sabato, 13 Luglio 2024

   
È una Basilicata a tinte fosche – una terra arcaica, spesso stereotipata, nella quale gli echi di De Martino convivono in maniera stridente con la contemporaneità – quella raccontata da Piera Carlomagno in Una favolosa estate di morte (Rizzoli).
Un duplice omicidio scuote la calma apparente dell’hinterland di Matera: in una notte di giugno, nei calanchi vicino Pisticci, un uomo e una donna sono assassinati brutalmente. Si tratta di Sante Bruno, architetto benestante, noto per essere presente nella maggior parte degli appalti regionali, e Floriana Montemurro, una ragazza bellissima, chiacchierata per la sua disinvoltura sentimentale. Un “caso” che fa scalpore e costringe la Procura e la Polizia a un lavoro serrato per stringere il cerchio sull’omicida.
In maniera sinergica, sul caso indagano Loris Ferrara, magistrato appena trasferito da Napoli alla Città dei Sassi per rifarsi una vita, e l’anatomopatologa Viola Guarino. È lei la protagonista, con una personalità piena d sfaccettature, spesso senza vie di mezzo – Viola ha una mamma strega, una nonna lamentatrice, Menghina, che fa tornare i morti e un nonno farmacista-masciaro – è il cuore pulsante di questo noir serrato. Ha un intuito particolare per le indagini, un sesto senso spiccato – eredità della sua famiglia molto particolare, tanto che da sempre lei, per i suoi concittadini, è una “strega” –, al rigore delle analisi e degli esami affianca ciò che sente dentro: “Anche  perché  alla  fine  lo sapeva pure lei  che  affidarsi agli strumenti scientifici non basta in un’indagine, perché il Dna può stabilire a chi appartiene il sangue e l’anatomia patologica può determinare se certi ematomi c’erano prima della morte, eppure solo un’inchiesta, completa e ragionata, può portare alla soluzione di un caso. E lei procedeva così, come i vecchi investigatori, chiedendo, osservando, collegando. I sensi vigili e all’opera dal primo impatto col cadavere”.
Piena di misteri, Viola – respingente come il tufo dei Sassi, pronta ad accogliere solo se è lei a decidere – è attratta dal nuovo PM, anch’egli con un passato dal quale sta fuggendo, tutto da scoprire.
Lo sfondo è quello di una Matera alla vigilia del suo anno da Capitale Europea: “accoglieva turisti e visitatori con un po’ di riluttanza, la città dei Sassi restava difficile da raggiungere: selezionava, decideva.  Non aveva intenzione di lasciarsi sopraffare dall’entusiasmo che il mondo mostrava dopo aver scoperto la sua esistenza”.
L’intreccio del giallo è senza dubbio forte, avvincente, legato a doppio filo con i contrasti di una regione piena di sfumature, forse dall’autrice un po’ esasperate: “Viola sentiva aria di società borghese di provincia, ipocrita e sessuofobica. Il nemico numero uno era ancora il sesso, argomento rimosso dalla vita quotidiana, causa di battaglie feroci in famiglia, forse l’ago della bilancia per comprendere se ci fosse o no armonia”.
Una favolosa estate di morte sfiora temi caldi, che davvero caratterizzano la Basilicata, si pensi alle speculazioni edilizie, alle infiltrazioni mafiose, agli stereotipi duri a morire – “Le donne materane erano ancora quelle che vivevano nei cortili chiusi dei Sassi, quelle del “vicinato”, che tutto sapevano di tutti e lo comunicavano in maniera teatrale; anche le giovani, con i ricci ribelli in testa e le gonne corte su calze colorate, erano ancora quelle rassicuranti, che ti sorridevano per strada e tiravano fuori il portafogli sempre prima degli uomini”.
Tra segreti e misteri, il noir della Carlomagno cattura il lettore, descrivendo personalità complesse, uomini sfuggenti e donne-streghe del terzo millennio all’ombra dei Sassi dove “all’apparenza, era tutto nascosto e invece era più evidente di quanto sembrasse”.
Il libro sarà presentato a Matera nell’ambito del ciclo di appuntamenti con gli autori “L’angolo delle storie” in Fondazione Sassi, sabato 1 giugno 2019 alle 18.
L’autrice è giornalista professionista e presidente dell’associazione noir “Porto delle nebbie”, che organizza il SalerNoir Festival.
Rossella Montemurro
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