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Un tuffo nel passato con il prof. Incampo: alla scoperta della seconda festa di pellegrinaggi a Gerusalemme, la Pentecoste

La seconda festa di pellegrinaggi a Gerusalemme era la Pentecoste.
Si svolgeva nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua.
Era, oltre alla festa delle messi, anche la festa dell’anniversario della Legge donata da Dio sul monte Sinai.
Arrivavano a Gerusalemme gli Israeliti portando le primizie dei loro raccolti: orzo, frumento, fichi, melograno, olive e datteri, ricordando che la loro terra era stata donata da Dio.
Immaginate che alle porte di Gerusalemme venivano confezionati i cesti delle primizie, ornandoli di oro e argento da parte dei ricchi, e di frutta da parte dei poveri.
I rappresentati dei sacerdoti e dei tesorieri del tempio accoglievano tutti i pellegrini.
E a questo punto partiva la processione che si snodava dalle porte della città.
In testa alla processione c’erano i dignitari che li avevano accolti, il suonatore del flauto e un torello con le corna dorate e la testa incoronata di olivo.
È bello sapere che gli artigiani sospendevano il lavoro, si alzano in piedi e si inchinavano al passaggio dicendo: “Oh nostri fratelli, siate i benvenuti!”
Entrando poi la processione nel cortile delle donne, il coro dei Leviti intonava il Salmo 30: “Ti esalto, mio Signore, perché mi hai sollevato, non hai permesso ai miei nemici di godere della mia sventura”.
A questo punto ognuno offriva il cesto delle primizie al sacerdote recitando il credo ebraico.
Così compiva il rito dell’offerta a Dio.
I sacerdoti deponevano i cesti ai piedi dell’altare, gli offerenti si prostravano e quindi uscivano dal Tempio.
È interessante sapere che gli Ebrei ogni volta che uscivano e rientravano nella loro casa toccavano o baciavano la mezuzah.
La mezuzah non era altro che un astuccio di varia forma che aveva all’interno alcuni passi della Torah e che veniva messo sullo stipite destro della porta.
Naturalmente la finalità del gesto era quello di ricordarsi sempre che tutti i beni materiali sono dono di Adonai, cioè il Signore.

Nicola Incampo

Responsabile della CEB per l’IRC e per la pastorale scolastica

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