giovedì, 22 Febbraio 2024

Riceviamo e pubblichiamo dai rappresentanti degli studenti del Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, della Scuola di Dottorato Cities and Landscape: architecture, archaeology, cultural heritage, history and resources e del Dipartimento di Scienze Umane:
Per  lo  spazio  europeo  la  cultura  costituisce  il  suo  tessuto  connettivo.  L’idea  stessa  di Europa  si  fonda  sul  valore,  sulle  intelligenze  e  sulla  creatività  delle  sue  genti.  (…)  Non  una cultura  per  pochi  ma  una  cultura  che  include  e  genera  solidarietà  .  (…)  La  cultura  non  si è  rivolta  (durante  Matera2019)  ad  una  ristretta  élite  ma  ha  interessato  un  intero  territorio rendendolo  accessibile  a  tutti.”  (David  Sassoli,  A  Matera  si  produce  cultura.  Report  di monitoraggio di Matera Capitale Europea della Cultura  ,  2021) Matera,  che  David  Sassoli  definisce  come  città  dell’inclusione  culturale  e  che  nel  2019  ha manifestato  la  sua  capacità  di  ‘produrre  cultura’,  oggi,  a  soli  5  anni  da  quel  celebre momento,  rischia  di  non  avere  più  uno  dei  presidi  culturali  più  importanti  dell’intera  regione Basilicata: la Biblioteca Provinciale “T. Stigliani”. La  cultura  ha  il  dovere  di  formare  le  nuove  generazioni  e  di  permettere  a  tutti  di  essere accessibile;  un  polo  bibliotecario  come  quello  di  Matera  deve  continuare  ad  essere  uno strumento  per  garantire  il  raggiungimento  di  questo  obiettivo,  eliminando  le  differenze  di classe sociale e il divario culturale tra gli abitanti (temporanei e non) di Matera. In  un  mosaico  regionale  e  provinciale  frammentato  e  con  una  densità  abitativa  molto  bassa, in  cui  i  piccoli  centri  abitati  spesso  non  hanno  luoghi  per  la  diffusione  della  Cultura  e  per l’integrazione  culturale,  la  Biblioteca  “T.  Stigliani”  è  un  luogo  privilegiato  per  un  territorio vasto che non coinvolge solo la città di Matera. Il  polo  del  palazzo  dell’Annunziata  è  stato  un  punto  di  riferimento  per  intere  generazioni  di studenti  universitari  presenti  nella  città  lucana:  luogo  di  studio,  di  ricerca  e  di  conoscenza  ma anche  luogo  di  socialità  e  di  relazioni.  Nel  corso  degli  anni  la  Biblioteca  è  diventata  un  luogo di  comunità  che  ha  reso  accessibile  ad  un  pubblico  ampio  la  cultura  conservata  negli  oltre 400.000 documenti disponibili. In  una  piccola  università  come  l’Università  degli  Studi  della  Basilicata  che  riscontra  problemi importanti  con  la  biblioteca  di  Ateneo  nella  sede  di  Matera,  la  Biblioteca  Provinciale  assume un  ruolo  centrale  e  strategico  per  l’attività  di  ricerca,  non  solo  per  gli  studenti  del Dipartimento  delle  Culture  Europee  e  del  Mediterraneo  e  del  Dipartimento  di  Scienze Umane,  ma  anche  per  i  dottorandi  della  scuola  di  Dottorato  Cities  and  Landscape: architecture,  archaeology,  cultural  heritage,  history  and  resources,  che  mettono  al  centro delle loro attività la conoscenza e la divulgazione della ricerca. Visto  il  grande  potenziale  generativo  e  culturale  della  Biblioteca  Provinciale  “T.  Stigliani”  e visti  gli  ultimi  accadimenti  sulla  sorte  della  stessa,  i  rappresentanti  dei  Dipartimenti  e  della scuola  di  Dottorato  dell’Università  degli  Studi  della  Basilicata  presenti  a  Matera  sentono l’esigenza  di  esprimere  la  loro  grande  preoccupazione  e  apprensione  per  la  possibile chiusura della struttura. Si  auspica  una  risoluzione  immediata  e  definitiva  della  ‘questione  Biblioteca’  al  fine  di dissipare  ogni  preoccupazione  riguardante  la  possibile  perdita  del  luogo  dove  ‘cavare cultura’. 

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