima del Coronavirus distribuiva un po’ controvoglia baci, abbracci e strette di mano: adesso mima il gesto, come quelle vecchie signore del mondo dello spettacolo che non vogliono rovinare il cerone. Prima, quando qualcuno stava per baciarla, non poteva rifiutarsi di contraccambiare: adesso mantiene la distanza agitando la mano, dice «tesoro stiamo attente» e allunga un finto bacino”.

Iperconnessa,  per le comunicazioni via WhatsApp ha un vero e proprio galateo ma, con i social, non ha un rapporto lineare. Durante i party vorrebbe vivere il presente, lasciando lo smartphone in borsa. Poi però, visto non ci si diverte più come una volta, si riappropria del cellulare tempestando di foto i suoi profili.

La milanese è un libro irresistibile, brioso, brillante come la penna della Proietti che sottolinea: “Milanese, di preferenza, si nasce. Però, almeno in qualche misura, lo si può anche diventare. O si può capire che lo siamo già tutte, almeno un po’”.

Michela Proietti è giornalista del «Corriere della Sera», «7» e opinionista televisiva. Si occupa di moda, costume e società.

Nata a Perugia, vive e lavora a Milano, la città che la ispira più di ogni altro posto al mondo.

Rossella Montemurro

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